Consiglio regionale: si discute di batterio killer, sanità e Galleria dell'Accademia

Aula_Consiglio_Regionale___

Il Consiglio regionale della Toscana ricorda l’11 settembre osservando un momento di raccoglimento in apertura di seduta. Il presidente, Eugenio Giani, invita l’Aula a ricordare il terribile attentato che colpì gli Stati Uniti diciotto anni fa.

Batterio killer

Alberti chiede comunicazione di Giunta in Consiglio regionale

Il portavoce dell’opposizione: “Chiarezza sulla vicenda, se c’è emergenza giusto informare la popolazione. Perché la Regione ha aspettato tre mesi?”

“Ritengo che i toscani abbiano il diritto di essere informati su quel che sta accadendo negli ospedali: la massiccia presenza del batterio New Delhi, e i relativi numerosi casi di contagio che sono stati portati alla luce in questi giorni, sono elementi preoccupanti per la salute dei cittadini – dice il consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti – E, come messo in evidenza anche dall’Ecdc, la Toscana potrebbe essere veicolo di contagio anche per i turisti che sono da sempre attratti dalla nostra Regione. Ho chiesto alla Giunta una comunicazione in aula per poter sviscerare tutti gli aspetti di questa vicenda”.

“La Regione ha avuto comunicazione di questa emergenza il 4 giugno scorso, ma solo dopo che è stata svelata dal Corriere Fiorentino il 3 settembre, ci si è preoccupati di informare i cittadini. Perché questo ritardo? I toscani non avevano diritto di sapere prima della possibilità di contrarre un batterio potenzialmente mortale andando negli ospedali? E i turisti? Si è rischiato il panico, si è tenuta nascosta una notizia importante invece di veicolarla a pazienti e familiari, ignari di questa situazione. Ora chiediamo chiarezza – conclude Alberti - vogliamo spiegazioni adeguate e sapere come si sta procedendo per uscire da questa situazione”.

Andrea Quartini (M5S): “Immediato controllo di tutte le strutture sanitarie”

“La Regione non ha messo in campo tutti gli strumenti adeguati ad affrontare e contenere per tempo il diffondersi del batterio New Dehli, resistente agli antibiotici. Occorre un immediato controllo di tutte le strutture sanitarie, sia pubbliche che private, e un monitoraggio del diffondersi della colonizzazione del batterio nella popolazione”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Andrea Quartini.

Marchetti (FI) :"La pubblica amministrazione parla per atti"

"Se sui focolai di contagio del superbatterio New Delhi avete fatto incontri informali me lo dice lei oggi, assessore. La pubblica amministrazione parla per atti, e quelli della Regione su questa vicenda sono tardivi e hanno tempistiche troppo dilatate rispetto al rischio contingente generato dai focolai toscani per l’Italia e per tutta l’area euro e rilevato dal ministero per la salute e dall’istituto superiore di sanità. Se a questo aggiungo che il 4 aprile scorso proprio sulle infezioni nosocomiali e le batteriemie nell’ospedale delle Apuane a Massa avevo presentato un interrogazione a risposta scritta che non mi è mai arrivata, ecco: se combino le due cose no, non sono soddisfatto di come gli eventi sono stati gestiti da parte della Regione e della Asl Toscana Nord-Ovest dove insiste la maggior parte dei contagi»: così la replica opposta dal Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti alla risposta dell’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi circa il diffondersi del batterio con Ndm, New Delhi, in particolare nell’area dell’alta Toscana compresa nell’area vasta Nord Ovest della geografia sanitaria toscana.

Marchetti ha esposto le date: «Il 4 aprile, dopo aver ricevuto segnalazioni circa contagi sopra la media di Klebsiella pneumoniae presso il nuovo ospedale apuano, il Noa, presento un’interrogazione a risposta scritta per avere i dati: ad oggi nulla, silenzio. Il 24 maggio i dati epidemiologici raccolti destano allarme per i focolai di New Delhi presenti in 9 ospedali della Asl Toscana Nord Ovest. Il 30 maggio il ministero per la salute dirama un’allerta a tutta la penisola per il rischio contagi derivante dal caso toscano. Il 6 giugno l’Istituto superiore di sanità emette la valutazione di rischio definendolo “alto” quanto a “diffusione tra le strutture sanitarie europee”. Ecco, fin qui le cose si evolvono a tambur battente. Assessore: il vostro primo atto formale è del 26 luglio. La Asl lo recepisce il 5 settembre. Lei mi dice che nel frattempo vi siete incontrati e non siete stati a guardare? Ma questo lo sa lei e le persone con cui eventualmente si è incontrata. Gli atti raccontano altro. E io oggi non posso dirmi soddisfatto né della sua risposta con cui mi dice che da oggi ci sono i dati aggiornati, né dell’approccio complessivo con cui questi contagi sono stati gestiti a fronte di un rischio noto e di un indice di mortalità che per vostra stessa ammissione, del resto è letteratura, si aggira attorno al 40 per cento. Ascoltare da lei “sì ma nel frattempo ci siamo incontrati” mi rincuora, ma è un po’ pochino".

Sistema Toscana sotto controllo e misure di screening ampliate

“Tra novembre 2018 e il 31 agosto 2019, New Delhi è stato isolato nel sangue di 76 pazienti con sepsi. Tra questi, la mortalità è stata del 40 per cento. Fino al 31 agosto 2019 i ricoverati con tampone rettale di screening risultato positivo, sono 708”. È quanto dichiara l’assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, chiamata a rispondere sulla diffusone del batterio dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio Maurizio Marchetti.

Sul focolaio toscano del superbatterio e sul tasso di mortalità che comunque “non vuole dire ci sia un nesso causale automatico con la presenza del ceppo, linfezione potrebbe essere una concausa o non aver provocato la morte spiega Saccardi; il sistema ha risposto prontamente. È stato sotto attento monitoraggio e sono state emanate tutte le indicazioni e le raccomandazioni valide per tutto il territorio regionale.

Lassessore dichiara inoltre che da maggio è istituita una unità di crisi composta da professionisti esperti in materia di infezioni. Inoltre, il contatto con il Ministero, come è giusto e doveroso afferma Saccardi, è stato continuo sin dalle prime segnalazioni e la circolare emanata il 30 maggio deriva unicamente dai casi che noi abbiamo tempestivamente segnalato. La circolare, ricorda, è una indicazione ai presidi per mettere in atto le necessarie precauzioni che in Toscana erano già comunque attive sin dai primi casi riscontrati. Saccardi informa inoltre che è stato creato un database regionale retrospettivo e prospettico e le misure di screening sono state ampliate.

La tempistica riferita dallassessore non convince Marchetti che si dichiara perplesso. La tempestività del Ministero è certa, non altrettanto quella della Regione Toscana commenta ricordando di essere ancora in attesa di una risposta ad unaltra interrogazione, presentata ad aprile scorso proprio sul tema delle infezioni da batteri.

Nuova Delhi Metallo-beta-lattamasi (NDM-1) è un enzima che rende i batteri resistenti a un ampio spettro di antibiotici beta-lattamici tra cui quelli della famiglia dei carbapenemi (antibiotici ad ampio spettro). Isolato per la prima volta nel 2008 in un paziente svedese subito dopo un viaggio nella capitale indiana, fa parte della famiglia delle enterobacteriacee perché il suo luogo di principale colonizzazione è lintestino.

