Toscana green, piano sanitario e lavoro: i temi al Consiglio regionale

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Trenitalia: assistenza viaggiatori, mozione per favorire stabilizzazione giovani addetti

Approvata all’unanimità la mozione presentata da Sì-Toscana a sinistra sulla situazione degli addetti all’assistenza dei viaggiatori sui treni regionali. L’atto firmato da Tommaso Fattori e Paolo Sarti, impegna la giunta nei confronti di Trenitalia e del Ministero dell’economica e delle finanze per sollecitare l’individuazione “del percorso più opportuno” che favorisca la stabilizzazione dei giovani addetti all’assistenza ai viaggiatori per il trasporto regionale, in servizio durante il 2018 attraverso contratti di somministrazione. Un percorso cioè, che valorizzi l’esperienza e le competenze acquisite, eventualmente basando proprio su queste la “selezione del personale da assumere”.

La mozione ricostruisce la vicenda che, nel caso della Toscana, ha riguardato 23 giovani assunti (120 in tutta Italia), impegnati fra le stazioni di Firenze, Pisa, Siena, Arezzo e Grosseto. Si precisa che in questo anno i ragazzi hanno ricevuto una formazione costante, riferita sia alla complessa regolarità del sistema ferroviario, sia ai “rimedi da attuare di fronte a delle irregolarità riscontrate”.

Trenitalia, si legge nell’atto votato, di recente ha deciso di procedere a una serie di assunzioni attraverso contratti a tempo indeterminato previa somministrazione di test di ingresso, con “procedura aperta all’esterno che però non ha previsto che l’esperienza maturata dai giovani già in servizio contasse ai fini della scelta”.

La convocazione per i test “è avvenuta con una sola settimana di preavviso”; si è trattato di test psico-attitudinali basati “su principi matematici e ragionamenti logici” e “non attinenti alle mansioni per le quali è stato avviato il reclutamento di personale”. In Toscana, continua la mozione, sono in tutto 9 i giovani addetti non ammessi e i respinti.

La situazione è rimasta invariata nonostante i ferrovieri toscani abbiano raccolto “in pochi giorni quasi 300 firme in calce a un documento di elogio dell’operato di giovani colleghi, chiedendone il mantenimento in servizio”.

Ex Sheraton: lavoratori in appalto senza stipendio e contributi, Regione deve intervenire
La Giunta regionale dovrà attivarsi con urgenza nelle sedi più opportune per assicurare a venticinque lavoratori e lavoratrici del Florentia Hotel (ex Sheraton) di Firenze il pagamento di stipendi e contributi previdenziali. L’impegno è contenuto in una mozione presentata da Irene Galletti (M5S) ed approvata dal Consiglio regionale. Sono addetti al facchinaggio e alle pulizie, in appalto, che da due mesi non ricevono lo stipendio e da più di un anno il pagamento dei contributi. Sono stati perciò costretti ad aprire una vertenza legale per recuperare il Tfr e i contributi non versati dal loro datore di lavoro precedente, mentre l’attuale non sta più pagando gli stipendi. Chiedono alla committenza, per il principio della responsabilità in solido, di farsene ora carico. Secondo Filcams Cgil Firenze, si legge nel testo della mozione, tutto nasce “da esternalizzazioni fatte solo ed esclusivamente per abbassare il costo del lavoro, con aziende che nel momento in cui finisce l’appalto, diventano improvvisamente latitanti”. Su questa vertenza è già stato aperto un tavolo di crisi istituzionale.

Continental, Consiglio mobilitato a tutela dei dipendenti in Toscana

Le prospettive produttive dei due stabilimenti della Continental in Toscana, a Fauglia e San Piero a Grado, sono al centro di quattro mozioni approvate all’unanimità dall’assemblea regionale, che vincolano al Giunta regionale ad attivarsi fin da subito sia a livello regionale che nazionale.

Al centro le vicende della multinazionale tedesca che si occupa di componentistica per auto e autocarri, presente in Toscana con i due stabilimenti in provincia di Pisa e alle prese con le trasformazioni del settore auto, sempre più orientato a una progressiva sostituzione dei motori diesel e benzina con quelli elettrici.

