Consiglio regionale, minuto di silenzio per la neonata morta a Campi: legge sul bullismo, fauna selvatica e diritti per i disabili

Si è riunito oggi, mercoledì 20 novembre, il Consiglio regionale della Toscana. Tra i temi principali affrontati nella seduta troviamo il Tpl, l'approvazione all'unanimità della legge regionale in contrasto a bullismo e cyberbullismo, l'approvazione della legge sulla fauna selvatica, la risoluzione unanime per garantire a ciascuna persona con disabilità e autismo il diritto di avere una vita piena, lo sport come inclusione e infine, l'interrogazione su 'autostrada dell'acqua'.

In consiglio oggi è stato osservato un minuto di silenzio, in ricordo della scomparsa della neonata abbandonata nella borsa a Campi Bisenzio.

Neonata morta abbandonata a Campi Bisenzio, minuto di silenzio in aula

“E’ un fatto drammatico, che ci chiama in causa tutti, qualunque sia stato il percorso che ha portato a una scelta del genere”. Con queste parole la consigliera Monia Monni (Pd) ha chiesto all’aula di osservare un minuto di silenzio a seguito del drammatico episodio della morte di una bimba, abbandonata appena nata in un borsone vicino a una farmacia di Campi Bisenzio.

 “Davanti a un dramma del genere abbiamo perso tutti, è una sconfitta profonda per un atto che evoca una miseria dolente, un quadro desolante; vorrei che il Consiglio regionale testimoniasse la propria vicinanza” ha spiegato la consigliera con voce emozionata.

 L’invito è stato immediatamente accolto dal presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, che ha fatto osservare il raccoglimento. “L’episodio ci invita a riflettere su noi stessi, sulle politiche di inclusione attuate, su come fatti come questi debbano essere evitati” ha detto il presidente. Paolo Sarti (Sì-Toscana a Sinistra) ha sottolineato che “dobbiamo farci molte domande, perché è evidente che si tratta di una tragedia della solitudine, è una tragedia anche per la madre che è stata lasciata sola”.

TPL, Interventi dei consiglieri Pd sulla comunicazione di Ceccarelli: "Aspettiamo la sentenza ma intanto garantiamo il servizio e l’utenza"

"Esprimendo apprezzamento per i contenuti della comunicazione dell’assessore – ha detto il consigliere Pd Nicola Ciolini intervenendo in aula - voglio nel contempo evidenziare che non vi è dubbio che in questo quadro di incertezza vi è una preoccupazione nell’opinione pubblica, tra le aziende e i lavoratori circa la qualità e la continuità del servizio. E’ vero che il pronunciamento del Tar è previsto per il prossimo 4 dicembre, ma è anche vero che bisognerà conoscerne i contenuti e capire se sono immediatamente cogenti. Mentre non si conosce quando ci sarà la sentenza del Consiglio di Stato. In sostanza, sono preoccupato: cosa accadrà dal 1 gennaio 2020 se la sentenza non ci sarà? Si procederà all’atto d’obbligo di mese in mese? Io credo che la giunta regionale dovrebbe riflettere su questo scenario d’incertezza e pensare a un provvedimento che garantisca la certezza del servizio e gli investimenti con un atto che abbia la dura di almeno sei mesi".

"Vorrei ricordare ai colleghi dell’opposizione – ha aggiunto il consigliere Pd Marco Niccolai – i motivi per i quali venne fatta la scelta di una gara unica. Nel 2011, il governo Berlusconi operò tagli pesantissimi nei trasferimenti per il TPL, cosa che mise in discussione l’esistenza stessa del servizio. La Regione intervenne allora con un impegno finanziario straordinario e successivamente, insieme ai Comuni e alle Province, decise di indire la gara. Tutto ciò per garantire il futuro del servizio, dando garanzie ai lavoratori e consentendo nuovi investimenti per un Tpl omogeneo in tutta la Toscana. Questa impostazione, oltre a dare una prospettiva, ci ha consentito di poter intervenire direttamente come Regione anche su situazioni di emergenza, come nelle cosiddette aree marginali. Viste le difficoltà delle Province l'intervento diretto della Regione come sta già avvenendo oggi con questo contratto ponte si è rivelato già oggi determinante per far fronte alle problematiche dei singoli territori".

"Parliamo di un servizio strategico – ha detto la consigliera Ilaria Bugetti – e per questo credo che la cautela sia d’obbligo. Un servizio che riguarda tutti i cittadini e investe il futuro di tanti lavoratori, di aziende storiche per il nostro territorio, aziende che hanno investito tanto. Quando vi furono i tagli del governo Berlusconi, che il collega Niccolai ha ricordato, ero sindaco e decidemmo con gli altri sindaci, la Provincia e la Regione di produrre un atto di responsabilità che fece in modo che i cittadini quasi non si accorsero dei tagli, perché il servizio venne garantito. Oggi, per non smentire quella storia, l’idea di prendere più tempo possibile è di buon senso: per tutelare tutti, in primis le persone che utilizzano il servizio ma anche i dipendenti e le aziende che tanto hanno investito".

