Mostra internazionale dell'industria cartaria: 26esima edizione con il 'Green New Deal'

Miac_2019__1
Partenza "verde" per la 26a edizione di MIAC: dopo il tradizionale taglio del nastro e un saluto del presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani si è tenuta una tavola rotonda di inaugurazione, moderata dal giornalista di Repubblica Firenze Maurizio Bologni, cui hanno preso parte il presidente di Assocarta Girolamo Marchi e il presidente della sezione Carta e cartotecnica di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti, con anche un intervento del direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e industriale dell'Università di Pisa Leonardo Tognotti. Il tema della tavola rotonda è stato "Il Green New Deal secondo l'industria cartaria."

Dichiarazione di Tiziano Pieretti"Il messaggio sotteso ai principi del Green New Deal dell'industria cartaria è chiaro: occorre avere un approccio scientifico e razionale a problemi ambientali che possono essere giganteschi se non correttamente affrontati, ma diventano gestibili se si adottano soluzioni che in molti casi sono già esistenti. Ho voluto cogliere l'occasione dell'inaugurazione di MIAC per ribadire alcuni concetti: le cartiere del nostro distretto  sono ambientalmente virtuose, sia che utilizzino materiali vergini come cellulosa proveniente da foreste certificate, sia che riciclino carta da raccolta differenziata. Nel caso delle imprese che trattano carta da macero assistiamo a un processo produttivo che riutilizza quasi interamente materiale scartato da famiglie e imprese. Su 100 chili di carta da macero almeno 90 tornano ad essere nuova carta o nuovo cartone. Quei 10 chili, o anche meno, che residuano, però vanno smaltiti! Bisogna che di questo tutti siano consapevoli. E' vero che questo residuo, per lo più plastiche, potrebbe a sua volta trovare un qualche riutilizzo: ci stiamo lavorando, insieme ai colleghi del settore plastica, ma si tratta di piccole percentuali di materiale. Il resto, lo ribadisco, va smaltito, senza se e senza ma. Smaltirlo, oggi, ci costa così tanto da mettere in pericolo l'equilibrio finanziario delle nostre aziende: siamo all'emergenza.  Eppure i principi dell'economia circolare sono chiari: dagli scarti si deve recuperare quanta più materia possibile e da quello che residua si deve recuperare energia. In altre parole, servono i termovalorizzatori. Termovalorizzatori che serviranno a breve, con buona pace di chi sostiene il contrario, anche per i rifiuti urbani: tecnicamente tenerli assieme sarebbe un'ottima soluzione. Perché allora non realizzare impianti che risolvano entrambi i problemi, producendo anche energia? Noi abbiamo proposto di attivare sinergie pubblico-private, impegnandoci anche a trovare investitori. Intanto anche i privati che si sono mossi autonomamente, come KME, incontrano seri problemi con le autorizzazioni. Un quadro incomprensibile, ben lontano da quell'approccio scientifico e razionale che, come dicevo, è l'unico che potrebbe risolvere i problemi ambientali."

 “Dopo un 2018 chiuso in positivo (produzione +0,1%; fatturato +4,2% 2018/2017), l’industria della carta - che ha saputo coniugare l’uso di materie prime rinnovabili con il riciclo dei propri prodotti a fine vita in una prospettiva di effettiva economia circolare - subisce una battuta d’arresto complessiva in un quadro condizionato dal calo del commercio globale che risente delle politiche protezionistiche e del clima di crescente incertezza geo-economica” afferma Girolamo Marchi Presidente di Assocarta all’inaugurazione del MIAC, manifestazione ufficiale di Assocarta (patrocinata da Confindustria Toscana Nord) organizzata da Edipap.

“La produzione di carta e cartone in Italia nei mesi gennaio-luglio subisce una flessione del 2,6% (su gennaio-luglio 2018) con dinamiche diversificate per i vari comparti (carte grafiche -7,7%;  carte per usi igienico-sanitari -0,5; packaging -0,5%, con un +1,1% di carte e cartoni per cartone ondulato) mentre il fatturato cala del 4,6% (su gennaio-luglio 2018) a seguito dei minori volumi prodotti e delle revisioni in riduzione dei prezzi di alcuni prodotti appartenenti all’area dell’imballaggio (principalmente carte e cartoni per cartone ondulato)” spiega Girolamo Marchi Presidente Assocarta in apertura del MIAC.

L’andamento produttivo del settore sconta gli effetti di una domanda generalmente in calo. La componente presenta infatti nei 6 mesi 2019 una riduzione del 2,1%, con un’inversione di tendenza tra il 1° trimestre (+1,3%) e il 2° trimestre (-5,3% rispetto ai volumi in ottima espansione dell’aprile-giugno 2018). Tale andamento  risente della sensibile riduzione della domanda di carte per usi grafici (-10,7% nei 6 mesi) e della frenata delle carte e cartoni per packaging (+1,4% nei 6 mesi dal +6,2% del primo trimestre). Positiva, infine, la dinamica del consumo interno di  carte tissue (+4,2%). Si conferma, inoltre, l’arretramento della domanda estera che aveva caratterizzato l’intero 2018:  nei primi 6 mesi 2019 i volumi esportati sono scesi del 6,1% (gennaio-giugno 2019/2018).

