Viaggio nella follia sprecona, entro quando consumare gli alimenti

Ma è da buttare? Una piccola guida per iniziare l'arte e la scienza antispreco Un piccolo invito alla ricerca.

Cosa vuol dire “Consumare preferibilmente entro”? E “Consumarsi entro?” Nel primo caso vuol dire che entro quel termine il prodotto conserva le sue caratteristiche e proprietà organolettiche (sono l'insieme delle sue caratteristiche fisiche e chimiche percepite dagli organi di senso come olfatto, vista, gusto) . Un prolungamento dell'utilizzo di questi prodotti, dopo tale data, è possibile (leggere sotto). Nel secondo caso invece è una indicazione perentoria: non oltrepassarla mai.

Anche se non mangio prodotti e sottoprodotti animali credo sia opportuno comunque dare alcuni consigli antispreco per tutti tenendo conto che la qualità della congelazione dipende dalle "stelle del congelatore" (simbolo che indica la temperatura raggiunta dal congelatore nel suo stato di buon funzionamento). I consigli sottoriportati sono intendendo l'utilizzo di un congelatore di qualità (massimo numero di stelle, ovvero tre). Eccoli:

Pane - Se non ammuffito, secco, può essere grattugiato o usato per zuppe, minestre, pappe e persino dolci. Il pane può essere congelato e riutilizzato riscaldato.

Verdura e frutta - scattivare la parte con muffa. La frutta che sta deperendo può essere congelata e riutilizzata per marmellate. Frutta e verdura possono essere congelate e riutilizzate cotte. Le verdure appassite, anche l'insalata, possono essere bollite per brodi o saltate in padella.

Yogurt – Gli yogurt possono essere consumati fino a 6 o 7 giorni dopo la data di scadenza; Possono essere congelati e riutilizzati, previa cottura, per la preparazione di dolci, creme, salse.

Latte e bevande vegetali - possono essere congelati e consumati successivamente e previa bollitura. Utile per dolci.

Formaggi stagionati e a pasta dura – oltrepassata la data di scadenza, hanno la tendenza a mettere su un po’ di muffa; è sufficiente però rimuoverla accuratamente per poterli consumare senza alcun problema. Possono essere congelati a piccoli pezzi e riutilizzati, previa cottura, per piatti fantasiosi. Tipo pizze o salse al formaggio.

Formaggi freschi – attenersi alla data di scadenza indicata sulla confezione. Possono essere congelati a piccoli pezzi e riutilizzati, previa cottura, per piatti fantasiosi.

Uova – Possibile la congelazione (nella forma di uova sbattute). Il consumo successivo solo dopo cottura.

Pesce e piatti surgelati – Se la conservazione di queste tipologie di alimenti è avvenuta correttamente, il loro consumo può essere effettuato fino a due mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione. Al più si potrà constatare un leggero decadimento delle proprietà organolettiche. Nel caso di gamberetti surgelati crudi destinati a ricette che non ne prevedono la cottura, è buona norma rispettare il termine minimo di conservazione; non farlo espone soprattutto al rischio di contrarre la Listeriosi Se invece la ricetta ne prevede la cottura, si può andare tranquillamente oltre il tempo minimo di conservazione.

Pesce in scatola – Dando per scontata una corretta conservazione, il pesce in scatola può essere consumato tranquillamente entro uno o due mesi dalla data di scadenza. Il prodotto aperto può essere congelato e riconsumato previa appropriata cottura.

Pasta secca e riso – Di norma questi prodotti hanno una scadenza che varia dai 2 ai 2 anni e 6 mesi; anche se consumati qualche mese dopo non creano alcun tipo di problema.

Biscotti secchi e cracker – Anche per i biscotti secchi e i cracker valgono le considerazioni fatte per la pasta e il riso; si tenga però conto che vi sarà un notevole peggioramento delle loro caratteristiche organolettiche e si registrerà una certa perdita di consistenza.

Olio – Gli oli di ottima qualità possono essere consumati fino a 8 mesi dopo la data di scadenza riportata sulla confezione; al più si può registrare una minima perdita delle proprietà organolettiche. Se dovete gettare via gli oli fatelo negli appositi contenitori presenti nelle isole ecologiche ma anche nei supermercati. Con gli oli scaduti è possibile fare degli ottimi saponi.

Conserve sottaceto – Questa tipologia di alimento ha scadenze variabili da 2 a 3 anni; non vi sono problemi se tali alimenti vengono portati in tavola entro due mesi dalla scadenza.

Conserve di pomodoro – Le conserve di pomodoro hanno scadenze variabili dai 12 ai 20 mesi; il consumo entro due mesi dalla scadenza non crea alcun problema.