"Non vi è dubbio che in questa lunga vicenda – ha detto il capogruppo Leonardo Marras – la Regione ha avuto il merito di mantenere la barra dritta sulle esigenze di fondo: garantire un servizio regionale con maggiori kilometri, quindi più investimenti e integrazione tra le diverse forme di trasporto pubblico locale. Abbiamo dato una prospettiva a un settore che rischiava grosso e dobbiamo avere la coerenza di valutare le cose per come stanno e cioè abbiamo investito e oggi ci auguriamo che questi investimenti vengano completati. Certo, la sentenza del Consiglio di Stato, quando ci sarà, scriverà una pagina del tutto nuova di cui al momento non possiamo conoscere la portata e che potrà anche essere dirompente. Ma quanto abbiamo fatto finora, con la cautela che ha contraddistinto la nostra posizione anche qui in Consiglio, ha dimostrato serietà e senso di responsabilità amministrativa".

Tpl, Fattori (Sì): "Gara unica fallimento, Assessore ci da ragione"

“Abbiamo avversato il processo di  privatizzazione del servizio di trasporto pubblico locale e denunciato per tempo i rischi di una gigantesca gara unica regionale da 4 miliardi di euro, con 5500 lavoratori coinvolti. Abbiamo denunciato l’insensatezza di un ambito territoriale ottimale regionale unico, che è tutto fuorché ottimale, considerate le molte differenze dei nostri territori”, così esordisce in Aula il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra, dopo la comunicazione dell’assessore Ceccarelli sul TPL richiesta dal Consiglio su proposta di Sì Toscana a Sinistra.

“Mi pare ormai evidente che la gara unica si è dimostrata un fallimento. Adesso la Regione si adoperi per assicurare un servizio fondamentale come il trasporto pubblico in tutta la Toscana, malgrado il caos in cui siamo precipitati”, contunua Fattori.

“Giusto un mese fa il Consiglio ha bocciato la proposta di Sì Toscana Sinistra che chiedeva alla Giunta di non procedere all’affidamento definitivo della concessione del TPL ai francesi di Autolinee Toscane, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato. Avevamo infatti scoperto, quasi per caso, un cronoprogramma che avrebbe fatto partire da metà novembre la liquidazione delle attuali 12 società gestrici del TPL. Procedere all’affidamento avrebbe provocato ulteriori ricorsi, danni patrimoniali, gravi problemi per il servizio in caso di sentenza avversa per Autolinee Toscane o in caso di annullamento della gara da parte del Consiglio di Stato”.

“Adesso l’Assessore chiarisce che avevamo ragione noi e si rimangia il suo stesso cronoprogramma, rinviando di trenta giorni il trasferimento di beni mobili e immobili e del personale delle 12 società ad Autolinee Toscane. E chiarisce che occorre attendere la sentenza prima di procedere all’affidamento definitivo, come è logico che sia”, continua Fattori.

“Questo è un passo avanti, ma è anche l’ammissione che evidentemente non andava tutto bene, altrimenti non vi sarebbe stata l’esigenza di modificare il cronoprogramma. Resta però un nodo di fondo, poiché tutti sappiamo che difficilmente la sentenza del Consiglio di Stato giungerà entro dicembre, dunque Ceccarelli sta solo cercando di rinviare la soluzione del problema. Invece è bene ragionare fin da ora di quale sia il piano B, ossia di come garantire il servizio di trasporto pubblico locale a partire da gennaio 2020 in assenza di una sentenza definitiva. Torchiato, l’assessore ci ha risposto che non c’è altra strada, da gennaio, che procedere con obblighi di servizio. Senza dubbio è così, ma è bene ricordare che a questo punto ci ha condotti la mastodontica e insensata gara unica regionale”, ha concluso Fattori.

Disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del bullismo e cyberbullismo: legge regionale approvata all’unanimità

 

Ilaria Giovannetti, prima firmataria (Pd) illustra la normativa: gli interventi in aula

"Questa proposta – ha spiegato Ilaria Giovannetti – nasce proprio dai giovani che, attraverso il Parlamento regionale degli studenti ci hanno posto qualche tempo fa il problema di arrivare a una normativa toscana. C’è stato un lungo lavoro, che ha visto la collaborazione e l’ascolto di esperti, personalità e amministratori. L’obiettivo era quello di allargare il perimetro delle azioni a tutti i luoghi della società dove i ragazzi e le ragazze vivono e si confrontano con la loro realtà. Quindi non solo la scuola, ma anche la pratica sportiva, l’associazionismo e, naturalmente, la rete internet ed il mondo dei social network. L’aspetto più importante di questa proposta – ha aggiunto Giovannetti – è forse quello dell’istituzione del “Comitato regionale per la lotta al bullismo e al cyber bullismo”, che assumerà il compito di elaborare progetti e coordinare le azioni e a cui parteciperanno, oltre agli assessorati ed alle commissioni competenti, l’Istituto degli Innocenti, l’Ufficio scolastico regionale, il Corecom , ANCI toscana ed ANCI giovani, un rappresentante della polizia postale regionale, uno dell’ordine degli psicologi, le associazioni competenti ed alcuni ragazzi del parlamento degli studenti. La legge, inoltre, farà da contenitore per tutti quei progetti che, anche attuati dalla Regione, sono attivi oggi nelle varie realtà e che molto spesso non sono però omogenei, per cercare invece di monitorarli ed estenderli in modo uniforme a tutto il territorio toscano, costruendo una stretta collaborazione tra i componenti del Comitato, i territori e la Regione stessa. Voglio ringraziare – ha concluso Giovannetti – l’assessore Bugli, i presidenti delle commissioni Anselmi e Scaramelli e i ragazzi del Parlamento degli studenti per avermi sostenuto in questo percorso".

