Plastic Tax, FdI-Centrodestra: "Imposizione ingiustificata a Empoli, porterebbe a licenziamenti"

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È stata introdotta dal Governo Conte bis la "Plastic Tax", tassazione degli imballaggi in plastica, la quale trova la netta contrarietà non solo dei produttori e dei trasformatori di materiali polimerici, ma anche dei sindacati e delle organizzazioni dei consumatori. - affermano Andrea Poggianti e Federico Pavese, gruppo consiliare Fratelli d'Italia - Centrodestra per Empoli. La tassa ammonterebbe a un euro al chilogrammo e verrebbe introdotta a partire da giugno 2020.

Le imprese, infatti, già oggi pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per 450 milioni di euro all’anno, 350 dei quali vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata, molto spesso gestita in modo inefficiente. Basti pensare solo al fatto che, dopo tutti i contributi, ancora oggi non esistono impianti di riciclaggio della bioplastica, non avendo fatto la Regione Toscana investimenti, pertanto risulta più ecosostenibile la plastica stessa in quanto può essere riciclata e non finire nell'inceneritore come la prima.

L’introduzione di una tassa sulla plastica equivarrebbe a una sorta di doppia imposizione e, come tale, sarebbe ingiustificata sia sotto il profilo ambientale che economico e sociale.

La plastic tax rischia di affossare ulteriormente la competitività di un settore di eccellenza che sta già intraprendendo una transizione verso soluzioni più sostenibili. Già oggi, infatti il 15% della plastica utilizzata proviene da economia circolare, con un trend in continua crescita, anche sulla spinta delle dinamiche di mercato. Produrre una tonnellata di plastica per imballaggi costa circa 1000 euro, pertanto la ventilata ipotesi di una tassa aggiuntiva del 20% metterebbe a rischio il futuro di 50.000 lavoratori e di 2000 imprese.

La plastic tax non incentiva gli investimenti per la riconversione industriale o la spinta al riciclo/riuso e all’economia circolare, ma ha la sola finalità di reperire risorse per fare cassa, mettendo in seria difficoltà imprese e lavoratori di questo settore manifatturiero molto importante per il nostro paese. Pertanto è stata seguita la strada dettata dalle emergenze, senza fare scelte coraggiose e investire sul futuro, secondo la logica del: meglio una tassa oggi che un incentivo per il domani. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato che, se tale tassa come è facilmente ipotizzabile verrà scaricata in larga parte sui prezzi finali dei prodotti con imballaggi in plastica,"ogni famiglia dovrà far fronte ad una maggiorazione della spesa di 138,77 euro annui”.

Proprio per questo - continuano i consiglieri di Fratelli d'Italia - Centrodestra per Empoli, Poggianti e Pavese - abbiamo presentato un'interrogazione al Sindaco Barnini ed alla Giunta PD che a livello nazionale sostiene questo esecutivo se è favorevole o contraria all'introduzione della Plastic Tax a danno di famiglie, lavoratori e imprese, ma soprattutto come sono attualmente utilizzati i fondi Conai che le aziende versano anche al Comune di Empoli e ad Alia S.p.A. per la raccolta differenziata, visto il servizio non ottimale.
In ultima analisi, se il Comune di Empoli ha già preso contatti con il settore industriale empolese e la relative RSU aziendali per verificare insieme quali saranno le ripercussioni sul settore degli imballaggi di plastica o se si prevedono licenziamenti dal 1 giugno 2020 in fabbriche come la Irplast e Magis di Empoli e Vibac di Vinci.

Fonte: Fratelli d'Italia - Centrodestra per Empoli

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