Sanità

Accertamento in tempo reale esenzioni ticket

Accertare in tempo reale l’esenzione dal ticket per pazienti invalidi. Il Consiglio regionale approva a maggioranza una mozione presentata da Sì-Toscana a sinistra. Poiché le aziende sanitarie hanno richiesto ticket non dovuti a persone esenti per invalidità civile che al momento dell’esame non avevano il libretto attestante l’invalidità, e in considerazione dei recenti processi di informatizzazione del Sistema sanitario regionale, la mozione a firma dei consiglieri Paolo Sarti e Tommaso Fattori chiede alla Giunta regionale di inviare a tutte le Usl “un’informativa che disponga l’accertamento in tempo reale della situazione di esenzione di ogni iscritto che usufruisca dei benefici legati all’invalidità civile” e di disporre che le strutture aziendali interessate si dotino dei necessari sistemi informatici che lo permettano” nel caso in cui ne siano sprovviste.

“Occorre mettere in rete le varie strutture pubbliche - ha spiegato Sarti – è un problema informatico vasto. Credo che l’esenzione del ticket su ricetta del medico di base debba bastare”.

Si è detto d’accordo sulla mozione anche Andrea Quartini (M5S). “Si tratta – ha detto il consigliere regionale – della mancata garanzia di un diritto. L’augurio è che il fascicolo sanitario elettronico funzioni davvero”.

Sì anche da Monica Pecori (gruppo misto/Tpt). “L’auspicio – ha detto la consigliera regionale – è che nell’ottica di un sistema più efficiente non ci sia più bisogno nemmeno di verificare se tali tipi di esenzione come altri siano effettivi o meno”.

Defunti, regolamento unico per rimozione pacemaker

La rimozione dei pacemaker sui defunti sarà presto regolata con disposizioni uniche. L’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest, che ha sollevato il problema con lettera del direttore dei presidi di Pontedera e Volterra  nella missiva si specificava che a far data dal 1 luglio il personale ospedaliero non avrebbe più provveduto alla rimozione dei dispositivi sui defunti e che sarebbero state le imprese funebri a doversene fare carico  sta infatti predisponendo un apposito regolamento con disposizioni precise che non comporteranno spesa a carico dei cittadini. Lo rende noto l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi rispondendo all’interrogazione presentata dalla consigliera Serena Spinelli (gruppo Misto/Art.1-Mdp).

Trattandosi di intervento sanitario volto a tutelare interessi di salute pubblica e sicurezza sul lavoro  dichiara Saccardi  l’azienda sta lavorando a linee di indirizzo su: accertamento della realtà della morte mediante elettrocardiogramma, prelievo del pacemaker da parte del medico necroscopo, gestione dei dispositivi espiantati come rifiuti solidi pericolosi a rischiio infettivo e avvio allo smaltimento mediante termodistruzione”.

Il regolamento su cui sta lavorando l’azienda sanitaria, servirà a gestire correttamente e in sicurezza le richieste di prelievo dei dispositivi sulle salme di chi è deceduto in ospedale o nel territorio”, spiega ancora l’assessore.

Quanto detto da Saccardi soddisfa la consigliera Spinelli. La rimozione, scrive nell’interrogazione, “deve continuare ad essere eseguita da personale medico.

Spinelli: “Verso una soluzione positiva e senza aggravio di spese per i parenti negli ospedali di Volterra e Pontedera”.

"Esprimo soddisfazione per l’esito positivo della vicenda degli ospedali di Pontedera e Volterra, relativa alla rimozione dei pace-maker dai defunti che avevano scelto la cremazione” - commenta la consigliera regionale Serena Spinelli. “Era stato infatti annunciato che dal 1° luglio tale operazione sarebbe stata a carico delle imprese funerarie e conseguentemente dei parenti dei defunti".

"Dopo le richieste di chiarimento da parte della Società toscana di Cremazione e la mia interrogazione in Consiglio regionale – continua Spinelli – è stato confermato da parte della Regione che l’operazione necessaria alla rimozione di pacemaker o altri dispositivi assimilabili, oltre a non prevedere la compartecipazione alla spesa da parte dei congiunti del defunto, è compresa negli istituti contrattuali del personale che svolge l’intervento di medicina necroscopica. E' stato inoltre comunicato che la Ausl Toscana nord-ovest sta provvedendo a unificare tutte le procedure degli obitori, al fine di gestire correttamente e in sicurezza le richieste di prelievo di pace-maker sulle salme delle persone decedute in ospedale o nel territorio”.

“Bene anche che si vada verso omogeneità e unificazione delle procedure. Ma quello che voglio continuare a sollecitare è che la Regione Toscana proceda, così come annunciato ormai da mesi dopo un’altra mia interrogazione, nella definizione di un regolamento e di un piano di coordinamento regionale relativo ai servizi di cremazione, per uniformare le procedure in tutta la Toscana e pianificare le attività e la rete degli impianti esistenti e futuri”.

"La scelta della cremazione risulta infatti in crescita, in Italia come nella nostra regione, dove riguarda il 31,6% dei decessi.  «Emerge dalla lettura di queste statistiche - conclude Spinelli - che il crematorio, così come le Sale del Commiato e le aree per la dispersione delle ceneri, sono diventate infrastrutture cimiteriali indispensabili. Questo per garantire dovunque e a ogni cittadino lo svolgimento di un rito funebre rispondente alle convinzioni etiche e religiose di ognuno, senza che questo debba tradursi in lunghe attese e spostamenti verso impianti distanti, e il diritto fondamentale della persona di disporre le modalità di trattamento del proprio corpo dopo la morte". -  conclude la consigliera regionale Spinelli.

Concorso infermieri, Saccardi: Seguito un percorso trasparente e corretto

“Il concorso per infermieri ha seguito un percorso del tutto trasparente e corretto, nella forma e nella sostanza, non necessita di alcuna rettifica e può procedere speditamente. È, oltre che legittimo, il solo modo per poter garantire la necessaria copertura dei fabbisogni delle aziende sanitarie nei tempi necessari”. Ha risposto così l’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi, all’interrogazione del consigliere Paolo Marcheschi (FI) sulle irregolarità del concorso pubblico unificato per titoli ed esami per la copertura di due posti di collaboratore professionale sanitario infermiere. Tale concorso è stato bandito da Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale, che ha creato al proprio interno un gruppo di lavoro, costituito da professionisti infermieri esperti indicati da ciascuna azienda. Sono state così individuate 19 domande mal formulate, che potevano indurre in errore i partecipanti, e sono stati emanati gli opportuni correttivi, reintegrando nell’ammissione tutti coloro che, anche solo potenzialmente, potessero non aver conseguito un punteggio adeguato per il superamento della preselezione. Il totale degli ammessi è stato perciò portato ad un totale di 7.800. Secondo l’assessore l’affidamento di tutte le procedure selettive e concorsuali ad un unico ente esterno ha consentito di incrementare in modo significativo le capacità del sistema: nel 2018 sono state bandite ed espletate 100 procedure concorsuali, con 8.276 candidati ammessi. Nel 2019, ad oggi, le procedure già bandite e in corso sono 134. Di queste per 101 sono già scaduti i termini di presentazione delle domande e risultano ammessi 18.614 candidati.

Le metodologie introdotte nelle varie fasi (uso di procedure informatizzate per la raccolta e gestione delle domande, per la loro correzione, sperimentalmente per la loro esecuzione, standardizzazione e completa tracciabilità di tutto il percorso), inoltre, è garanzia assoluta di indipendenza e di trasparenza. “Il sito Estar è riconosciuto a livello nazionale come l’unico punto di riferimento per conoscere le opportunità di lavoro nel sistema sanitario della Toscana, come dimostra l’incremento delle domande da tutta Italia – ha concluso l’assessore Saccardi. - I tempi di realizzazione dei concorsi, anche per i profili che comportano grandi numeri, si è drasticamente ridotto. Non proseguire su questo percorso, d’altra parte sempre migliorabile con l’esperienza, avrebbe un impatto estremamente negativo sulle risorse per il sistema e sulle opportunità di lavoro dei cittadini, oltre a disperdere il lavoro fatto per aumentare il livello di garanzia dell’indipendenza e della trasparenza di tutte le procedure messe in atto”.

