Rendere l'acqua del rubinetto sempre più sicura, ecco il progetto di Acque spa a Empoli e Montopoli

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Rendere ancora più sicura l’acqua di rubinetto, ridisegnando il settore dei controlli con un modello basato su un sistema globale, che si prenda cura della risorsa idrica dal punto di captazione fino all’utenza finale. È la missione dei Piani di Sicurezza dell’Acqua, conosciuti anche come Water Safety Plan, il nuovo modello introdotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e recepito dalla normativa europea in materia di valutazione e gestione dei potenziali rischi nell’erogazione dell’acqua potabile. Un approccio che supera il concetto di “controllo” giungendo a quello di “sotto-controllo”, affiancando alla prassi delle analisi basate sul rispetto dei parametri microbiologici e fisico-chimici della risorsa, criteri e strumenti di prevenzione da possibili contaminazioni e di eliminazione/riduzione dei potenziali agenti di pericolo.

In questo senso, Acque SpA, gestore idrico del Basso Valdarno, è stato tra i primi gestori in Italia a sposare volontariamente tale approccio (divenuto nel frattempo cogente) portando avanti negli ultimi mesi, con il supporto dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, un progetto sperimentale applicato a tre sistemi idrici del territorio (Empoli, Montopoli in Val d’Arno e Villa Basilica), scelti per le differenti caratteristiche e le diverse modalità di accesso alla risorsa. Oggi (giovedì 7 novembre) questa esperienza, che traccia la via per l’estensione dei piani di sicurezza su tutto il territorio gestito, è stata presentata al convegno “Water and sanitation safety plans: methodologies, digital support and implementation according to the new European framework”, che si è tenuto presso il padiglione D3 di Ecomondo, la principale fiera nazionale del comparto ecologia-ambiente, che ogni anno si tiene presso RiminiFiera.

La best practice di Acque è stata presentata mettendo in evidenza il sistema di valutazione delle potenziali vulnerabilità e il metodo di coinvolgimento degli attori-chiave. La ricerca ha portato alla redazione di un modello di analisi che descrive il sistema idrico e le sue relazioni con gli aspetti ambientali e socio-economici attraverso la definizione di una serie di indicatori, ai quali è stato poi attribuito un indice di vulnerabilità. Sono stati identificati quindi gli eventi potenzialmente più critici da misurare nella fase di valutazione del rischio. Le conclusioni hanno infine mostrato come questa esperienza possa rappresentare uno strumento utile al fine di individuare, prevenire e gestire i possibili rischi nella filiera idropotabile in maniera completa e sistematica.

Fonte: Acque spa

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