Continental ha in previsione di dismettere la produzione di iniettori per motori a benzina tra il 2023 e il 2028 e per quanto riguarda gli stabilimenti in Toscana, questa ristrutturazione causerà la perdita di 500 posti di lavoro sui 940 dipendenti complessivi, con i rimanenti 440 che saranno trasferiti in aree funzionali simili. A questi ultimi si devono aggiungere i circa 250 lavoratori interinali, nonché l’indotto generato dalla presenza degli stabilimenti nell’area pisana.

La mozione presentata dal gruppo Pd, prima firmataria Alessandra Nardini, e sottoscritta da Antonio Mazzeo, Andrea Pieroni, Francesco Gazzetti e Gianni Anselmi, impegna l’esecutivo di Enrico Rossi ad attivarsi nei confronti del Ministero dello sviluppo economico per inserire la situazione Continental all’interno del costituendo tavolo di crisi nazionale sul settore auto. Nel contempo, la Giunta deve convocare quanto prima un tavolo con azienda, sindacati e istituzioni locali sulle reali prospettive aziendali dei due stabilimenti toscani, specializzati in componentistica per motori a benzina e ad alto tasso di occupazione.

Il governo toscano deve attivarsi per tutelare i lavoratori – tutti, sia i dipendenti che interinali – sollecitando governo e parlamento per un possibile intervento della normativa di settore, a partire da quando disciplinato dal decreto dignità.

La Giunta, ancora, è chiamata a valutare l’istituzione di un presidio regionale nei territori interessati, da concordarsi con le istituzioni locali, “come atto di vicinanza ai lavoratori”, così da seguire l’evolversi della situazione ed elaborare un piano di supporto pubblico a un’auspicabile transizione dei siti produttivi toscani di Continental verso la produzione di componentistica per motori elettrici.

Un percorso, quello del ‘tavolo regionale’, previsto anche dalla mozione presentata da Irene Galletti e Giacomo Giannarelli (M5S) che nell’impegnativa richiamano la collaborazione con l’Università di Pisa e la Regione, per “la formazione e conversione delle competenze d’ingegneria idraulica e meccanica in competenze elettrico-informatiche necessarie per le nuove lavorazioni potenzialmente acquisibili all’interno del gruppo”.

Era stata la prima mozione sulla vertenza Continental ad essere protocollata dall’ufficio atti del Consiglio regionale, e oggi è stata la prima ad essere approvata dall’Assemblea toscana: l’atto è quello con cui il Capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea toscana Maurizio Marchetti ha ottenuto, a seguito del via libera di pochi minuti fa, l’impegno da parte della Regione Toscana ad attivarsi sin da subito a istituire tempestivamente un tavolo con tutte le parti coinvolte nella vicenda che coinvolge gli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado, nel Pisano.

Soddisfatto Marchetti, seriamente impensierito dai piani di contenimento della spesa prospettati dalla multinazionale tedesca: «Cancellare 500 posti di lavoro e trasferire altre 440 persone – è il pensiero del Capogruppo azzurro – in un’area come quella pisana tra Fauglia e San Piero a Grado è qualcosa che supera il problema produttivo e occupazionale per arrivare a mettere a rischio disgregazione l’intero tessuto sociale del territorio. Era indispensabile sollecitare la giunta regionale a prendere in mano subito la situazione, rappresentando al gruppo tedesco la specificità della situazione».

Le due realtà produttive, ricordava Marchetti nella sua mozione, sono dedicate «alla produzione di componenti idrauliche per motori a iniezione e occupano complessivamente 940 persone tra cui circa 100 ingegneri ad alta specializzazione nel centro di ricerca mondiale sugli iniettori collocato a Fauglia».

«Nell’autunno 2018 – ricostruiva ancora – l’azienda aveva avviato un piano di riorganizzazione che lasciava paventare l’esclusione delle due realtà produttive pisane dal ramo di sviluppo di motori ibridi ed elettrici, ovvero quello a maggior proiezione sul futuro. L’infausta prospettiva pare purtroppo essersi concretizzata, e la ricaduta per gli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado consisterebbe nella perdita di 500 posti di lavoro e nell’ipotesi di trasferimento in aree funzionali simili per gli altri 440 addetti. Appare di tutta evidenza come un simile scenario, qualora dovesse concretizzarsi, implicherebbe una ferita difficilmente sanabile al tessuto produttivo, occupazionale e anche sociale dell’intera area».

