Cronaca giudiziaria, protocollo d'intesa tra magistrato, avvocati e giornalisti

(foto gonews.it)
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In data 11 settembre 2019 il Presidente della Corte d’Appello di Firenze, il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze, il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, il Presidente del Tribunale di Firenze, il Procuratore della Repubblica di Firenze, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, il Presidente dell’Ordine dei giornalisti della toscana, il Presidente dell’Associazione stampa toscana hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa contenente le linee guida condivise in ordine alle modalità d’accesso al Palazzo di giustizia e di documentazione dell’attività di cronaca giudiziaria.

Il Protocollo, frutto del lavoro svolto collegialmente, muove dalla condivisione dei seguenti principi:

- la libertà d i stampa è espressione del diritto di manifestazione del pensiero sancito dall'art. 21 Cost., cardine di ogni ordinamento democratico; - il diritto di cronaca è riconducibile direttamente all’art. 21 Cost.;

- il diritto di espressione deve essere bilanciato con i diritti e gli interessi che di volta in volta gli si contrappongo: il diritto all’identità personale, alla riservatezza, alla reputazione, all’onore, aventi anch'essi dignità cos tituzionale, ex art. 2 e 3 Cost; l’ordine e la sicurezza pubblica, tesi ad assicurare l’ordinato e proficuo svolgimento delle attività giudiziarie, la serenità degli attori del procedimento e di tutti coloro che vi prendono parte;

- la delicatezza e complessità dei valori in gioco richiede la più elevata professionalità e il più scrupoloso rispetto delle regole deontologiche da parte di magistrati, avvocati, giornalisti e loro collaboratori tecnici;

- la cronaca giudiziaria non deve mai vanificare il principio di pari dignità di ogni persona, solennemente affermato dall’art. 2 d ella Costituzione , e la presunzione di non colpevolezza, sancita dall’art. 27 Cost.;

- la elaborazione di regole e la loro preventiva conoscibilità sono funzionali a garantire la coerenza, l’uniformità, la trasparenza dei comportamenti

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