“È palese che ci sono stati degli errori, conclamati, clamorosi, ammessi anche da Estar. Non c’era bisogno di esperti per capire che quelle diciannove domande erano poste male  - ha replicato Paolo Marcheschi, dchiarandosi insoddisfatto. – Più in generale, quello che si contesta da parte di centinaia di partecipanti, che fanno concorsi in tutta Italia, è la scarsa trasparenza e la palese inadeguatezza nello svolgimento delle prove: non c’era la possibilità di usare il tablet, le domande erano cartacee e diverse per ciascuna sezione. Si fa un concorso come si faceva dieci anni fa”. A suo parere, inoltre, “il rimedio è peggiore del male” e sarebbe opportuno fare come ha fatto la regione Emilia Romagna, che ha ammesso tutti, invece “di prendersi i ricorsi, che bloccano le graduatorie”.

Ex Banti, nessun pericolo di dispersione amianto

La copertura in eternit dei solarium dell’ex Banti, complesso ospedaliero di Pratolino, non rappresenta un pericolo per la salute pubblica. I campionamenti dell’aria “fatti eseguire a partire dal 10 giugno scorso, hanno dato sempre esito negativo”. In ogni caso “è già in corso la progettazione della rimozione della struttura e della bonifica del sito”. È quanto dichiara l’assessore alla Salute della Regione Toscana, Stefania Saccardi, chiamata a rispondere ad un’interrogazione del capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Paolo Marcheschi.

Saccardi rivela anche la stima dei costi per la rimozione, tra i 50 e i 60mila euro. La possibile presenza di amianto potrebbe derivare da “violazioni e sconsiderate intrusioni” nell’area che non meno di qualche settimana fa hanno fatto registrare anche un decesso. Il 19 luglio scorso, infatti, un giovane ha perso la vita all’interno del sanatorio di Vaglia e sull‘incidente l’assessore toscano è chiaro: “”La direzione aziendale si è immediatamente attivata e, pur non sembrando emergere responsabilità dirette, resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria”.

Sulle effrazioni che si sono registrate in questi anni all’interno del sito, documentate dal consigliere Marcheschi attraverso un sopralluogo, Saccardi è altrettanto chiara: “L’intera area è recintata e provvista di un cancello di accesso provvisto di lucchetto. I varchi al fabbricato sono murati o muniti di rete elettrosaldata. L’accesso improprio si presume avvenga per lo più dal bosco, forzando la recinzione esterna”. Le misure di contenimento adottate, prevedono un “servizio di vigilanza h24 con tre accessi di ronda dalle 7 alle 20, controllo con unità cinofila dalle 20 alle 7. Il servizio sarà attivo fino al 30 settembre per un costo complessivo che supera i 38mila euro”. “Pur trattandosi di reati procedibili per ufficio, quando si sono verificate le condizioni la direzione ha sporto denuncia” continua ancora l’assessore spiegando che i “relativi procedimenti penali sono ancora in corso”.

A detta del consigliere Marcheschi, l’interrogazione serve a “rimettere all’ordine del giorno dell’agenda regionale le condizioni di degrado in cui versano immobili anche di pregio che sarebbe necessario valorizzare e rendere nella disponibilità dei cittadini”. L’ex sanatorio Banti è, in questo senso, “il caso emblematico”.

Carenza di personale nelle aziende regionali

Da parte della Regione non c’è alcuna volontà di tagliare personale sanitario o di impedire nuove assunzioni. La nostra indicazione alle Aziende sanitarie è stata quella di coprire per intero il turn-over e di non diminuire i primariati e, là dove ci fossero posizioni scoperte, di sostituirli”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, rispondendo a una interrogazione dei consiglieri di Sì-Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, e della consigliera Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt) a proposito della carenza di operatori socio-sanitari e di personale amministrativo all’interno del Servizio sanitario, situazione che è andata ulteriormente aggravandosi nel periodo estivo. L’assessore Saccardi ha inoltre ricordato che “sul tema delle assunzioni del personale sanitario la normativa nazionale non prevede limiti nel numero degli assunti, ma impone un tetto di spesa per il personale”.

“Sono soddisfatto della risposta in termini generali, ma insoddisfatto riguardo ai problemi di carenza del personale sanitario nella Azienda sanitaria Nord ovest, su cui non ci sono stati forniti chiarimenti”, ha esordito Paolo Sarti nella sua replica. “Come scritto nell’interrogazione – ha aggiunto, - ricordo che nelle aziende Toscana centro e Nord ovest è stato dichiarato lo stato di agitazione per le carenze di organico non solo infermieristico e Oss, ma anche tecnico. Negli ultimi tempi, soprattutto per far fronte agli accresciuti bisogni estivi, abbiamo assistito all’assunzione di solo 70 figure, tra infermieri e Oss, e molto spesso con contratti di lavoro interinale o a tempo determinato. Servirebbe, invece, una programmazione regionale di assunzioni che agisca in una prospettiva di medio-lungo periodo e non solo in chiave emergenziale”.

80mila euro per un Consultorio

“Purtroppo non ci stupiamo più di nulla, ma l’indignazione cresce in modo esponenziale- afferma il Consigliere Elisa Montemagni a nome del Gruppo consiliare della Lega in Regione - a fronte dell’ennesimo finanziamento a favore del consultorio transgenere di Torre del Lago. Con la Sanità toscana che continua a fare acqua da tutte le parti, mentre chiudono addirittura reparti molto importanti come quelli oncologici la Giunta pensa bene di elargire ben 80.000 euro a supporto della predetta struttura che, negli anni, ha spesso goduto di fondi economici anche ben più elevati dell’attuale. A nostro avviso- le priorità sono altre, considerato, appunto, le tante carenze nel comparto sanitario, a cominciare dall’atavica carenza di personale medico ed infermieristico, dalla penuria di posti letto in molti ospedali, dalle infinite liste d’attesa, senza tralasciare il fatto che alcuni nosocomi appaiono in condizioni precarie. A fronte di tutto ciò Rossi e la sua improvvida Giunta pensano, invece, bene di aprire il portafoglio, sovvenzionando chi è “al di là del genere sessuale. A nostro avviso si tratta di una classica operazione acchiappa voti, soldi dei toscani buttati e giustificati, come spesso accade, dietro al fantasma della discriminazione.”

Ospedale Santa Maria Annunziata, Alberti: “Gravi carenze di manutenzione”

Interrogazione del consigliere regionale della Lega dopo le segnalazioni di pazienti e familiari. “Stanze pulitissime, ma impianti sporchi, perché?”

“Stanze pulitissime e assistenza eccellete, ma impianti di condizionamento e serramenti obsoleti e in condizioni igieniche pessime. All’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri c’è qualcosa che non va nella manutenzione – dice il consigliere regionale Jacopo Alberti – come ci hanno fatto notare i familiari di alcuni pazienti ricoverati durante l’estate. Sporco di vecchia data nelle grate dei condizionatori e degli avvolgibili, uno stato di abbandono incomprensibile e che stride con la pulizia del resto delle stanze di degenza”.