Per questo motivo Marchetti ha impegnato la Regione «ad attivarsi con immediatezza, fin da subito e valutando anche la possibilità di convocare tavoli di confronto con azienda, lavoratori e istituzioni sulla vertenza Continental che coinvolge gli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado (PI) con l’obiettivo di assicurare la tenuta occupazionale e le due realtà produttive nella loro interezza ed integrità, valorizzando semmai anche il centro di ricerca mondiale sugli iniettori collocato all’interno del polo di Fauglia» nonché «a riferire sugli sviluppi della vertenza e sulle azioni di merito via via intraprese».

Tutte le mozioni votate fanno riferimento alla ‘storia’ della Continental nel territorio toscano, che data dal 1987. L’atto firmato da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì–Toscana a sinistra) riporta le parole dello stesso amministratore delegato, Riccardo Toncelli, il quale, si legge, “ha affermato a mezzo stampa che gli stabilimenti pisani restano tra i più all’avanguardia sia per la ricerca e lo sviluppo dei prodotti, sia per i processi produttivi e la digitalizzazione degli stessi. C’è quindi la riconosciuta opportunità, sia a livello locale sia a livello centrale, di mantenere il patrimonio di conoscenza e professionalità che si è sviluppato negli anni”.

Nel 2013 la Regione ha firmato con Università di Pisa e Continental Automotive Italy spa e Polo Innovazione, un protocollo d’intesa per “iniettori di nuova generazione”. Quel protocollo ha attivato investimenti nel biennio 2013-2015 per 5,3milioni a carico della Regione Toscana, “concedendo anche a Continental di avvalersi di laboratori di ricerca delle strutture dedicate all’innovazione e al trasferimento delle competenze tecnologiche dei partner scientifici del progetto, tra cui quelli dell’Università di Pisa”. La Giunta risulta così impegnata anche “in considerazione dei protocolli attivati e dei finanziamenti e dei contributi pubblici erogati”.

Negli anni Continental ha avuto accesso a finanziamenti erogati dalla Regione per attività di ricerca (circa 2 milioni di euro), e anche grazie a ciò gli stabilimenti in Toscana risultano all’avanguardia come modello 4.0.

Ambiente: per una Toscana plastic free

Una legge per “interventi di sensibilizzazione per la riduzione e il riciclo della plastica nell’ambiente”. L’Aula di palazzo del Pegaso ha approvato l’atto – di iniziativa del presidente dell’Assemblea toscana Eugenio Giani, della vicepresidente Lucia De Robertis e del consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza Antonio Mazzeo – nel corso della seduta di oggi, mercoledì 9 ottobre. Tutti i gruppi hanno votato a favore, tranne la Lega, che ha optato per l’astensione. Su 26 votanti: 22 sì e 4 astenuti.

La legge, come ricordato da Mazzeo nel corso dell’illustrazione, nasce da una mozione votata dal Consiglio regionale sul non utilizzo di plastica sul territorio toscano, è in linea con le politiche europee e le campagne del Ministero, e si avvarrà di 300mila euro, derivanti dall’avanzo di esercizio dello scorso anno.

Gli interventi saranno attuati tramite l’Agenzia Toscana promozione turistica, quale ente in house della Regione Toscana, anche in collaborazione con i soggetti operanti in materia di tutela ambientale, secondo uno specifico protocollo di intesa. Questi i contenuti essenziali del protocollo: progetto dettagliato della campagna di sensibilizzazione; destinatari degli interventi quali turisti in arrivo, turisti interni, studenti delle scuole e visitatori dei musei, amministrazioni locali promotrici di progetti e pubblico in generale; forme di sostegno a interventi capillari sul territorio; tempi di realizzazione degli stessi, modalità di rendicontazione da parte dell’Agenzia toscana promozione turistica ed eventuale recupero di somme da parte del Consiglio regionale. Le attività di tutela ambientale spazieranno da laboratori nelle scuole a realizzazione di video on-line, da video per social a ingaggio di comunità locali per progetti virtuosi.

“Grazie al confronto nel corso della seduta congiunta tra le commissioni Ambiente e Sviluppo economico, per una più efficace e armonica applicazione della legge, abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna l’Ufficio di presidenza – ha sottolineato Mazzeo – ad attivarsi per il coinvolgimento delle agenzie regionali operanti nel settore dell’ambiente, a partire da Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale) e Arrr (Agenzia regionale recupero risorse), oltre ai gestori idrici della Toscana”. L’atto impegna inoltre l’Up a verificare, prima della sigla del protocollo d’intesa con l’agenzia Toscana promozione turistica, il dettaglio delle principali attività da intraprendere.