Sintesi della legge:

La proposta di legge contiene interventi finalizzati a promuovere azioni di prevenzione e di contrasto al fenomeno del bullismo e del cyberbullismo con particolare riferimento alle scuole, ai luoghi di aggregazione giovanile, anche di ambito sportivo, con l’obiettivo primario di tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica degli studenti e dei loro contesti di vita.

Sono previste quattro tipologie di azioni che la Regione promuove e sostiene: l’attivazione di programmi di formazione per il personale scolastico ed educativo le azioni svolte direttamente tra i minori attraverso la metodologia della educazione tra pari; le azioni  rivolte ai minori e alle famiglie finalizzate all’uso consapevole degli strumenti informatici e della rete internet; le azioni di monitoraggio del fenomeno del bullismo, in tutte le sue manifestazioni, compreso il cyberbullismo e dell’efficacia delle misure di contrasto realizzate. Gli strumenti che consentiranno la realizzazione di queste azioni sono: la realizzazione di campagne di sensibilizzazione e di informazione rivolte agli studenti e alle loro famiglie in ordine alla gravità del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo e delle sue conseguenze; l’organizzazione di corsi di formazione,  rivolti a gruppi di studenti finalizzati alla creazione di occasioni di ascolto e confronto all’interno delle proprie classi in modo da rendere gli studenti veri protagonisti attivi nel percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo; i programmi di formazione per il personale scolastico ed educativo volti all’acquisizione di tecniche pedagogiche e di pratiche educative.

La Regione, inoltre, dovrà promuovere e sostenere protocolli di intesa con i soggetti istituzionali, che a diverso titolo e nei diversi settori della vita sociale, svolgono un ruolo formativo e culturale nei confronti dei minori. Gli interventi regionali di contrasto al cyberbullismo saranno realizzati nell’ambito delle leggi di settore. Gli interventi verranno identificati annualmente attraverso la nota di aggiornamento al DEFR.

Potranno beneficiare dei finanziamenti relativi agli interventi i Comuni, singoli o associati, anche tramite la conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione; il terzo settore; le scuole di ogni ordine e grado, anche tramite la conferenza zonale per l’educazione e l’istruzione;  le aziende del sistema sanitario  regionale;  gli enti di ricerca e le università degli studi.

La proposta di legge prevede anche l’istituzione del “Comitato regionale per la lotta al bullismo e al cyber bullismo”, con funzioni propositive nei confronti della giunta toscana.

Scaramelli (IV): "Giovani attori protagonisti di questa legge, possono contribuire alla loro crescita e delle loro famiglie"

“La vulnerabilità di una ragazza o di un ragazzo può essere lesa anche fra le mura di una cameretta, il luogo privato per eccellenza dei giovani, che, oggi a differenza del passato, non è più un rifugio contro gli atti di bullismo, diventato cyberbullismo. La Regione Toscana con questa legge ha il merito di affrontare un tema delicato e spinoso come questo promuovendo azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyber bullismo. La legge ha particolare attenzione verso la società tutta: le istituzioni, le scuole, i luoghi i aggregazione giovanile, gli ambiti sportivi. I giovani sono gli attori protagonisti di questa legge, possono contribuire in maniera fattiva alla tutela e alla valorizzazione della crescita educativa, sociale e psicologica di loro stessi e delle loro famiglie”. Con queste parole il presidente della Commissione sanità e politiche sociali Stefano Scaramelli, Italia Viva, è intervenuto in Consiglio regionale in merito alla legge approvata oggi all’unanimità.

“La vulnerabilità dei giovani – continua Scaramelli – può trovare risposte nel processo formativo e culturale a cui questa legge darà avvio, anche attraverso la creazione di sportelli pedagogici, un numero verde che sarà attivo a breve e la velocità con cui i ragazzi stessi potranno segnalare atti di bullismo e cyber bullismo a cui assistono. Nelle chat, in rete, nelle squadre sportive, nei centri di aggregazione i ragazzi saranno sentinelle e potranno trovare le istituzioni e le proprie famiglie e istruttori al loro fianco. Ecco perché la legge prevede uno scatto formativo e culturale che coinvolge non solo loro ma anche gli adulti, insegnanti, genitori, allenatori, educatori che devono apprendere come gestire e assumere responsabilità di fronte a questi drammatici episodi che sconvolgono la vita dei giovani. Se il bullismo è sempre esistito oggi forme subdole e dalle quali è impossibile fuggire, quelle legate ai nuovi strumenti di comunicazione, richiedono un’attenzione e una conoscenza maggiore che non può prescindere dall’uso consapevole di questi mezzi”.