“Per tutta l’estate abbiamo raccolto le segnalazioni dei cittadini sugli ospedali e i servizi sanitari toscani, questo di Ponte a Niccheri è solo uno dei tanti casi che porteremo all’attenzione del Consiglio nei prossimi mesi. Se ci sono criticità che possono intaccare la salute dei cittadini, dobbiamo cercare di risolverle prima possibile, anche alla luce degli eventi di contagio del batterio New Delhi. Le segnalazioni dei cittadini sono importanti e – conclude il consigliere leghista – possono aiutarci a risolvere delle problematiche, portandole alla nostra attenzione”.

Scaramelli: “proseguono nei tempi previsti i lavori di ammodernamento del Pronto soccorso di Nottola. Svolta green per Campostaggia”

“I lavori per l'adeguamento del Pronto Soccorso di Nottola, finanziati tre anni fa, stanno proseguendo correttamente e fra poche settimane terminerà il primo step dei lavori. Come da crono programma è in realizzazione una stanza di osservazione breve a cui si aggiungeranno 5 postazioni ad alta intensità che saranno ammodernate e riorganizzate con maggiore fruibilità per chi vorrà accompagnare i pazienti”. A dirlo Stefano Scaramelli che in settimana è stato in visita istituzionale a Nottola in veste di Presidente di Commissione Sanità della Regione. L'intervento sfiora i due milioni e mezzo di euro. “Il ringraziamento maggiore va a tutti i professionisti - prosegue Scaramelli - che stanno continuando a lavorare per non creare disagi e ai cittadini che stanno comprendendo l'importanza di questi lavori che la Regione Toscana sta portando avanti nei tempi e nelle modalità previsti. Entro fine anno partirà la seconda fase dei lavori che darà vita all'ingrandimento complessivo del Pronto Soccorso grazie ad un accrescimento esterno della struttura con relativo accesso pediatrico e sala d'aspetto moderna, confortevole e allargata. In questi anni Nottola sta vivendo un processo di trasformazione teso a far assumere all’ospedale un ruolo di riferimento per un bacino molto ampio che comprende tutti i territori limitrofi”.

Nuovi lavori, già finanziati, in partenza anche per la Val d’Elsa dove Scaramelli parla di “svolta green all'Ospedale di Campostaggia” dato che tra poche settimane partiranno i lavori per l’impianto di cogenerazione. L’investimento permetterà di aumentare del 25% l’efficienza energetica della struttura con il taglio di 1.060 tonnellate l’anno di emissioni di anidride carbonica nell’aria e di ridurre ogni anno costi di gestione per 250.000 euro. Il progetto di poco inferiore al milione di euro è cofinanziato con fondi europei. “I risparmi prodotti su base annua - prosegue Scaramelli - saranno destinati a finanziare nuovi servizi e a fare nuovi investimenti in tecnologie sanitarie. In questi anni le innovazioni prodotte a Campostaggia hanno riguardato tanti settori”.

Ambiente

Stop a porte negozi spalancate, passa mozione Sì-Toscana a sinistra

Stop alle porte degli esercizi commerciali sempre aperte, sì al riconoscimento di pratiche più ecologiche e di contrasto al consumo energetico. È quanto chiedono i consiglieri di Sì-Toscana a sinistra in Consiglio regionale, Tommaso Fattori Paolo Sarti, che con una mozione impegnano la Giunta a sensibilizzare commercianti e associazioni di categoria all’uso di comportamenti virtuosi.

Il testo, emendato si richiesta del Partito democratico e approvato nel corso della seduta di ieri, martedì 10 settembre, invita l’esecutivo toscano ad avviare, in accordo con i Comuni, una campagna di sensibilizzazione sul contenimento dei consumi energetici e il contrasto alle emissioni nocive. Parallelamente si chiede si attivare un tavolo di confronto per coinvolgere gli enti locali ad emettere delibere e ordinanze per mantenere le porte d’ingresso degli esercizi chiuse ad eccezione del tempo necessario al carico e scarico delle merci e del transito dei clienti.

“Si tratta – ha spiegato il capogruppo Fattori – di uno spreco di energia pazzesco in nome di una strategia di marketing folle e nemica del pianeta”. Pensare che l’apertura costante delle porte d’ingresso dei negozi agevoli il mercato “non è particolarmente intelligente” per il consigliere. “La pianificazione di spreco e sperpero di energia deve essere contrastato in maniera razionale”, ha chiarito.

“Già nel 2018 Arpat poneva l'attenzione sulla dispersione causata da queste aperture permanenti”, ha dichiarato Simone Tartaro (Pd). “Il tema è vivo in Italia e in Europa. Questa mozione non potrà essere risolutiva, ma è certamente un piccolo passo per l’efficientamento energetico delle nostre città e per il raggiungimento di obiettivi più virtuosi”, ha concluso.

“Questa estate sarà certamente capitato a tutti di camminare per le strade torride delle nostre città ed essere travolti da ondate di aria gelida, come in inverno di essere investiti da improvvise ondate di calore, sempre in corrispondenza di grandi negozi le cui porte sono lasciate costantemente aperte” - ha esordito in aula il capogruppo Tommaso Fattori. “L’Amazzonia brucia, i ghiacci si sciolgono ma la civiltà dello spreco va avanti come se nulla fosse. Non vengono messe in discussione neppure le abitudini più stupide, come quella di tenere spalancate le porte dei negozi in estate e in inverno, con il condizionamento d’aria o il riscaldamento accesi”. “Questa pratica determina un enorme spreco di risorse ed energie, aumentando i consumi energetici e le emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili”.

“La motivazione sottesa a questa abitudine commerciale lascia esterrefatti: la porta lasciata sempre aperta inviterebbe il cliente ad entrare nel negozio. Si tratta insomma di una mera strategia di marketing. E questo è il segno più evidente di un mondo ormai impazzito, dove l’economia è concepita come un sistema del tutto sconnesso dall’ambiente”, ha proseguito Fattori.

“Un sistema produttivo e commerciale che mette nel conto lo sperpero di risorse e lo spreco di energia è un sistema stupido, nemico del pianeta e delle future generazioni.  Occorre abbandonare le fonti fossili a favore delle rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica, ma prima di tutto è necessario vietare e fermare immediatamente inutili sprechi. In Toscana, fino ad oggi, nessun comune ha emesso ordinanze per impedire che le porte dei negozi siano lasciate spalancate mentre gli impianti di raffrescamento o di riscaldamento sono in funzione, per questo la Regione deve prendere l’iniziativa coinvolgendo tutti i comuni e adoperandosi più in generale a veicolare alla cittadinanza messaggi corretti rispetto alle buone pratiche da adottare e da condividere”, ha terminato Fattori.

Rifiuti, bioplastica. Fattori (Sì): “Via a tavolo regionale per strategia impiantistica”. Approvata all’unanimità mozione di Sì Toscana a Sinistra.

“In questi giorni abbiamo letto le dichiarazioni, diametralmente opposte, di Alia e Assobioplastiche - ha esordito in aula Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, nel presentare l’atto. “Se davvero Alia ed altri soggetti gestori della nostra regione non fossero ad oggi in grado di compostare le bioplastiche, ci troveremmo di fronte ad un problema serio perché un materiale concepito per essere trattato come organico finirebbe invece per essere un rifiuto indifferenziabile, a causa dell’inefficienza dei gestori. Non mancano le tecnologie, mancano semmai adeguati investimenti da parte di chi gestisce il ciclo dei rifiuti”, ha proseguito il capogruppo.

“In un momento come questo, decisivo per l’adozione della strategia rifiuti zero  non c’è messaggio più sbagliato e controproducente di quello secondo cui sarebbe inutile riciclare, tanto poi tutto finisce nuovamente nell’indifferenziato”.

“In altre parti d’Italia gli impianti sono in grado di selezionare il materiale bioplastico e poi di trattarlo come organico, in modo da ottenere compost di qualità da utilizzare in agricoltura, anziché ulteriore rifiuto. Che sta succedendo in Toscana?”