Al centro del dibattito della conferenza stampa MIAC di apertura un decalogo di azioni e obiettivi secondo l’industria cartaria, per porre in essere il Green New Deal. Un decalogo illustrato, punto per punto, dal Presidente Marchi, che per essere efficace nel raggiungere obiettivi ambientali e sociali, deve vedere il coinvolgimento di tutte le imprese, grandi, medie e piccole, senza distinzioni.

Gli obiettivi sfidanti nella lotta ai cambiamenti climatici hanno infatti portato l’industria cartaria europea ad interrogarsi, con la Roadmap 2050, su come raggiungerli. Le cartiere italiane stanno studiando la strada migliore per ridurre le emissioni di CO2 ed ogni tipologia di azienda dovrà trovare la propria.

Riciclo ed economia circolare costituiscono il secondo tema portante del decalogo (PUNTI 4-6 DECALOGO GREEN NEW DEAL) dove il settore cartario chiede con forza di sbloccare le autorizzazioni sull’EoW (“fine rifiuto”), da cui dipendono investimenti e il miglioramento ambientale del sistema Italia. Le cartiere sono un attore fondamentale dell’economia circolare producendo oltre 9 milioni di tonnellate di carta annue (2018) a partire da un materiale rinnovabile e con l’utilizzo di 5 milioni di tonnellate di carta da riciclare (2018) con un tasso medio di circolarità del 57%, e l’81,1% nell’imballaggio, uno dei più alti d’Europa. Ed è possibile aumentare ulteriormente la capacità di riciclo sbloccando la produzione di impianti come ad esempio quello della cartiera di Mantova.

Ultimo tema dibattuto quello degli scarti di produzione legato a doppio filo all’economia circolare generata dal settore (PUNTI 7-10 DECALOGO GREEN NEW DEAL). La competitività dell’industria cartaria, oltre che con la problematica della sostenibilità energetica e del riciclo collegato all’economia circolare deve infatti fare i conti con una gestione degli scarti del riciclo non ottimizzata, che frena le potenzialità dell’industria cartaria e dell’economia circolare. In Italia i volumi più importanti della carta da riciclare raccolta sul territorio nazionale derivano dalla raccolta urbana: 3,3 milioni di tonnellate nel 2018 su un totale di oltre 6,6 milioni di tonnellate di carte e cartoni recuperati. “Per recuperare 300 mila tonnellate di scarti di riciclo (nulla di fronte ai oltre 5,1 milioni di tonnellate di carta riciclate ogni anno dal settore, un rapporto 1:17) c’è solo un impianto di termovalorizzazione dedicato in Umbria, mentre un secondo impianto in Lombardia non è utilizzato in maniera costante” spiega Marchi “mentre recuperare energia da tutti gli scarti significherebbe chiudere il ciclo del riciclo e ridurre l’impiego di fonti fossili”.

 Il Green New Deal* secondo l'industria cartaria italiana 

1. Promuovere la cogenerazione ad alta efficienza con l’obiettivo di renderla “carbon neutral”: essa fornisce fabbisogni che non possono essere coperti con altre fonti, evita le perdite di distribuzione dell’energia elettrica, affianca i servizi da fonte rinnovabile dando sicurezza e continuità al sistema elettrico, evita l’impiego di grandi spazi per generare potenza equivalente a un impianto convenzionale.

2. Valorizzare il gas come combustibile pulito per la transizione energetica: basti un esempio in Europa il 70% della capacità di riciclo installata utilizza gas naturale.

3. Utilizzare in maniera ancora più efficace  le misure esistenti per l’efficienza energetica e il risparmio energetico.

4. Meno tasse e più investimenti. Ad esempio adottare una misura Industria 4.0 estesa all’Economia Circolare.

5. Sbloccare le autorizzazioni sull’EoW (“fine rifiuto”), da cui dipendono investimenti e il miglioramento ambientale del sistema Italia.

6. Aumentare la capacità di riciclo dell’Italia in campo cartario: si deve e si può fare (caso Mantova).

7. Aumentare la capacità di gestione degli scarti del riciclo e dei sottoprodotti: è un capitolo importante di qualsiasi politica industriale in materia di Economia Circolare. Recuperare energia dagli scarti significa chiudere il ciclo del riciclo e ridurre l’impiego di fonti fossili.

8. Promuovere la sostenibilità e la riciclabilità dei materiali: la carta è un biomateriale che coniuga l’impiego di materie rinnovabili con il riciclo dei prodotti a fine vita.

9. Promuovere la qualità delle raccolte differenziate lungo tutto la filiera con criteri EoW in linea con gli standard merceologici utilizzati a livello internazionale.

10. Adottare sistemi di responsabilità del produttore che incentivino l’efficienza e l’efficacia, quindi la competitività del sistema Italia, perfezionando quanto già previsto nel campo dei rifiuti di imballaggio.

*New Deal = La politica di revisione nell'economia attuata da F.D. Roosevelt (1882-1945) a partire dal 1933 in applicazione delle teorie economiche keynesiane, per uscire dalla grande depressione susseguente alla crisi del 1929 e per garantire maggior sicurezza sociale

Fonte: Confindustria Toscana Nord

Tutte le notizie di Toscana

<< Indietro
torna a inizio pagina