Su questo ordine del giorno il Consiglio si è espresso a favore, così come su quello presentato dal gruppo Sì-Toscana a sinistra, che impegna la Giunta regionale a “promuovere, di concerto con l’Autorità idrica toscana, i Comuni e i soggetti gestori del servizio idrico integrato, uno specifico progetto volto ad aumentare il numero di punti pubblici dove cittadini e turisti possano accedere all’acqua potabile”. Come spiegato da Tommaso Fattori, “questa iniziativa per riportare fontanelle sul territorio regionale, mira a realizzare una rete diffusa e omogeneamente distribuita, con particolare attenzione ai luoghi pubblici più frequentati”.

In merito alla legge, il consigliere ha parlato di “obiettivo condivisibile, pur mantenendo perplessità sull’appropriatezza del soggetto individuato, Toscana promozione turistica”, annunciando il voto favorevole, “per le convincenti argomentazioni”.

Stessa dichiarazione di voto anche per Giacomo Giannarelli (M5S): “Visto l’allargamento della platea dei soggetti coinvolti, a partire da Arpat e Arrr – ha affermato – auspico che le risorse siano spese nel migliore dei modi”.

Fuori dal coro Luciana Bartolini (Lega): “Bastava fare una variazione di bilancio, senza ricorrere ad una legge, dove non convince l’affidamento a Toscana promozione”. Da qui l’annuncio dell’astensione del gruppo Lega.

Poste: necessario confronto su riduzione servizi, passa mozione Pd

Sulla vicenda della riduzione dei servizi negli uffici postali di Castelnuovo Garfagnana, Forte dei Marmi, Marina di Pietrasanta, Lido di Camaiore, in particolare per la riduzione degli orari di apertura, il Consiglio regionale ha approvato oggi una mozione proposta dal consigliere Pd Stefano Baccelli.

La mozione impegna la giunta toscana: “ad attivare quanto prima un confronto con Poste Italiane S.p.a per avere un quadro aggiornato circa le reali intenzioni dell’azienda per quanto concerne i servizi offerti alla cittadinanza ed alle imprese della Toscana, soprattutto per quanto riguarda i comuni delle aree interne e montane e le località balneari caratterizzate da elevati afflussi turistici; nel continuare a farsi carico della tutela dei diritti dei cittadini toscani, in raccordo con le rappresentanze istituzionale dei Comuni eventualmente interessati dalla possibili riorganizzazioni di Poste Italiane, affinché venga garantito un servizio postale pubblico ed universale su tutto il territorio regionale, con particolare attenzione alle aree della Toscana sopra citate”.

«Da alcune settimane – spiega Baccelli – arrivano preoccupazioni provenienti da alcuni sindaci di diverse aree della Toscana in merito alla paventata riduzione dei servizi offerti da Poste Italiane, in particolare, sarebbe prevista una riduzione degli orari di apertura degli sportelli e, di conseguenza, una minore copertura dei servizi postali in alcuni comuni, tra i quali il principale centro della Garfagnana, unica realtà della zona ad avere un servizio postale aperto anche nel pomeriggio, e tre tra le località turistiche della Versilia più frequentate: Forte dei Marmi, Lido di Camaiore e Marina di Pietrasanta. Un allarme che è stato rilanciato recentissimamente dall’Unione dei Comuni Garfagnana.

Non vi sono ancora conferme ufficiali del piano nazionale di Poste Italiane per la riduzione dei servizi, ma è certo che sta crescendo la preoccupazione tra i lavoratori e i cittadini. Se le ipotesi venissero confermate, saremo di fronte a un’ulteriore ridimensionamento dell’offerta di Poste Italiane che, nel caso dei comuni della provincia di Lucca, andrebbero a colpire aree montane e località caratterizzate da elevate afflussi di turisti. Da anni – continua Baccelli – la Regione Toscana sta dispiegando politiche attive a favore delle aree interne, dei territori montani e per lo sviluppo del turismo sulla costa. Spero quindi che – conclude Baccelli – grazie anche al nostro intervento si possa scongiurare questo nuovo piano di riduzione dei servizi degli uffici postali».