Quartini (M5S): "Norma d'azione, comprende le conseguenze e interviene in tempo"

“Abbiamo lavorato duramente sulla struttura della nuova legge sul bullismo. Anche grazie ai nostri emendamenti è adesso – innanzitutto - una norma d’azione, che permette a genitori, insegnanti e agli stessi ragazzi di comprendere le conseguenze del bullismo, a riconoscerlo ed intervenire in tempo.

Oltre a questo, è una legge che struttura il proprio compito di prevenzione e intervento in modo da conoscere bene come si evolva il bullismo, monitorando anche l’efficacia delle misure in atto per contrastarlo. In questo modo, con la collaborazione di tutti i soggetti (dalle scuole alle ASL) avremo la possibilità di essere sempre al passo con i tempi con un fenomeno subdolo, che (soprattutto il cyberbullismo) muta in fretta, e contro il quale si deve essere sempre aggiornati.

Una legge dinamica, vicina ai ragazzi ed a chi cerca di aiutarli, attenta alla realtà e veloce nell’adattarsi con metodi sempre rinnovati. Questo è quello che con le nostre modifiche abbiamo cercato di lasciare in eredità a chi verrà dopo di noi.”

Apprezzamento di tutti i gruppo politici sulla nuova legge. Previsti 50mila euro per il 2019

L’atto, che prevede un finanziamento di 50mila euro entro fine 2019 per promuovere azioni di prevenzione e di contrasto al fenomeno del bullismo e del cyber bullismo, ha l’obiettivo di tutelare e valorizzare la crescita educativa, sociale e psicologica dei ragazzi nei loro contesti di vita.

Il presidente della commissione Sviluppo economico, cultura, istruzione e formazione Gianni Anselmi (Pd) ha rivolto un ringraziamento “ai consiglieri di tutti i gruppi politici che all’interno della commissione, in congiunta con la commissione Sanità, hanno dato un contributo solerte, veloce ed efficiente nel rispetto dei tempi” e anche “per il clima serio, franco e positivo che ha permesso di lavorare sul merito delle cose”. “Si tratta di una proposta di legge voluta dai giovani – ha detto Giovannetti, illustrando l’atto. – La prima bozza fu portata dal Parlamento degli studenti in audizione in commissione Sanità. È stata concepita grazie al lavoro di incontri con tanti soggetti coinvolti: assessorati, Corecom, università, istituto degli Innocenti”. “Il campo di azione della legge è stato esteso dalla scuola ai luoghi di aggregazione giovanile, anche di ambito sportivo, e ai contesti ludici”.

Quattro sono le tipologie di azioni previste che la Regione promuove e sostiene: azioni di sostegno alla genitorialità, volte a fornire gli strumenti pedagogici e educativi ai genitori nel loro compito educativo all’autonomia, al rispetto e alla socialità; azioni svolte tra le persone di minore età con la metodologia dell’educazione tra pari; azioni rivolte alle persone di minore età e alle famiglie per l’uso consapevole degli strumenti informatici e della rete internet; azioni di monitoraggio del fenomeno e dell’efficacia delle misure di contrasto realizzate. Per concretizzare queste azioni, si parla di campagne di sensibilizzazione e di informazione rivolte agli insegnanti, agli studenti e alle loro famiglie; di corsi di formazione per studenti; programmi di formazione per il personale scolastico e educativo. Nell’atto si prevede che a beneficiare dei finanziamenti per questi interventi potranno essere i Comuni singoli o associati, le scuole di ogni ordine e grado, le aziende del sistema sanitario  regionale, gli enti di ricerca e le Università degli studi. Un altro aspetto importante della legge è l’istituzione del Comitato regionale per la lotta al bullismo e al cyber bullismo, il cui compito sarà quello di proporre alla Giunta azioni per il contrasto e la prevenzione di questi fenomeni; collaborerà con gli assessorati regionali competenti e con gli operatori sul territorio alla promozione di iniziative volte alla diffusione della conoscenza delle norme di buon comportamento e di sicurezza in rete; fornirà indirizzi, pareri, informazioni e studi in materia. È previsto, da parte della Regione, il monitoraggio su queste politiche, con l’invio annuale al Consiglio regionale di una relazione. Del Comitato faranno parte: l’assessore competente in materia di diritto alla salute, al welfare e all'integrazione socio-sanitaria; l’assessore competente in materia di istruzione, formazione e lavoro; l’assessore alle infrastrutture informatiche e sicurezza; i presidenti delle commissioni consiliari competenti; il presidente della commissione Pari opportunità; il Garante per l’infanzia e l’adolescenza; il presidente del Corecom; il presidente dell’Istituto degli Innocenti; il presidente dell’ordine degli psicologi della Toscana; un rappresentante designato dal mondo sportivo; un rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale; due rappresentanti, con parità di genere, del Parlamento degli studenti.