“La nostra regione - ha proseguito Fattori - deve chiudere la stagione dell'incenerimento e delle discariche ed abbracciare la vera economia circolare, che non è quella della cosiddetta bioraffineria di Livorno o delle bioplastiche che poi finiscono invece negli inceneritori”.

"Le bioplastiche in commercio, come ad esempio quelle utilizzate per produrre buste per la spesa, bicchieri, posate, piatti e imballaggi alimentari, sono un prodotto in espansione e sono certificate come interamente compostabili e dunque da conferire nell'umido domestico. La nostra battaglia, ci tengo a ribadirlo, è contro l’usa e getta e per la riduzione dell’inutile packaging ma è innegabile che le bioplastiche, per quanto non alternative alla pratica sbagliata dell'usa e getta, sono quantomeno una riduzione del danno. Attiviamo immediatamente il tavolo in modo da permettere un confronto tecnico per individuare quanto prima una soluzione impiantistica condivisa”, ha terminato Fattori.

Raccolta tartufi, necessaria una mappatura regionale

La Giunta regionale, ai fini della tutela, valorizzazione, tutela e promozione del tartufo in Toscana, dovrà predisporre un progetto di mappatura delle aree tartufigene, che coordini e armonizzi i dati provenienti dalle zone geografiche di provenienza. A tal fine dovrà riferire alla competente commissione del Consiglio sulle risorse necessarie e gli eventuali finanziamenti per tale attività. È quanto prevede una mozione presentata da Irene Galletti (Movimento 5 stelle) e approvata dall’aula nel testo sostitutivo che accoglie emendamenti del consigliere Andrea Pieroni (Pd), sottoscritti dalla stessa consigliera Galletti.

La Toscana è una delle regioni a più alta vocazione tartufigena, ricorda Irene Galletti, e la legge regionale sulla raccolta 50/1995 ha previsto una gestione attenta per la tutela degli ecosistemi e ha consentito, a livello comunale e provinciale, la mappatura delle tartufaie naturali. “Nasce ora una duplice esigenza –rileva la consigliera, illustrando il testo in aula – Da un lato occorre tenere sotto controllo, con autorizzazione regionale, il diritto alla raccolta ‘riservata’ nelle tartufaie coltivate o controllate. Dall’altro garantire la libera ricerca e raccolta ai titolari di specifica abilitazione”. A suo parere il quadro conoscitivo solo parziale non garantisce una tutela completa, come invece avviene in Piemonte. La mappatura avrebbe una triplice finalità: informazioni a livello regionale sulle aree di effettiva produzione dei tartufi che crescono spontaneamente; corredo di un documento informativo, che definisca le varie tipicità; banca dati sulle autorizzazioni alla raccolta ‘riservata’. Il lavoro di mappatura già svolto a livello provinciale, in questa prospettiva, può rappresentare a suo giudizio un buon punto di partenza, coinvolgendo le associazioni dei tartufai locali ed i singoli operatori del settore.

Il consigliere Pieroni, annunciando il voto favorevole, sottolinea che la mappatura è interesse anche del movimento degli appassionati alla raccolta dei tartufi, in crescita costante, stimato in oltre cinquemila persone, organizzati in nove associazioni, a loro volta aderenti al coordinamento Urat. “Il contributo di esperienze che le associazioni possono dare, in termini di conoscenza sul campo del territorio, è un apporto importante – dice Pieroni – Auspico che nei prossimi provvedimenti finanziari possano  essere stanziate quelle risorse che provengono dagli introiti del pagamento annuale dei tesserini”.

Tartufi, passa in Consiglio la proposta di Galletti (M5S)

Mappatura delle aree tartufigene in Toscana, passa in Consiglio la proposta del Movimento 5 a firma Irene Galletti. “A oggi – spiega la consigliera - la rilevazione della presenza di questo straordinario frutto della terra non è uniforme sul territorio. Esistono zone della nostra regione mappate e altre no, una carenza che non favorisce la necessaria tutela delle aree vocate, su cui si investe ancora troppo poco. Grazie all’approvazione della nostra proposta di realizzazione di una mappatura delle aree tartufigene – sottolinea - potremo finalmente avere la percezione di quanto sia vasto il tesoro ospitato dai nostri boschi e adottare politiche promozionali ancora più incisive”. Galletti ricorda che “Sono circa 5mila, tra occasionali e professionisti, i raccoglitori di tartufi in possesso di regolare tesserino. La loro attività genera un giro d’affari notevole: nel 2018 grazie al rilascio delle autorizzazioni la Regione ha incassato 340mila euro, ma solo circa 100mila euro sono stati destinati all’attività di valorizzazione e tutela del tartufo per tramite delle associazioni toscane, un’azione contraria, peraltro, alla proposta di legge approvata pochi mesi fa proprio riguardo la promozione di questo frutto della terra”. Per realizzare la mappatura saranno coinvolti istituti universitari, “Grazie – conclude Galletti - al supporto di esperti tecnici presenti sul territorio potremo dare vita a un lavoro di assoluta qualità”.

Agricoltura

Respinta mozione su potenziamento coltivazione piante officinali

Respinta dal Consiglio regionale, con il voto contrario della maggioranza, una mozione in merito al sostegno alle aziende agricole toscane per il potenziamento della coltivazione, raccolta e prima trasformazione delle piante officinali. La mozione, presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle Irene GallettiGabriele Bianchi e Giacomo Giannarelli, chiedeva alla Giunta di sostenere questo tipo di coltivazione, che, come ha spiegato Irene Galletti illustrando l’atto all’aula, “può rappresentare una grande potenzialità per la Toscana e in particolare per le aree più piccole e disagiate”.

Il consumo in Italia di piante officinali ha infatti superato le 25mila tonnellate all’anno, ma il 75 per cento è rappresentato dalle importazioni dall’estero. Questo quando nei nostri territori crescono circa 300 specie di piante officinali. La mozione impegnava la Regione a dare il massimo sostegno, soprattutto economico e alla luce dell’ordine del giorno collegato al bilancio previsionale 2019-2021, “anche attraverso specifici bandi e misure del Piano di sviluppo regionale dedicati al settore, alle aziende agricole toscane attive nella coltivazione e trasformazione delle piante officinali, riconoscendone l’importanza nel settore agricolo e istituendo marchi finalizzati a certificarne il rispetto di standard di qualità”.

Fiammetta Capirossi (Pd) ha replicato che un ordine del giorno con queste richieste è già stato approvato in sede di votazione del bilancio. Sono inoltre già partiti due bandi, ha detto la consigliera, che riguardano il sostegno alla coltivazione delle piante officinali. “Piuttosto il decreto legislativo 75/2018 – ha proseguito Capirossi – prevede la revisione di tutto il settore, e a questo proposito è stato istituito un tavolo di lavoro con le Regioni, che però è stato convocato solo una volta. Quindi questa mozione, invece di chiedere un impegno ad attuare iniziative che di fatto sono già state attuate, avrebbe dovuto chiedere la convocazione di questo tavolo”. Da qui l’annuncio del voto contrario da parte del gruppo Pd.

Carcere Volterra

Galletti (M5S)

Un laboratorio di pasticceria per la produzione di alimenti gluten free all’interno del carcere di Volterra: l’assemblea regionale approva la proposta della consigliera del Movimento 5 stelle, Irene Galletti, che aveva depositato una mozione. “Grazie a un piccolo impegno economico – spiega l’esponente del M5S - andiamo a realizzare un progetto che sarà immediatamente operativo: saranno attivati corsi di formazione in grado di coinvolgere detenuti, educatori e professionisti. L'importanza di questi progetti è grande sotto più punti di vista: tra i più importanti c'è sicuramente il reinserimento nel mondo del lavoro a fine pena dei detenuti, circostanza che, come evidenziato da studi sociologici, allontana queste persone dalla possibilità di reiterare reati e ne favorisce, invece, il naturale rientro all’interno di un positivo perimetro legale e relazionale”.