Sanità e sociale: Piano 2018-2020, gli ordini del giorno approvati

Molti gli ordini del giorno collegati al Piano sanitario, presentati nel corso del dibattito principalmente da Lega, Sì-Toscana a sinistra e dal Movimento 5 stelle. Tra i tanti atti di indirizzo presentati, passano uno del Partito democratico, quattro del M5S, due di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, uno di Sì-Toscana a sinistra.

L’ordine del giorno del Partito democratico, primo firmatario il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli, impegna la Giunta ad attivarsi, nella fase di attuazione del Piano sanitario, a realizzare una serie di obiettivi in materia di cure intermedie, Case della Salute, liste di attesa e prenotazioni, costituzione delle Società della Salute e, infine, salute mentale. Riguardo alle cure intermedie, si chiede che sia “percorso ogni spazio utile volto a migliorare l’attuale modello”, in un’ottica “di utilizzo dei piccoli ospedali di comunità collocati nelle strutture ospedaliere o nelle case della salute”. Sul fronte delle Case della salute, il documento impegna la Giunta a organizzare “il completamento di quanto programmato in materia”, con “un crono-programma certo e definito, basato su criteri quantitativi e qualitativi”. Sulle liste di attesa, si chiede che “la gestione operativa” oltre che “essere predisposta attraverso la stesura di precisi indicatori di performance e risultato ex ante, assicuri che gli obiettivi siano garantiti nel tempo”; inoltre deve “essere rimarcato il ruolo esercitato dai medici di Medicina generale mediante la prenotazione diretta negli ambulatori e nelle case di cura, oltreché il ruolo degli specialisti nella fase di prenotazione nel percorso successivo alla prima visita”.

Il documento chiede che anche nel caso della cronicità delle malattie si individuino “indicatori di performance e risultato ‘ex ante’, quali strumenti funzionali al completamento del processo e all’individuazione delle responsabilità gestionali”. Sul fronte delle Società della salute, l’Odg impegna la Giunta a favorirne la costituzione “in quanto rappresentano una soluzione organizzativa dell’assistenza territoriale che sviluppa l’integrazione del sistema sanitario con quello socio assistenziale” e “persegue la salute e il benessere sociale” oltre che la partecipazione dei cittadini; inoltre si chiede che presso le Società e le zone distretto siano istituiti “tavoli di confronto con le organizzazioni sindacali di comparto”, per favorire “un processo di armonizzazione delle retribuzioni in essere”. Infine, sulla salute mentale, il documento chiede che “sia posta particolare attenzione anche al disagio e alla psicopatologia nell’età adulta e senile, ai problemi della depressione post-partum, alla gestione e formazione degli amministratori di sostegno”.

Quattro sono stati gli atti presentati dal M5S e approvati dall’Aula, tre a firma del consigliere Andrea Quartini e uno di Irene Galletti. Nel primo presentato da Quartini, si chiede alla Giunta di intervenire affinché “le agende di prenotazione siano disponibili al Cup regionale in relazione al territorio e ai presidi pubblici e privati convenzionati delle tre aree vaste”, in modo da offrire al cittadino un “servizio efficiente”, che elimini ritardi e “il paradosso di agende sovraffollate e con buchi per la medesima prestazione”. Si chiede inoltre che il Centro unico “fornisca prenotazioni per tutte le specialità a prescindere dalla modalità di accesso e in nessun caso carichi il cittadino dell’onere di chiamare direttamente le strutture”. Nel secondo odg approvato, si impegna la Giunta ad andare “verso un sistema di prenotazione” che sia “interamente gestito dal medico, sulla base del percorso diagnostico terapeutico del cittadino e delle esigenze dello stesso, senza bisogno dell’intervento del cittadino con le attese e i ritardi che questo comporta”. Con il terzo ordine del giorno presentato da Quartini, si impegna la Giunta a far sì che “in caso di tempi eccessivi per l’effettuazione di una prestazione, anche chirurgica, sia onere esclusivo della struttura pubblica, attraverso il sistema Cup, offrire al cittadino una diversa soluzione in strutture pubbliche o, in caso di attese eccessive, in strutture private accreditate”. Infine, l’odg presentato da Irene Galletti impegna il presidente Enrico Rossi e la Giunta a “incentivare e potenziare i progetti attuali e futuri per la diffusione tra i giovani, attraverso la scuola, del valore della solidarietà e della cultura della donazione, coinvolgendo maggiormente le associazioni di riferimento presenti sul territorio, anche fornendo adeguati stanziamenti economici per supportare specifici programmi”.