“Quando si parla di cyber bullismo, la questione non può essere declinata in maniera banale – ha detto il presidente della commissione Sanità, Stefano Scaramelli – La vulnerabilità di un ragazzo oggi può essere lesa anche nella solitudine della sua camera, il luogo che in passato rappresentava il rifugio da un atto di prevaricazione accaduto sull’autobus, sul campo di calcio, a scuola”. “Oggi la società è chiamata ad affrontare una questione spinosa, l’utilizzo responsabile dei mezzi di comunicazione”. Scaramelli ha ricordato che “sarà attivato un numero verde specifico” attraverso il quale personale professionalmente qualificato del Centro di ascolto regionale garantisce funzione di ascolto, informazione e orientamento ai servizi sociosanitari presenti sul territorio appositamente dedicati. “La base culturale di questa legge – ha concluso Scaramelli – è il rispetto dell’altro, verso cui tendere la mano e mai da prevaricare”.

Apprezzamento per le buone intenzioni della legge arriva dalla Lega. “In Toscana nell’ultimo anno si registra  un aumento di episodi di bullismo e cyber bullismo del 20 per cento – ha detto Luciana Bartolini. – Qualcosa va fatto, altrimenti si rischia la piaga sociale. Occorre però affrontare il problema con politiche educative mirate, personale formato e genitori coinvolti, in particolare nelle scuole dove avvengono la maggior parte degli episodi”.

“Bulli si diventa, non si nasce; e non dobbiamo pensare che la prevenzione si faccia nella scuola – afferma Paolo Sarti  (Sì- Toscana a sinistra). – La scuola non è responsabile”. Sarti si dice soddisfatto del sostegno alla genitorialità, inserito nella legge grazie ad un suo emendamento. “Tutto nasce dal passaggio tra gli zero e i 6/7 anni, quando i genitori devono dare ai figli autonomia, rispetto e socialità. Sostenere la genitorialità significa parlare di prevenzione altrimenti si parla solo di contrasto a bullismo e cyber bullismo”. “Gli interventi saranno difficili, perché si dovrà entrare nelle famiglie e aiutarle a stare in contatto con i giovani”.

“Le mie proposte sono state accolte, soprattutto per quanto riguarda il riferimento alla legge regionale sulle discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. Così è intervenuta Monica Pecori (gruppo Misto), “perché – ha aggiunto - sappiamo bene che fenomeni di bullismo interessano anche queste persone”.

“Finalmente si arriva alla discussione di una proposta di legge – commenta Marco Casucci (Lega) – che segue l’approvazione di una mia mozione del marzo 2017 e una proposta di risoluzione del 2019”. “Un buon inizio – aggiunge – su un argomento delicato, da affrontare insieme con la massima determinazione, anche se i soldi sono ancora pochi”.

Secondo Serena Spinelli (gruppo Misto-Tpt), “la legge prova a creare un meccanismo di connessione” tra agenzie educative, istituzioni, scuola, enti locali”. La speranza della consigliera è che “questa legge, a un certo punto, non serva più”, perché – spiega - “quando ci troviamo a dover monitorare, controllare, prevenire, comprendere e curare significa che molto purtroppo non abbiamo fatto e, allora, siamo già sconfitti in partenza”. “Dobbiamo prendere consapevolezza della solitudine” e “aiutare a costruire le comunità come cooperanti, vive e in grado di farsi carico delle difficoltà”.

Sulla stessa linea l’intervento di Andrea Quartini (M5S). “Condivido le riflessioni di Spinelli, perché quando occorre normare certi comportamenti, in termini sociali e politici abbiamo fallito”. “Il bullismo era più diffuso in passato, oggi abbiamo il fenomeno nuovo, drammatico e incontrollabile del cyber bullismo: basta un clic per rovinarsi, la causa e l’effetto sono immediati, simultanei e irreversibili con conseguenze che spesso si realizzano quando le persone sono adulte”. “È importante intervenire, perché questo fenomeno sfugge al nostro controllo”. Quartini ha espresso apprezzamento per gli emendamenti presentati dal M5S e accolti in legge, soprattutto per il riferimento al sexting (invio di testi o immagini sessualmente esplicite tramite Internet o cellulare, ndr).

“Mi associo a chi ha espresso determinazione nel rendere efficace questa legge - interviene Paolo Marcheschi (FdI). – Va applicata a un fenomeno che dimostra un malessere della nostra società”. “È necessario - ribadisce il consigliere – un uso consapevole dello strumento, ma anche che l’alfabetizzazione venga fatta tra i propri pari. Spesso, infatti, i messaggi dati da genitori o insegnanti restano inascoltati, mentre i messaggi tra ragazzi hanno più efficacia”.

Paolo Marcheschi (Fdi): "Buona legge, ma serve un cambiamento di mentalità"

"Ho espresso perplessità che sia l'ennesima buona legge che facciamo ma che poi non abbiamo le risorse necessarie. La piaga del cyberbullismo non si risolve con una legge ma con buone pratiche di medio e lungo termine. Serve un ribaltamento culturale. Tutti gli enti e associazioni che hanno un ruolo formativo, soprattutto la scuola, devono avere programmi di formazione e per far questo occorrono tempo e risorse –dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi)-  Ho invitato a non focalizzarci sullo strumento, internet, il web, perché il bullismo c'è sempre stato, ma serve un cambiamento radicale di mentalità, un nuovo approccio culturale. Non bisogna andare quindi ad incidere soltanto sui formatori ma sulle famiglie e sugli stessi ragazzi: soprattutto gli adolescenti possono trasmettere ai loro coetanei i giusti comportamenti, convincersi che certi atteggiamenti posso nuocere ad altri ragazzi”.