Galletti ricorda che negli ultimi anni sono sorte diverse iniziative sociali che stanno contribuendo all’effettivo reinserimento dei detenuti. “Spesso parliamo di attività che hanno anche un consistente valore economico. La casa circondariale di Volterra è, in questo, eccezionale sia per la ricchezza che per la varietà di iniziative: auspichiamo che se ne possano incentivare altre analoghe anche negli altri penitenziari regionali”. A proposito di lodevoli iniziative per il reinserimento dei detenuti è doveroso ricordare quella legata alla nascita di un teatro nel carcere di Volterra: il progetto, difeso dal garante dei detenuti Franco Corleone, era stato sostenuto anche dalla consigliera Galletti che aveva presentato un’interrogazione cui era seguita la risposta positiva dell’assessore Barni.

Galleria dell'Accademia

Firenze, no alla cancellazione dell’autonomia dell’Accademia

È stata approvata a maggioranza dal Consiglio regionale una mozione in merito alla cancellazione dell’autonomia del Museo Galleria dell’Accademia di Firenze. L’atto, presentato da Paolo Marcheschi di Fratelli d’Italia ed emendato da Elisabetta Meucci del Pd, è stato approvato a larga maggioranza. Voto contrario è stato espresso dal M5S.

Come ha spiegato Marcheschi illustrando la mozione all’aula, l’atto chiede che venga sospesa la riforma dell’ex ministro per i Beni e le Attività culturali Alberto Bonisoli, non ancora attuata, che prevede la riduzione del numero dei musei dotati di autonomia, e tra questi la Galleria dell’Accademia di Firenze, che dovrebbe essere accorpata agli Uffizi. “Una decisione grave e penalizzante per Firenze, presa senza che venissero consultati in alcun modo le istituzioni e gli addetti ai lavori”, ha detto il consigliere. Adesso la mozione, ha proseguito Marcheschi, risulta sperabilmente superata dai fatti, visto il ritorno al ministero dei Beni culturali di Dario Franceschini che era stato tra i fautori dell’autonomia. Tuttavia l’atto, con alcune modifiche apportate da Elisabetta Meucci (Pd) “può essere un segnale dato dal Consiglio regionale al ministro Franceschini sul futuro dei musei fiorentini, affinché si ripristini pienamente la situazione preesistente”. Il museo dell’Accademia di Firenze rappresenta infatti un importantissimo polo di attrazione culturale, con oltre un milione e 700mila visitatori registrati nel 2018.

Anche Elisabetta Meucci ha sottolineato come “le decisioni di Bonisoli potessero risultare fortemente penalizzanti per Firenze”. “Non era una riforma – ha detto la consigliera – ma una controriforma che minava l’autonomia, pilastro della riforma precedente. E non è stata attuata pienamente, ma ad agosto è stato varato un primo decreto. Adesso è bene che il Consiglio regionale ribadisca la linea della conservazione dell’autonomia, in contrasto a un neocentralismo incomprensibile”.

Marco Casucci (Lega) ha annunciato voto favorevole alla mozione. “L’autonomia è un tema a noi particolarmente caro – ha detto – e il settore dei beni culturali può essere al centro della trattativa per l’autonomia differenziata in Toscana”.

Giacomo Giannarelli (M5S) ha fatto osservare a Casucci che “Bonisoli ha attuato questa riforma in pieno accordo con tutti gli ex ministri leghisti”.

FI contro la Riforma Bonisoli

Il Consiglio regionale dice no alla riforma Bonisoli! Sono soddisfatto che l’Assemblea toscana abbia approvato all’unanimità la mozione presentata da Fratelli d’Italia con cui si chiede di fermare la cancellazione dell’autonomia della Galleria dell’Accademia di Firenze e l’accorpamento con gli Uffizi. Unica eccezione il Movimento 5stelle che ha votato contro preferendo difendere la controriforma-Bonisoli. Il Pd invece ha votato a favore della mozione di Fratelli d'Italia e così i 5stelle toscani sono costretti ad incassare un duro colpo -annuncia il Consigliere Paolo Marcheschi (Fdi)- Un provvedimento nato male, fatto senza ascoltare i sindaci e i direttori dei musei interessati. E anche il neo ministro Franceschini ha frenato la riforma Bonisoli congelandola e ritirando in via cautelativa i decreti, anche quelli con cui venivano azzerati i consigli di amministrazione dei musei autonomi".

Camere di commercio

Modificare il decreto che prevede l’accorpamento delle camere di commercio perché le fusioni dovrebbero avvenire su base volontaria e per omogeneità territoriale e non per un obbligo di legge. È quanto chiede la mozione presentata dai consiglieri Pd Giacomo BuglianiAndrea Pieroni, Leonardo Marras, Alessandra Nardini, Antonio Mazzeo, Marco Niccolai, Fiammetta Capirossi Monia Monni, approvata dal Consiglio regionale.

L’atto di indirizzo, ha ricordato Giacomo Bugliani, presidente della prima commissione, impegna la Giunta ad “attivarsi in tempi rapidi presso il Governo per una modifica alla normativa vigente, viste le criticità emerse a livello generale in sede di applicazione delle norme in materia camerale”.

Nella mozione, così come ha spiegato ancora Bugliani, si ricorda che dopo il decreto ministeriale del febbraio 2018, adottato sulla base della proposta di Unioncamere, c’è stato il ricorso della camera di commercio di Pavia al Tar del Lazio per “violazione del principio di leale collaborazione nella funzione legislativa”. In attesa del pronunciamento della Consulta, la Toscana, a detta dei firmatari, deve attivarsi anche in sede di conferenza Stato-Regioni e proporre una modifica normativa. Le fusioni e gli accorpamenti, si legge nella mozione, “devono avvenire in forma volontaria e in relazione all’omogeneità socio-economica dei territori interessati”.

Il decreto prevedeva il mantenimento delle camere di commercio di Firenze e della Maremma; l’accorpamento di Arezzo e Siena; Pistoia e Prato; e Lucca, Massa Carrara e Pisa (Toscana Nord-Ovest), ancora in corso di definizione. E proprio prendendo spunto dall’accorpamento in itinere di Lucca, Massa Carrara e Pisa il consigliere Andrea Pieroni ha sottolineato che questi accorpamenti “non risultano omogenei, perché si tratta di tessuti economici con proprie peculiarità e identità, che meglio sarebbero rappresentati da camere di commercio che ricalchino il territorio provinciale”.  Inoltre “il processo di fusione non ha portato ai risparmi richiamati dalla legge, anche perché non sono previsti trasferimenti statali verso le camere di commercio”.

“Con la rideterminazione delle circoscrizioni territoriali delle Camere di commercio che ha portato ad accorpamenti o creazioni di nuovi enti, spesso, si sono messi insieme territori con vocazioni socio economiche molto diverse tra sé – prosegue Pieroni –. È il caso, ad esempio, della Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest di cui fanno parte le ex Camere di Pisa, Lucca e Massa Carrara: un’area vasta e densamente industrializzata che include settori molto diversificati fra loro quali: cartario, pelletteria, conciario, calzaturiero, marmo, metalmeccanico, farmaceutico, nautico, turismo. È necessario superare la stagione politica nella quale si pensava che l’efficienza del sistema pubblico si realizzasse solo accorpando ed abolendo enti o livelli di governo locale. Le Camere di Commercio non pesano sulla spesa pubblica, perché vivono solo grazie ai contributi versati dalle imprese”.

