Coldiretti Pistoia per lo sviluppo sostenibile, Vescovo Tardelli: "Siete i paladini del verde"

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Si è parlato di ambiente e sviluppo sostenibile, ed è stato ricco di argomentazioni pragmatiche l’incontro con Coldiretti di Monsignor Fausto Tardelli, il Vescovo di Pistoia. Nei giorni scorsi Sua Eccellenza è stato accolto nella casa degli agricoltori pistoiesi da una rappresentanza di imprenditori, dai dirigenti e dalla struttura di Coldiretti Pistoia.

A inizio incontro, don Piero Vannelli, Consigliere Ecclesiastico di Coldiretti Pistoia, ha ricordato a Monsignor Tardelli il costante richiamo della Coldiretti alla dottrina sociale della Chiesa.

“Abbiamo invitato Sua Eccellenza per condividere alcune preoccupazioni di noi agricoltori – ha spiegato il presidente di Coldiretti Pistoia, Fabrizio Tesi, molto grato al Vescovo di aver accolto l’invito-. Siamo una eccellenza assoluta a livello globale, con una produzione di piante (e non solo) che non ha pari, ma a scorrere cronache e commenti su organi di informazione e social network sembra che l’attività delle imprese agricole renda il nostro territorio fonte di pericolosità per la salute di tutti noi cittadini. È vero il contrario, siamo i primi a preoccuparci della salute di tutta la cittadinanza e dei nostri figli, visto che abitiamo ‘dentro’ le aziende agricole. L’agricoltura è un settore che investe molto in innovazione, che punta a migliorare la sostenibilità ambientale. Naturalmente siamo consapevoli che si può sempre migliorare e lo faremo, tenendo conto anche della sostenibilità aziendale”.

“Le piante prodotte nel polo vivaistico pistoiese portano benefici ambientali in tutta Europa, producendo ossigeno ed assorbendo CO2. Benefici prodotti anche nella fase di crescita degli alberi nei nostri vivai –aggiunge Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Pistoia-. Inoltre, grazie agli investimenti riusciamo a mantenere un bacino di occupazione senza pari sul territorio. Negli ultimi anni solo dalle aziende vivaistiche pistoiesi sono stati investiti 25 milioni di euro in interventi verdi: per conseguire certificazioni ambientali, per implementare sistemi innovativi per il recupero delle acque irrigue, per ridurre l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti e per sperimentare vasi biodegradabili. Di fronte a questa realtà, a volte prevale nel sentire pubblico l’aspetto negativo degli effetti causati dall’attività agricola, con a corredo peraltro dati senza accertate evidenze scientifiche –ha detto Ciampoli, dando la parola al Vescovo dopo le considerazioni dalla platea-. La sua autorevolezza aiuti a diffondere il seme dell’equilibrio”.

Monsignor Tardelli, dicendosi contento dell’incontro ‘in famiglia’ con Coldiretti, ha spiegato le contraddizioni della nostra società, dove nessuno ascolta più l’altro. Contraddizioni amplificate dall’evoluzione del sistema mediatico, a cominciare dai social network, che è sempre più succube del sensazionalismo. Dinamiche a cui non sfugge la comunicazione attorno al grado di inquinamento a Pistoia.
Il Vescovo ha ribadito che sarebbe una bella incongruenza se chiudesse una cosa che fa bene al mondo, come il polo vivaistico pistoiese; che non si va lontano se si sta dietro alle tante posizioni ingiuste, che non tengono conto dei dati oggettivi. In ogni caso, ha spiegato Monsignor Tardelli, non c’è dubbio che bisogna andare verso la sostenibilità, fare ricerca e produrre insieme con ancor meno impatto ambientale.
Monsignor Tardelli ha concluso il suo intervento auspicando un ruolo ancora più attivo degli agricoltori, perché chi tiene alla terra deve farsi paladino della sostenibilità dell’ambiente, rivendicando che: siamo noi che vogliamo prodotti fatti bene, siamo noi che produciamo verde attraverso il verde. Le innovazioni messe in campo devono essere comunicate ad ‘alta voce’.

Fonte: Coldiretti Pistoia - Ufficio stampa

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