Legge di contenimento degli Ungulati approvata a maggioranza.

Bezzini (Pd): "Risposta concreta, valorizzato e rafforzato il ruolo prezioso delle polizie provinciali"

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza – a favore i gruppi di maggioranza e Movimento 5 stelle; astenuti Lega, Forza Italia e il consigliere Roberto Salvini del gruppo Misto – la legge che detta disposizioni urgenti per consentire alle province e alla città metropolitana di Firenze di avviare le procedure per il rafforzamento dei corpi di polizia provinciale e velocizzare il contenimento della fauna selvatica, in particolare per ridurre la sempre più frequente presenza di ungulati in ambito urbano.

Soddisfatto il consigliere del Pd in regione Simone Bezzini: “Con questa legge – spiega Bezzini- abbiamo dato ascolto alle sempre più frequenti segnalazioni di ungulati in ambito urbano che rappresentano un potenziale pericolo per l’incolumità delle persone e  abbiamo valorizzato  il ruolo prezioso delle Polizie Provinciali. Un ruolo fondamentale – specifica Bezzini- per la corretta gestione delle problematiche connesse alla fauna selvatica e per tante altre questioni . Con la  legge appena approvata - prosegue il consigliere Bezzini-   introduciamo una specifica procedura per il contenimento degli ungulati sia nei centri abitati che negli insediamenti sparsi e discontinui. Sarà il sindaco che chiederà l’intervento alla Regione  e la parte operativa sarà svolta dalla polizia provinciale che, da questa legge,  esce con un ruolo più forte e definito proprio in relazione alle attività di controllo della fauna selvatica.”  Bezzini ha poi spiegato che al fine di tutelare le produzioni agricole e garantire la tempestività degli interventi, la proposta prevede l’introduzione, sul sistema informativo ARTEA, di una procedura informatizzata per la presentazione da parte degli agricoltori delle richieste di interventi di controllo della fauna selvatica e l’attivazione di un sistema unico da parte delle polizie provinciali finalizzato ad assicurare che gli interventi siano eseguiti non oltre 36 ore dalla richiesta.

L’atto, che è giunto alla discussione dell’aula dopo il passaggio in sede congiunta nelle commissioni Affari istituzionali e Sviluppo economico e rurale, è stato illustrato dal presidente di quest’ultima, Gianni Anselmi (Pd).

Anselmi ha ricordato che la legge, adeguandosi alla normativa nazionale, ridefinisce le funzioni della polizia provinciale e della polizia della città metropolitana di Firenze in materia di attività di controllo e relativamente a quei compiti in materia di caccia e pesca che sono strettamente funzionali alla vigilanza. La proposta prevede, per il triennio 2019-2021, un contributo regionale annuo per sostenere l’attività della polizia provinciale e della polizia della città metropolitana di Firenze. Per l’anno in corso sono previsti due milioni e 380mila euro.

Con la nuova legge si disciplina anche la procedura per il contenimento della presenza ungulati in ambito urbano, un fenomeno in crescita che è responsabile di molti incidenti stradali. Si prevede che il sindaco del Comune, in presenza di ungulati  in ambito urbano, che costituiscono pericolo potenziale per la pubblica incolumità e la sicurezza della circolazione stradale, richieda alla Regione l’attivazione di interventi di controllo, indicando l’area per cui viene richiesto il controllo e i metodi ecologici e le misure deterrenti. Gli interventi di contenimento potranno essere effettuati prioritariamente tramite la cattura, ma si prevede anche il ricorso all’abbattimento. Si prevede inoltre che una quota di capi catturati o abbattuti possa essere destinata ad attività di beneficenza alimentare. Infine, ha sottolineato Anselmi, “viene semplificato l’iter con il quale gli agricoltori possono richiedere interventi tempestivi di controllo della fauna selvatica al fine di tutelare le produzioni ed è prevista una procedura informatizzata presso Artea, con l’obiettivo di garantire, a regime, l’intervento entro 36 ore dalla richiesta”.

“È una proposta di legge che mostra i propri limiti perché non interviene a monte del problema, cioè sul sovrannumero”, ha detto Roberto Salvini (Gruppo misto). Un sovrannumero, secondo il consigliere, “dovuto al fatto che sui due terzi del nostro territorio gli ungulati si riproducono troppo e nessuno li controlla, e poi si muovono sulle altre aree. Perché non si esercita la caccia di selezione? Eppure abbiamo in Toscana 80mila cacciatori e molti hanno seguito i corsi di abilitazione. Se non diminuisce il numero degli animali anche nelle aree protette e si ristabilisce il giusto equilibrio, non si risolverà mai nulla”.

Roberto Biasci (Lega) ha giudicato questo provvedimento “l’ammissione del fallimento degli altri provvedimenti regionali, compresa la cosiddetta legge Remaschi, che non ha prodotto risultati apprezzabili”. “Ogni giorno centinaia di agricoltori vengono gravemente danneggiati – ha detto Biasci – e gli ungulati causano moltissimi incidenti, anche mortali”.