Infrastrutture

Siena-Firenze, mozione impegna a ripresa lavori

I cinquantasei chilometri dell’Autopalio, progettati negli anni Sessanta e inaugurati nel 1967, richiedono interventi di adeguamento, messa in sicurezza e manutenzione straordinaria programmati da Regione, Enti locali e Anas, ma al momento sono fermi da più di un anno. Così scrivono i consiglieri del Partito democratico Simone BezziniStefano ScaramelliLeonardo MarrasFiammetta CapirossiElisabetta MeucciSimone Tartaro insieme con la consigliera Serena Spinelli (gruppo misto-Art.1-Mdp). Restringimenti, come quello tra Badesse e Siena, e cantieri, come quello sul viadotto di Falciani, fermo da oltre un anno, determinano rallentamenti e problemi enormi per la viabilità. Sindaci del territorio “hanno intrapreso azioni di denuncia e di richiesta ad Anas” per avere chiarimenti riguardo alla sicurezza dell’infrastruttura e alla ripresa dei lavori programmati. Tutto questo in un quadro in cui “un tracciato stradale adeguato, almeno a quattro corsie pienamente funzionanti” si ritiene che sia “fondamentale oltre che per la sicurezza anche per l’immagine della Toscana nel mondo”.

“Questa mozione” come ha spiegato Bezzini serve “per richiamare l’attenzione del Governo sulle condizioni della Siena-Firenze, un’arteria importante della Toscana, un raccordo autostradale con tutto ciò che implica in termini di trasporti, mobilità, pendolari, turisti, merci”. Nell’atto “chiediamo l’impegno massimo perché vengano ripresi i lavori nei cantieri che attualmente sono aperti e fermi e creano disagi per la circolazione”.

Di qui, il dispositivo della mozione, che impegna la Giunta regionale “ad assumere ogni iniziativa utile nei confronti di Anas Spa, affinché si possa addivenire celermente alla presentazione da parte della stessa di un complessivo programma di interventi con la previsione di tempi e risorse ben definite”; a sollecitare Anas “affinché metta in atto tutte le azioni necessarie per la ripresa dei lavori sul viadotto dei Falciani e per eliminare il restringimento di carreggiata all’altezza di badesse in direzione Siena”; a chiedere ad Anas “una verifica puntuale per sapere i motivi per cui, anche nei luoghi dove sono stati eseguiti recentemente dei , si verificano nuovamente fenomeni di deterioramento del manto stradale”.

“La strada delle speranze disattese” l’ha definita Spinelli “le finanze destinate a questa infrastruttura avevano fatto ben sperare che si stesse davvero intervenendo invece i cantieri sono fermi”. Spinelli ha ribadito l’importanza di quest’arteria viaria che non solo “favorisce un turismo lento e tranquillo sui nostri territori” ma serve anche ai “pendolari” e alle “aziende sul territorio”.

Voto favorevole all’atto è stato espresso da Giacomo Giannarelli (M5S) che è intervenuto per sollecitare la ripresa dei lavori e la riapertura dei cantieri.

Bezzini (Pd) e Spinelli: “Urge piano  di interventi ordinari e straordinari”

La manutenzione  e l’adeguamento dell’Autopalio non possono più aspettare. Condividendo anche le preoccupazioni dei sindaci il consigliere del Pd in Regione Simone Bezzini ha presentato una mozione sottoscritta anche dalla consigliera Serena Spinelli (Misto) e dai colleghi del Pd Stefano Scaramelli, Leonardo Marras, Fiammetta Capirossi, Elisabetta Meucci, Simone Tartaro per  richiamare ancora una volta l’attenzione sull’urgenza che Anas  delinei al più presto un programma di interventi con date e tempi “Pur essendo state fatte alcune cose – ha spiegato Bezzini illustrando in aula la mozione che ha avuto il via libera dall’Assemblea di Palazzo del Pegaso- come ad esempio la stesura dell’asfalto drenante, l’allargamento in alcuni punti della strada con delle piazzole, stiamo assistendo  ad un rallentamento degli interventi e al blocco del cantiere di Falciani che crea enorme disagio”. In aula è intervenuta anche la consigliera Serena Spinelli che ha ribadito che “la Regione debba fare sentire la propria voce” sottolineando i punti della mozione in cui  si chiede alla Giunta di “assumere ogni iniziativa utile affinché Anas presenti al più presto un complessivo programma di interventi, con la previsione di tempi e risorse ben definite”. Anas, si legge nella mozione “ dovrà inoltre mettere in atto tutte le azioni necessarie per la ripresa dei lavori sul Viadotto dei Falciani e per eliminare il restringimento di carreggiata all'altezza di Badesse in direzione Siena”. "La Firenze - Siena è la strada delle grandi speranze disattese" - ha aggiunto Spinelli -"Eppure è una arteria di straordinaria importanza, per l'economia dei territori che attraversa e per il loro valore paesaggistico, economico e turistico. La usano i pendolari e serve alle tante aziende presenti lungo l'asse stradale. Per prima cosa occorre portare in fondo i cantieri fermi ormai da un anno, chi percorre tutti i giorni questa strada non può più certo tollerare interruzioni con cantieri vuoti, dove non si vede nessun operario da mesi, e che diventano seriamente pericolosi, specie in caso di maltempo. E' giusto quindi che su questo Anas sia sollecitata con urgenza. Anche per chiarire i motivi per cui si verifichino nuovamente fenomeni di deterioramento del manto stradale e in un ottica di breve periodo dovremo anche pensare a dare una risposta ai cittadini che vivono lungo questa arteria stradale e che lamentano il pessimo stato delle barriere antirumore".

Bezzini in aula ha poi ricostruito la vicenda della Siena Firenze , un’infrastruttura datata 1967  e che “oggi presenta limiti strutturali che la rendono inadatta  a reggere un traffico che in taluni momenti è paragonabile  a quello di un’autostrada con picchi di 30mila veicoli al giorno.  Bene quindi stanno facendo i sindaci   che hanno acceso i riflettori sull’Autopalio. Condividiamo la loro preoccupazione per la sicurezza dell’infrastruttura – concludono Bezzini  e Spinelli - e per la necessità che i lavori riprendano tempestivamente, al fine in primo luogo di scongiurare incidenti causati dalle condizioni precarie in cui versa l’infrastruttura , ma anche per bloccare il notevole aumento di traffico all’interno dei centri urbani, che vengono utilizzati inevitabilmente come vie alternative”.

Bollo auto: introdurre l’esenzione per persone affette da cecità monoculare

Ampliare la categoria di soggetti con infermità visiva che possano beneficiare dell’esenzione dal pagamento del bollo auto. Questo il cuore di una mozione – a firma dei consiglieri del Partito democratico Giacomo BuglianiStefano Scaramelli e Fiammetta Capirossi - approvata dal Consiglio regionale a maggioranza e che impegna la Giunta regionale ad attivarsi in sede di Conferenza delle Regioni, per estendere tali agevolazioni, attualmente previste per i soggetti affetti da cecità assoluta o parziale e soggetti ipovedenti gravi, anche a favore di individui affetti da altre forme di infermità visiva, tra cui la cosiddetta cecità monoculare.

“Come specificato nella narrativa della mozione – ha ricordato Bugliani – sono già previsti casi di esenzione per alcune tipologie di carenze visive, ma riteniamo necessario ampliare questa platea”.

