Successo per il convegno 'L’arte che cura'

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Ottimo riscontro di pubblico e critica per il seminario “L’arte che cura” tenutosi lo scorso venerdì 8 novembre nella splendida e suggestiva cornice del Cenacolo degli Agostiniani di Empoli.

L’evento, organizzato dalla “Bottega della Salute” del Servizio Civile Anci Toscana e A.I.M.A. sezione Empolese Valdelsa - Valdarno Inferiore con il contributo del Cesvot e il patrocinio del Comune di Empoli, ASL Toscana Centro, Auser Territoriale di Empoli, Cooperativa Sociale Minerva e Centro Co.Me.Te., ha visto la partecipazione di numerose persone tra addetti ai lavori e cittadini interessati a comprendere il ruolo che l’arte riveste nella cura delle persone, tema cardine del convegno.

«Alle soglie del 2020 dobbiamo iniziare a pensare agli anziani in modo culturale e non socio-assistenziale. Empoli costituisce un ricco patrimonio culturale molto rilevante ed è quindi importante mettere in atto modifiche che rendano accessibili spazi, ad esempio musei, alle persone fragili. Percorsi come l’arteterapia sono efficaci nei pazienti affetti da demenza poiché rallentano la perdita di memoria». Così l’Assessore alle Politiche sociali del Comune di Empoli Valentina Torrini ha aperto il convegno dopo i saluti della Presidente A.I.M.A. Empolese Valdelsa - Valdarno Inferiore Maria Grazia Pasqualetti la quale ha illustrato i progetti attivi nella nostra realtà che uniscono arte e cura.

«La cultura è un importante mezzo per coinvolgere le persone più sole. Proponiamo delle iniziative – ha spiegato la Presidente Auser Territoriale di Empoli Daniela Tinghi – come, ad esempio, l’ “apprendimento permanente”, che consiste nel dare vita a dibattiti e discussioni presso i nostri circoli».

Il convegno è poi proseguito con gli interventi del Primario geriatria ASL Toscana Centro Enrico Benvenuti e la psicologa, psicoterapeuta e Direttrice del Centro Co.Me.Te. Conny Leporatti.

«Se Michelangelo è un artista che ha temuto la vecchiaia, il pittore olandese Rembrandt l’ha rappresentata nelle sue opere così come appare. Il simbolo della geriatria – ha spiegato il dott. Benvenuti in un interessante e coinvolgente intervento dal titolo “gli artisti longevi” – è l’immagine di Francisco Goya che, alla soglia dei suoi 95 anni e dopo due ictus “sta ancora imparando”. Invecchiare? L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2002 ha definito l’invecchiamento come un privilegio e una metà della nostra società».

«Utilizzo molto le immagini di opere d’arte nei percorsi di cura psicologica. Le persone scelgono quella che più la rappresenta descrivendo ciò che provano nel guardarla. Le visite museali – ha detto la dott.ssa Leporatti durante il suo intervento “le immagini curano l’anima” – sono fondamentali nella terza età. Gli anziani possono vivere tutto ciò che di positivo porta un’esperienza di gruppo e, nell’osservare un quadro, possono staccarsi dalla realtà fino a sentirsi in una bolla nella quale da una parte c’è l’opera e dall’altra la persona».

«Gli Atelier Alzheimer si pongono sostanzialmente due obiettivi: valorizzare le risorse delle persone malate e creare nuove relazioni di contatto e comunicazione con i pazienti affetti da demenza. Il progetto – ha spiegato il Presidente AIMA Firenze dott. Manlio Matera chiudendo il tavolo degli interventi – è un laboratorio che propone attività terapeutiche per due volte alla settimana e dalla sua nascita, avvenuta nel 2013, si sta sviluppando sempre di più. I risultati? Un contenimento degli stimoli cognitivi e comportamentali e una migliore qualità della vita dei malati».

La mattinata si è conclusa con la visita guidata, molto partecipata, della storica dell’arte e guida turistica Belinda Bitossi che ha illustrato ai presenti le più importanti opere artistiche presenti nella chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani.

L’associazione e il civilista della “Bottega della Salute” Riccardo Russo ringraziano tutti coloro che hanno preso parte al convegno.

Fonte: A.I.M.A. sez. Empolese Valdelsa - Valdarno Inferiore

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