
Ci sono voluti mesi di battaglia a suon di carte bollate e persino un ricorso all’Arbitro bancario finanziario ma alla fine, grazie al legale dell’Adoc Alta Toscana, una consumatrice apuana è riuscita a riavere i soldi, mille euro, che le erano stati rubati dal conto dopo il furto del bancomat.
La vicenda risale all’agosto dell’anno scorso. “La donna si trovava all’estero e alloggiava con il marito in hotel – raccontano i referenti dell’Adoc Alta Toscana, Mauro Bartolini e Valentina Sparavelli -. Durante la notte, mentre dormivano fra mezzanotte e le 5 di mattina, qualcuno si era intrufolato nella stanza e le aveva rubato la borsa. La signora se ne è accorta soltanto al risveglio, attorno alle 7: la porta finestra dell’appartamento era aperta e la borsa era stata abbandonata fuori dal bancone. Ovviamente completamente svuotata: niente gioielli, portafogli e documenti. Mancavano in particolare due carte di debito bancarie”.
La donna ha bloccato la carta verso le 7.30 e fatto denuncia alla polizia locale e alla proprietà all’hotel. Ma nel frattempo, fra le 5.25 e le 5.28, in soli tre minuti i malviventi erano riusciti a fare 4 prelievi per un totale di mille euro.
“La richiesta di rimborso della donna era stata inizialmente accettata – proseguono Bartolini e Sparavelli - e l’importo riaccreditato ma la misura è stata poi revocata dalla banca. L’istituto sosteneva la presunta negligenza da parte della cliente che, a loro dire, avrebbe tenuto il Pin vicino al bancomat, quindi dentro la borsa o al portafoglio, ‘agevolando’ il furto da parte dei malviventi. In realtà i prelievi sono stati effettuati diverse ore dopo il furto e utilizzando circuiti di pagamento che non prevedevano misure di sicurezza come quelli del bancomat, utilizzando quindi metodi alternativi e truffaldini”.
Ma la difesa da parte del legale di Adoc Alta Toscana ha convinto l’Arbitro bancario finanziario concentrandosi sul fatto che la signora avesse “operato diligentemente e fosse stata vittima di un furto con destrezza. È stata accolta in pieno la contestazione della difesa alla super perizia della banca – concludono i referenti Adoc -. In particolare, la perizia depositata dalla banca riteneva sicuri i sistemi del circuito nazionale Bancomat e Pagobancomat, mentre i prelevamenti disconosciuti sono stati effettuati all’estero e, quindi, attraverso il circuito internazionale Visa o Maestro che non vengono compresi nel sistema di sicurezza analizzato. Così la donna ha riottenuto i 1.000 euro sottratti, oltre interessi legali”.
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