Il consigliere Andrea Quartini (M5S), annunciando il voto di astensione del suo gruppo, ha detto di nutrire “alcune perplessità sulla ratio dell’atto”, sottolineando che “non c’è alcuna discriminazione nei confronti di chi è affetto da cecità monoculare”.

Marco Casucci (Lega) ha dichiarato il voto favorevole del suo gruppo, definendolo “coerente con tutte quelle iniziative che tendono a diminuire la pressione fiscale a carico dei cittadini”.

Libertà di espressione,  approvate due mozioni contro intimidazioni

Due mozioni collegate, e che hanno come oggetto il rispetto dei diritti costituzionali e la piena tutela della libertà di espressione nel territorio regionale, sono state approvate questa mattina a maggioranza dal Consiglio regionale della Toscana. Le due mozioni sono state presentate dai consiglieri di Sì-Toscana a sinistra Paolo Sarti e Tommaso Fattori.

La prima, che è stata emendata da Francesco Gazzetti (Pd), impegna la Giunta a esprimere al governo preoccupazione e contrarietà rispetto a iniziative che possono contribuire a creare un clima di intimidazione e repressione nel Paese, “a piena tutela delle libertà di espressione del pensiero e di manifestazione garantite dalla Costituzione”.  Come ha spiegato Paolo Sarti illustrando l’atto all’aula, sono numerosi “gli episodi intimidatori da parte delle forza dell’ordine avvenuti in occasione di varie manifestazioni sindacali e politiche tra il giugno 2018 e il marzo 2019”; il consigliere ha citato, come esempio, la schedatura dei giornalisti che seguivano una manifestazione a Prato, l’identificazione di un intero pullman di partecipanti a un corteo, il fatto che a varie manifestazioni di Forza Nuova e Casapound non si sia preso provvedimenti nonostante la documentazione di numerosi saluti fascisti. “Il primo governo Conte ha aperto un baratro da cui è difficile risalire – ha detto Sarti -. Chiediamo alla Giunta di interessarsi affinché situazioni del genere non accadano più”.

Elisa Montemagni (Lega) ha replicato che “si vorrebbero mettere al bando forze che si presentano regolarmente alle elezioni, si vuole mettere il bavaglio alle posizioni non gradite e dunque si vorrebbe una libertà di espressione a senso unico”.

Francesco Gazzetti (Pd) ha osservato che “non si era mai visto schedare i giornalisti come si trattasse di facinorosi pericolosi” e che questa mozione “ci aiuta a fotografare una fase storica e a sorpassarla”. “La libertà di manifestazione – ha aggiunto il consigliere - non può essere messa in discussione”.

L’atto è stato approvato a maggioranza, con il voto contrario della Lega.

Così come a maggioranza, con l’astensione dei gruppi di centrodestra, è stata approvata la seconda mozione presentata da Fattori e Sarti, “in merito alla piena tutela della libertà di espressione del proprio pensiero nel territorio regionale”. Questa volta il riferimento è a un episodio avvenuto nello scorso novembre a Pistoia, quando a una cittadina presente presso un tavolo informativo, munita di regolare permesso, è stato impedito di distribuire materiale informativo sull’uso di pesticidi. La storia si è ripetuta alcuni mesi dopo riguardo a un volantinaggio, e in questo caso la cittadina è stata anche multata. La mozione impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti della Giunta comunale di Pistoia per chiedere chiarimenti e “a vigilare e a mettere in atto tutte le possibili azioni affinché non avvengano più, sul territorio regionale, episodi che si configurano come una grave e palese violazione all’art. 21 della nostra Costituzione, che sancisce la libera manifestazione del pensiero”.

“Faremo ricorso proprio sulla base dei princìpi della legge regionale sulla partecipazione” afferma Gabriele Bianchi, consigliere del Movimento 5 stelle in Toscana. Ieri il Consiglio si è espresso sulla nomina dei componenti dell’Autorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione, respingendo l’ordine del giorno firmato da Bianchi, Monica Pecori (gruppo Misto/Tpt), Serena Spinelli (gruppo Misto/Art.1-Mdp) e Tommaso Fattori capogruppo di Sì-Toscana a sinistra. Il nodo è il rispetto degli articoli 3 e 4 della legge istitutiva dell’Autorità (46/2013): i requisiti richiesti per ricoprire la carica e le procedure di nomina, per cui, secondo Bianchi, sarebbe opportuno ritirare le proposta e riaprire i termini per la presentazione delle candidature. Una legge che promuove la partecipazione dei cittadini deve iniziare a farlo dal sistema di nomina dei componenti dell’Autorità. Per questo abbiamo “preparato una proposta di legge all’avanguardia, aperta alla discussione all’approfondimento” invitando il PD a mostrare di voler  “sviluppare e rendere veramente all’avanguardia i processi partecipativi e il dibattito pubblico” ha detto Bianchi. Che anche in aula ha rivendicato il ruolo di “pioniere” nel rinnovamento di questo istituto, per il quale le candidature “devono essere adeguate”. “La politica si faccia un esame di  coscienza” - conclude Bianchi – “e capisca che bisogna tornare insieme alla democrazia rappresentativa a un ascolto vero dei cittadini sulle scelte che ricadono sul loro futuro”.

Morti bianche, Stella (FI): "Serve prevenzione"

"I dati sulle morti bianche in Toscana sono preoccupanti. Dal 2017 al 2018, infatti (ultimi dati disponibili) gli infortuni mortali sul lavoro sono passati da 53 a 58, con un incremento dell'8% in 12 mesi. Le istituzioni preposte e la Regione in modo particolare devono agire in modo stringente, investendo sulla prevenzione. Gli infortuni sul lavoro stanno diventando ormai una vera e propria emergenza a livello sia nazionale che toscano, e non possiamo guardare silenti a questo stillicidio". Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia), commentando i dati sulle morti bianche emersi dalla risposta della Regione Toscana a una sua interrogazione sul tema.

"È necessario un impegno straordinario - sottolinea Stella - per diffondere, ad ogni livello, una cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro basata sull'adozione capillare delle misure di carattere preventivo e protettivo previste dalle normative vigenti, ma che investa anche il mondo della scuola, dove si formano i lavoratori del futuro, il sistema degli appalti e quant'altro. La prevenzione è infatti elemento imprescindibile per un corretto approccio al fenomeno. Un fenomeno che il nostro ordinamento, è bene sottolinearlo, non a caso prevede di contrastare attraverso un modello partecipativo che coinvolge istituzioni, parti sociali e tutti gli attori direttamente o indirettamente collegati".

Stop al cibo anonimo

Al via la campagna EatORIGINal! Unmask your food!

Il Consiglio impegna la Giunta regionale a “condividere gli obbiettivi e le finalità della campagna denominata ‘EatORIGINal! Unmask your food!’, per la quale il termine di sottoscrizione è previsto per il 2 ottobre 2019, e ad attivarsi per la divulgazione dell’iniziativa”.

L’aula ha infatti approvato una mozione del gruppo Pd, prima firmataria Fiammetta Capirossi, nella quale si sottolinea che l’iniziativa si muove nell’ottica della protezione della salute pubblica e dei consumatori, della  prevenzione delle frodi, della protezione dei diritti di proprietà industriale, di repressione della concorrenza sleale. Tematiche, queste, su cui la Toscana è impegnata da anni in virtù della propria vocazione produttiva. Nel testo si rileva, inoltre, che la campagna vuole rafforzare il senso di cittadinanza dell’Unione e promuovere il suo funzionamento democratico e la partecipazione mediante lo strumento dell’iniziativa dei cittadini su questioni di interesse collettivo, che nel caso specifico investono l’ambiente, il lavoro, la salute.

Fonte: Consiglio Regionale

Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro
torna a inizio pagina