Salumi affettati – I salumi affettati e confezionati vanno consumati entro la data di scadenza indicata sulla confezione. Andare oltre è decisamente sconsigliato perché si rischiano tossinfezioni. Possono essere congelati a fette e riutilizzati, previa cottura, per esempio, per pizze.

Succhi di frutta – Queste bevande hanno scadenze variabili dai 6 ai 12 mesi, scadenze che molti considerano eccessive. Il consiglio, anche per questioni legate al gusto, è quello di rispettare la data di scadenza. Possono essere congelati per fare ghiaccioli. Il prodotto aperto può essere congelato e riconsumato previa appropriata cottura.

Panettoni, pandori e colombe – Questi tipici dolci legati alle festività natalizie (panettoni e pandori) e pasquali (colombe) hanno scadenze di circa 4-5 mesi; possono essere consumati tranquillamente fino a due settimane dopo la loro data di scadenza, anche se la loro fragranza e la loro morbidezza saranno certamente inferiori. Possono essere congelati a fette e messi in forno prima del consumo

Farine/legumi secchi/semi oleosi: relativamente alle "farfalline" la questione è controversa. C'è chi dice che se trovate le farfalline potete setacciarle. Io faccio così. C'è chi dice di buttare via tutto. La uova sono già presenti nelle farine e si schiudono a seconda del tasso di umidità presente nell'aria e della temperatura ambientale. I legumi tarlati vanno gettati. Li riconosciamo gettandoli in acqua: se galleggiano vanno gettati. I semi oleosi tarlati vanno gettati. Questa categoria di merci trova un grande beneficio in termini di prolungamento della conservazione e nella prevenzione della schiusa delle uova di di plodia interpuctellia (tignola fasciata del grano o tarma del cibo) se conservati in ambienti con temperature ambientali fresche, sotto i 30 gradi centigradi. Semi oleosi e legumi possono essere conservati in frigo nei mesi più caldi dell'anno. Utile mettere delle foglie di alloro nelle confezioni di tali prodotti. E anche nella credenza che li ospitano.

Alimenti senza la data di scadenza – Rientrano in questa categoria diverse tipologie di alimenti; alcuni di essi sono particolarmente resistenti (bevande alcoliche, aceto, sale, zucchero ecc), mentre altri deperiscono molto facilmente (pesce fresco e carne fresca); questi ultimi devono essere consumati entro tempi piuttosto brevi: 6 giorni al massimo se si tratta di carne (2 giorni al massimo nel caso di fette molto sottili – come, per esempio il carpaccio – oppure di carne tritata) e 4-5 giorni dalla cattura per quanto riguarda il pesce fresco.
Slow Food ha redatto delle ottime guide antispreco.

Altre considerazioni

Aldilà dei consigli dati in precedenza, quando ci si trova a scegliere se consumare o no un cibo scaduto, è essenziale verificare che la sua conservazione sia stata ottimale.

Nel caso di confezioni sigillate fare attenzione a rigonfiamenti e ammaccature della confezione. Non affidarsi all'olfatto.

Si ricordi infine che nei mesi più caldi, il deperimento di alcuni alimenti può essere più rapido del previsto e, conseguentemente, è consigliabile consumarli senza attendere la data di scadenza.

Curiosità
La Legge Gadda 166/2016 è un provvedimento riorganizza il quadro normativo di riferimento che regola le donazioni degli alimenti invenduti con misure di semplificazione, armonizzazione e incentivazione, ma soprattutto stabilisce la priorità del recupero di cibo da donare alle persone più povere del nostro Paese.
Il marketing ci induce al consumo con svariate tecniche. Apple per esempio punta sull'effetto religione, allestendo negozi come cattedrali tecnologiche e allestendo eventi secondo una precisa liturgia.

Ricetta riciclona: IL PAN COTTO e LE POLPETTE VEGETALI

PAN COTTO (Piatto antico)

800 g Pane secco avanzato

1 l Brodo vegetale (o acqua) da verdure avanzate

q.b. Olio extravergine d’oliva

q.b. Pepe

Bollite le verdure appassite. Salate a piacere.

Prendete il pane raffermo e tagliatelo a pezzi. Non preoccupatevi se è molto duro perché in cottura si ammorbidirà. Mettete in una pentola i pezzi di pane raffermo e coprite con il brodo.Accendete il fuoco, mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco lento per 25 minuti circa fino a che vedrete che il pane avrà assorbito totalmente il brodo.

Schiacciate grossolanamente con il cucchiaio il pane in modo che si sfaldi bene, girate e servite il pancotto condito con olio extravergine di oliva a crudo e pepe se vi piace.

Alessio Arrighi

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