Enrico Sostegni è intervenuto per motivare il voto favorevole del gruppo Pd: “Prendiamo lo spunto di voler efficientare e rendere più capace di rispondere alle esigenze dei cittadini il sistema del Cup e delle prenotazioni”. E sulle donazioni perché “è un tema fondamentale su cui porre attenzione pur essendo la Toscana una regione virtuosa”.

Hanno ricevuto voto favorevole anche due atti di indirizzo sottoscritti da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia e illustrati in Aula da Paolo Marcheschi (FdI). Nel primo si chiede alla Giunta di “far in modo che vengano tutelate e valorizzate le professionalità mediche ed infermieristiche, sia da un punto di vista delle capacità, sia da un punto di vista dell’aspetto umano e sociale”; nel secondo si impegna la Giunta “analogamente a quanto previsto per gli esami diagnostici, che anche per gli altri servizi sanitari (come ad esempio la riabilitazione ospedaliera ed extraospedaliera, le cure intermedie) sia prevista una percentuale del global budget da destinare alla libera scelta del paziente, coinvolgendo le strutture accreditate con il sistema sanitario regionale che rispondono agli standard qualitativi richiesti”.

“ Elettroencefalogramma piatto! Nessuna presa d’atto del peggioramento della Sanità toscana. Un ennesimo Piano che mira al controllo del sistema senza pensare ai pazienti. Il Piano sanitario è un documento pre-elettorale. Non ci convince l’impianto che arriva da 20 anni di statalizzazione della Sanità toscana, che nonostante fosse mirata esclusivamente ad un contenimento dei costi, ha prodotto buchi di bilancio clamorosi. Il primo Governo-Conte aveva diffidato la Regione a rientrare dai 200 milioni di euro del buco di bilancio, parlando di un’emergenza etica in Toscana riguardo a Concorsopoli -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi- Ancora nessuno sa cosa dovrebbero fare le Società della Salute mentre la Sanità sta rotolando nelle classifiche nazionali dei servizi e fior fior di medici fuggono nel privato o in altre regioni perché si sentono stressati e demotivati. Sulle liste d’attesa la mancanza di risposte è assoluta con 17mila persone che attendono visite specialistiche. Una totale mancanza di programmazione con concorsi che da 9 posti sono passati ad oltre 200. E’ emergenza infermieri e si mettono ragazzi nei Pronto soccorso, in trincea. Il fallimento di Estar è sotto gli occhi di tutti, doveva unificare i sistemi informatici delle Asl e invece i pazienti sono costretti a ripetere esami più volte perché le Asl hanno sistemi informatici tali da non comunicare”.

Passato anche un ordine del giorno a firma Sì-Toscana a sinistra riformulato su invito del consigliere di maggioranza Sostegni. Nella nuova stesura, l’atto impegna la Giunta a programmare un piano regionale di assunzioni di personale sanitario pubblico, nel rispetto della normativa, onde evitare ulteriori forme di esternalizzazione.

L’Aula ha respinto molti altri ordini del giorno presentati da Movimento 5 stelle e Lega.

New Delhi, Alberti: “Comunicazione ancora insufficiente, dati non trasparenti”

Il consigliere regionale ritira la mozione di sfiducia a Saccardi perché “l’assessore non era presente in aula. Non discuto sul suo operato in sua assenza. La ripresento”

“Ho ritirato la mozione di non gradimento a Saccardi per correttezza e educazione: non discuto sul suo operato come assessore in sua assenza – specifica il consigliere regionale della Lega Jacopo Alberti, primo firmatario della mozione di sfiducia – la ripresento. Da qui a fine legislatura ci sarà modo di avere in aula l’assessore e allora l’affronteremo. Intanto monitoriamo la situazione del superbatterio, che mi sembra sia già passato in sordina rispetto ai primi di settembre, quando siamo venuti a conoscenza del focolaio. Eppure i numeri ci dicono che il contagio continua, e con numeri importanti. Sono preoccupato, perché non mi sembra che sia sotto controllo, anzi. I numeri continuano ad alzarsi e i contagi a moltiplicarsi, nonostante le misure messe in atto dal decreto di fine luglio. C’è qualcosa che non quadra”.