Secondo Leonardo Marras (Pd), invece, “gli strumenti adottati, senza il contributo delle opposizioni che oggi si ergono a paladini, sono buoni e sono buoni i risultati ottenuti”. Il motivo ispiratore della legge, ha proseguito Marras, è quello di fornire strumenti per le aree urbane. E ha ricordato che la Corte costituzionale “ha già massacrato leggi regionali in cui il controllo viene dato ai cacciatori”. “Che cosa succederebbe – ha chiesto – se non fosse più possibile intervenire con i cacciatori ma solo con i vigili provinciali? Sarebbe una catastrofe. Per questo non si può parlare del tema in modo superficiale”.

Stefano Scaramelli (Italia viva) ha ribadito che “è stato fatto un buon lavoro” e che “la legge regionale è stata efficace sul contenimento, e oggi è necessario dare una risposta di fronte a episodi emblematici in cui i cinghiali passeggiano in città. Questa proposta di legge va a migliorare il quadro normativo”. Il consigliere ha poi espresso l’auspicio che, con queste premesse, nei prossimi mesi si lavori al piano faunistico venatorio.

“La ratio di questa legge – ha detto Irene Galletti (M5S) – è risolvere problemi che la Regione ha, a partire dall’inadeguatezza del numero degli agenti di polizia provinciale per le attività loro affidate. Far passare questa legge come una soluzione al sovrannumero degli ungulati è un’esagerazione”. “È dal 2015 – ha aggiunto la consigliera – che denuncio la mancanza del piano faunistico venatorio e sollecito la sua adozione. Serve questo e serve che la Toscana intervenga in Conferenza Stato-Regioni per intervenire sulla normativa nazionale, inadeguata”. “Da diversi mesi si attendeva il rinnovo della convenzione tra Regione Toscana e polizie provinciali per i compiti di coordinamento dell'attività di vigilanza svolta dalle guardie volontarie ittico-venatorie. Le Polizie provinciali da tempo denunciano di essere sotto organico rispetto alle vastità del territorio e dei compiti a loro assegnati. Ma i problemi legati alla fauna selvatica rimangono, e la maggioranza non può vantarsi di averli risolti. La legge regionale infatti non presenta soluzioni, semplicemente eroga più risorse ed una adeguata copertura normativa alla polizia provinciale per svolgere i compiti che la Regione le ha assegnato. Questa legge sottolinea anzi ancora una volta il fallimento della ‘Legge obiettivo’ sul contenimento degli ungulati, che ho più volte denunciato al pari dell'assenza di un piano faunistico venatorio regionale .”

Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) ha spiegato che “il tema di fondo che ci vede d’accordo è il potenziamento, e il conferimento di maggiori fondi, alla polizia provinciale. E questo anche per materie come gli ecoreati”. Fattori ha poi ricordato che all’origine del sovrannumero degli ungulati c’è stato il desiderio dei cacciatori di avere prede a disposizione e di aver introdotto specie più prolifiche di quelle autoctone.

Per Jacopo Alberti (Lega) “i risultati della legge Remaschi sono alla vista di tutti, i cinghiali sono dappertutto. Ed è ovvio se ci sono 80-90mila abbattimenti, ma le nascite sono 120mila; le aziende agricole stanno chiudendo anche perché la Regione paga male e in ritardo i danni. Il problema non sono i cacciatori, che anzi devono essere coinvolti fattivamente”.

Maurizio Marchetti (Forza Italia) ha annunciato voto di astensione “che vuole essere un segnale positivo, perché credo che il provvedimento abbia una sua logica, ma quello che è stato fatto per combattere gli ungulati non è sufficiente, i numeri sono preoccupanti”. Per questo, ha concluso il consigliere, “ci aspettiamo altri provvedimenti”.

Anche Marco Casucci (Lega) ha insistito sul fatto che “la legge Remaschi non ha fatto quello che era necessario. Se la Toscana è una delle regioni con il maggior numero di ungulati di Europa un motivo c’è”. “La nostra è un’astensione critica – ha spiegato ancora il consigliere – affinché non si continuino a perdere le occasioni e si coinvolgano le categorie interessate”.

L’aula ha anche approvato a maggioranza due mozioni legate alla proposta di legge. La prima, firmata e illustrata da Leonardo Marras (Pd), impegna la Giunta, tra le altre cose, a monitorare e verificare l’attuazione di quanto previsto nel protocollo d’intesa tra Regione, Unione delle province e Città metropolitana di Firenze per il rafforzamento delle funzioni di polizia provinciale nelle materie di caccia e pesca e nella proposta di legge in oggetto.

La seconda, illustrata dal primo firmatario Marco Niccolai (Pd) e firmata anche da Leonardo Marras, Gianni Anselmi, Andrea Pieroni, Simone Bezzini, Lucia De Robertis (Pd), impegna la Giunta a valutare anche l’adozione di una legge per il controllo, nelle aree urbane, di piccoli volatili quali piccioni, storni e tortore.

