i.p.

Quei gesti quotidiani che sono diventati virtuali

Quei gesti quotidiani che sono diventati virtuali

I rapporti interpersonali nei tempi moderni sono sempre più virtuali

Così accade che si allunga l’elenco ideale di quelle situazioni e quei gesti che escono di fatto dalla quotidianità per entrare a far parte del passato. Per esempio è diventato impossibile perdere di vista i propri compagni di classe: ormai anche per sapere se quel ‘vecchio’ professore sia ancora dietro la cattedra è possibile andare a setacciare i social network come Facebook e Twitter.

Ci sono proprio tutti, in fila dentro una bella vetrina colorata e ricca di fotografie: dal compagno di banco dell’asilo all'amico della mensa universitaria. E la dimostrazione pratica di questo nuovo modo di intendere le relazioni è il fatto che si è detto addio ad alcuni ‘strumenti’ che avevano faticato ad entrare nella quotidianità e ne erano divenuti interpreti. “Con il numero 5 esce l’Elenco Telefonico (inventato nel 1878), con il numero 10 entrano in campo i Social Network”. Le pile ingiallite fitte di numeri associati a indirizzi, nomi e cognomi stanno ormai sparendo dalle abitazioni.

Si delega tutto alla rete e ai telefonini, non si fa più la fila davanti alle cabine telefoniche (ne restano pochissime nelle città) e vanno in pensione sia le pagine bianche che quelle gialle - sostituite da applicazioni e piattaforme web intuitive - ma anche i telefoni fissi, rimpiazzati dai cellulari che sono a tutti gli effetti delle emanazioni di sé. Le lunghe telefonate ‘che allungano la vita’ hanno lasciato il posto a faccine per tutte le occasioni e brevi sms, raccolti nelle chat dei cellulari che sono anche tra gli artefici della sconfitta delle macchine fotografiche analogiche, ormai ‘vintage’ nonostante fossero ancora di uso comune non più di 10-15 anni fa. Era un tempo in cui non avevano ancora preso piede le piattaforme per recensire viaggi e ristoranti, non esistevano le ‘smart home’, le app per l’alcol test o il blackjack online, si guardavano le serie tv in trepidante attesa senza spoiler.

Viaggio indietro (ma non troppo) nel tempo

La felicità si può trovare nei piccoli gesti quotidiani, che sanno rievocare alla mente i bei tempi andati e i volti delle persone care. Che avevano abitudini spesso completamente diverse dalle nostre. Basta pensare a un gesto semplice come quello della lettura, che i nostri nonni vivevano come un’oasi di relax dove rifugiarsi tra pagine profumate, mentre oggi l’abitudine è quella di archiviare più testi possibile all'interno di un unico dispositivo di lettura portatile.

Non troppo tempo fa - e alcune attività resistono, portando la bandiera degli anni Novanta - si passavano le ore dentro i negozi di film a noleggio, magari con gli amici, per prepararsi a una serata in compagnia. Era il 2013 quando fallì il gigante ‘Blockbuster’ (fondato nel 1985) e prima di allora c’era tutta una fase di studio per organizzare il tempo insieme fatta di comunicazione e dialoghi che oggi si perdono di fronte alle piattaforme (ciascuno ne ha almeno un paio) che sfornano nuovi titoli senza sosta. E per finire, ma l’elenco è lungo e strutturato dai ricordi personali, pensiamo al mondo della scuola: i ‘bigliettini’ microscopici scritti la sera prima della verifica sono un ricordo. E tra i banchi fioriscono, pronti a surclassare i vecchi libri di testo in carta, i tablet multifunzione. Tutto cambia.

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