“Sono però perplesso anche sui numeri forniti dall’Ars: secondo il bollettino del 2 ottobre, nell’ultima settimana di settembre, erano stati rilevati 7 contagi, ma nel bollettino di questa settimana ne risultano 10 riferiti a quella settimana. Inoltre, non sono stati forniti i dati del contagio divisi per struttura, aspetto invece importantissimo per capire se si sta allargando a altri ospedali. Spero sia solo una svista, e che i dati divisi per ospedale tornino presto a disposizione. Nonostante i solleciti, la comunicazione sul New Delhi è ancora insufficiente e lacunosa, e i dati non trasparenti. L’assessore durante lo scorso consiglio aveva detto che non aveva ritenuto necessario avvertire la popolazione dell’allerta del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie – conclude Alberti – e adesso mi pare che non ritenga necessario nemmeno metterci al corrente di come procede il contagio. Viva la trasparenza!”.

Solidarietà e donazione, il Consiglio approva l’Ordine del giorno di Irene Galletti (M5S)

È stato approvato questa mattina dal Consiglio regionale l’ordine del giorno presentato da Irene Galletti (M5S) che mira a incentivare e potenziare i progetti attuali e futuri per la diffusione tra i giovani del valore della solidarietà e della cultura della donazione degli organi. “Un atto – spiega la consigliera – a cui tenevo molto e di cui sono particolarmente orgogliosa. Il testo, legato al nuovo Piano sanitario e sociale integrato 2018/20, impegna il presidente della Regione e la giunta a mettere in campo politiche di maggiore coinvolgimento delle associazioni di riferimento presenti sul territorio toscano, anche dando loro adeguati stanziamenti economici per supportare specifici programmi”. Galletti ricorda che nel dicembre dello scorso anno è stato siglato presso la Camera dei deputati un protocollo d’intesa destinato a agevolare una fattiva collaborazione tra volontariato, istituzioni sanitarie e scolastiche sul tema della donazione. “Tra gli impegni - spiega - vi è quello legato all’incremento dell’educazione dei giovani verso temi quali la donazione del sangue, degli emocomponenti, degli organi e dei tessuti, del midollo, di cellule staminali ed emopoietiche e del sangue cordonale”. Negli ultimi anni, in alcune zone della Toscana, si è purtroppo registrato un decremento dell’interesse e della partecipazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze al mondo del volontariato. “C’è dunque la necessità - prosegue - di recuperare il terreno perso e diffondere con nuova forza il grande valore formativo e civico che da sempre distingue le attività del terzo settore: il ricambio generazionale è vitale”. Ruolo chiave sarà quello delle scuole, “Luogo nevralgico – spiega Galletti – per diffondere il valore della solidarietà e della cultura del dono, la conoscenza del tema. C’è un forte bisogno di politiche coordinate che mirino alla diffusione di corretti stili comportamentali e relazionali, esistono – conclude – delle responsabilità etiche e civili che tutti devono comprendere”.

Rischio alluvioni, Pieroni (PD): “Ulteriori 300mila euro ai Comuni per gli studi sul rischio alluvioni ”

“Con la seconda variazione di bilancio, adesso in Consiglio regionale, la Regione stanzia altri 300mila a favore dei Comuni per studi finalizzati alla riduzione del rischio da alluvione. Lo stanziamento iniziale, pari a 480mila euro, è risultato insufficiente a finanziare tutte le richieste pervenute.– spiega Andrea Pieroni, consigliere regionale –. Solo poche settimane fa avevamo annunciato il finanziamento di 100mila euro per i Comuni del Distretto Conciario e Pontedera da utilizzare per sviluppare gli studi e implementare le mappe di pericolosità da alluvione con l’obiettivo di individuare le opere necessarie alla messa in sicurezza idraulica. Molte sono state le richieste, a riprova di esigenze di sicurezza idraulica, molto sentite nei territori. Con questo ulteriore stanziamento potranno così essere soddisfatti anche i progetti presentati da altri Comuni.

Sicurezza e sviluppo costituiscono un binomio inscindibile, mettere in sicurezza il territorio significa porre i presupposti di una crescita sostenibile.”

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