Convegno sul clima al liceo Galilei di Siena: "Greta Thunberg 'portavoce' degli scienziati"

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“In pochi mesi, Greta Thunberg e i ragazzi del Fridays for future hanno avuto più impatto sull'opinione pubblica e sui politici di quanto abbiamo avuto noi scienziati in trent'anni”. E' cominciato con un omaggio alla giovane svedese icona del movimento mondiale contro il surriscaldamento del globo, la relazione del professor Massimo Frezzotti, docente all'Università Roma 3 e presidente del Comitato glaciologico italiano, al convegno sui cambiamenti climatici organizzato dal Cai che si è tenuto oggi, 19 ottobre, al liceo scientifico “G. Galilei” davanti a una folta platea di studenti.

Frezzotti ha detto che finalmente, grazie al sussulto di milioni di giovani, la classe politica comincia ad affrontare il problema del riscaldamento del pianeta dopo anni di ottusa sottovalutazione degli allarmi pressanti lanciati dalla comunità scientifica internazionale.

Lo scienziato ha citato tantissimi dati, “scientificamente incontrovertibili”, contro le tesi dei negazionisti. La responsabilità della crisi climatica è dell'uomo, troppa Co2 immessa nell'atmosfera, se non riduciamo l'inquinamento entro la fine del secolo il mare si innalzerà di 1 metro e mezzo, finirà sott'acqua Venezia e parte della Pianura padana, le Dolomiti entro 20 anni non avranno più ghiacciai ed entro il 2100 la loro superficie complessiva sulle Alpi sarà dimezzata.

A livello mondiale, si calcola che se la temperatura aumenterà di 1,5 gradi, il mondo dovrà affrontare la migrazione biblica di 180 milioni di persone in fuga da territori invasi dall'acqua. Una massa di “profughi dell'inquinamento” che salirà a 300 milioni se la temperatura salisse di 3 gradi. Frezzotti ha dimostrato con dovizia di grafici che ci avviciniamo velocemente a un aumento di 1,5 gradi. Il 2019 è stato l'anno più caldo mai registrato dall'uomo. “La responsabilità della crisi climatica - ha aggiunto - è della parte ricca del mondo mentre gran parte dei danni li subiscono i Paesi poveri”. Il professore, esperto di missioni in Antartide, ha poi annunciato che sta lavorando a un progetto che consentirà di fare carotaggi così profondi nello strato di ghiaccio da poter estendere le conoscenze sul clima e l'ambiente della Terra, che ora arrivano fino a 800 mila anni fa, sino a 1 milione e mezzo di anni.

Un severo j'accuse contro i parlamentari italiani che ancora negano l'allarme climatico “e misurano tutto con il metro dell'economia” è stato lanciato dal professor Federico Pulzelli, docente di scienze ambientali dell'università di Siena, che ha puntato il dito contro il consumismo imperante che brucia molte più risosrse di quelle che la Terra può offrire, con il risultato di “rubare il futuro ai giovani”. Pulzelli ha citato poi l'esempio virtuoso della provincia di Siena, che ha raggiunto la parità fra gas emessi dalle attività umane e gas assorbiti dal suo patrimonio arboreo (la cosiddetta carbon neutrality) per cui ha un impatto “zero” sull'ambiente. Un traguardo, la “carbon neutrality”, che l'Unione europea si è data come obiettivo (ambizioso) da raggiungere entro il 2050.

Durante la conferenza, alla quale hanno partecipato le classi 3aL, 5aI, 5aE e 5aD, è stata illustrata l'attività svolta nel nostro territorio dall'Associazione meteorologica senese che, grazie a una rete capillare di centraline, monitora da anni i fenomeni climatici locali.

Gli effetti dei cambiamenti climatici si vedono già anche sui nostri Appennini. Il professor Piero Barazzuoli, dell'Università di Siena, ha spiegato che sulle nostre medie montagne sono aumentate le piante che amano il caldo e si sta riducendo il numero di quelle più adatte al freddo.

Le conclusioni sono state del professor Simone Bastianoni, ordinario all'Università di Siena e grande esperto di sostenibilità ambientale, il quale ha condotto anche ricerche sull'effetto dei cambiamenti climatici nella nostra regione che hanno già inciso sui tempi, sempre più anticipati, di raccolta dell'uva a causa dell'innalzamento della temperatura. Anche le nostre spiagge sono a rischio a causa del previsto innalzamento del livello del mare e alcune colture ora molto diffuse dovranno essere abbandonate.

Fonte: Cai di Siena - Ufficio stampa

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