Caccia, approvato emendamento sugli istituti venatori privati. Marras (PD): “Saranno autorizzate le richieste precedenti al regolamento 2017”

Approvato un emendamento alla legge regionale numero 3, la cosiddetta “legge sulla caccia”, che consente di autorizzare le richieste degli istituti venatori privati pervenute prima dell’entrata in vigore del regolamento regionale del 2017.

“È una piccola finestra – spiega Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana – che consente, in alcune province, di dare risposte che altrimenti resterebbero sospese ancora per molto tempo, ossia fino all’approvazione del nuovo piano regionale”. Precisa ancora: “Saranno comunque escluse tutte le richieste, anche di ampliamento, degli istituti esistenti pervenute successivamente a tale periodo per garantire che la futura programmazione possa essere più libera e aperta possibile”.

 

Marchetti (Fi): "Ci asteniamo, questo atto deve essere l'inizio di un percorso"

"La Toscana conta una popolazione di ungulati censita in 400mila capi. Noi non abbiamo la palla di vetro per poter essere certi se la legge con cui alle polizie provinciali sono attribuite competenze di contrasto agli ungulati in aree urbane sarà efficace, siamo però certi che quanto fatto finora non lo è stato. Come Forza Italia ci asteniamo, dunque, come gesto di fiducia verso quello che confidiamo essere un primo passo. Ma devono seguire interventi più incisivi, anche con il coinvolgimento del mondo venatorio": così il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti, intervenuto poco fa in aula con dichiarazione di voto rispetto alla proposta di legge 412 Disposizioni urgenti per il rafforzamento delle funzioni della polizia provinciale e della polizia della città metropolitana di Firenze e per il contenimento degli ungulati in aree urbane.

"La situazione riveste veramente carattere emergenziale", ha osservato Marchetti. "Se questo provvedimento sarà utile non lo so – ha proseguito – ma di certo so che non lo sono stati quelli assunti finora. Piccole e poche cose, evidentemente insufficienti se ormai le prime vendemmie dei nostri vitigni sono appannaggio dei caprioli, i cinghiali si fanno il bagno nelle piscine dei nostri agriturismi e grufolano devastando i nostri campi a coltura, compromettendo interi raccolti. A questo la Regione non è stata fin qui in grado di opporre azioni di governo efficaci, e questo è sotto gli occhi di tutti".

"Ho sorriso quando l’altra domenica è stata salutata come un successo l’operazione di chiusura dell’autostrada Firenze Mare per la cattura di 16 caprioli su 400mila capi. Diamo atto che si prova a fare qualcosa, ma non in maniera risolutiva. Ad esempio – indica Marchetti – a mio avviso è necessario il coinvolgimento dei cacciatori per interventi più massicci e capillari sul territorio. Ci aspettiamo che si proceda anche in questo senso. Per ora ci asteniamo perché vogliamo prendere questo atto come l’inizio di un percorso".

Gabriele Bianchi (M5S): “Apprezziamo la proposta di legge che dà il via ad un coordinamento per la gestione del fenomeno degli ungulati che in Toscana arrivano fin dentro i centri abitati”.

Lo ha detto il consigliere Gabriele Bianchi durante la seduta del Consiglio regionale in merito all’esame e alla disposizione del rafforzamento delle funzioni della polizia provinciale e della polizia della città metropolitana di Firenze in materia di contenimento del ungulati nelle aree cittadine attraverso modifiche alla Legge Regionale 3/2014 e la 22/2015. Modifiche che aumentano le risorse e danno supporto alla gestione della fauna venatoria col coordinamento tra polizia provinciale e guardie venatorie volontarie, affidato alle singole province e alle città metropolitane.

“Non è una proposta risolutiva, ma un primo passo per correggere anche la pianificazione faunistico venatoria assente dal 2015, da quando le competenze in materia di caccia dalle province sono passate alla regione- spiega Bianchi. Nella disposizione si ridà dignità anche all’articolo 37 della legge 3/94 sulla caccia Toscana che riguarda le segnalazioni. Adesso il metodo è stato finalmente accelerato diventando digitale, non ci sono più moduli cartacei da riempire in caso di emergenza segnalazione presenza di ungulati”.

Secondo Bianchi resta ancora molto da migliorare e risolvere la questione abbattimento. “Ci siamo astenuti sulla parte dove si danno le disposizioni per la cattura dell’abbattimento e riteniamo che deliberare troppe autorizzazioni o troppe tipologie delle stesse in mancanza di una pianificazione, ci preoccupa” -ha commentato. Sappiamo bene e non sono nel territorio toscano quante vittime ci sono state non vogliamo il Far West. Occorre competenza e cura nel proteggere il nostro territorio”.

Altro tema di rilievo è stato quello legato alla produzione di canapa e commercializzazione dei suoi derivati. A seguito delle polemiche sorte negli ultimi mesi dopo le decisioni sul piano nazionale del precedente governo, il Movimento 5 Stelle regionale, in linea con i propri parlamentari e i portavoce delle atre regioni ha deciso di condividere un’unica mozione in materia. “La nostra mozione vuole impegnare il governo a modificare la Legge 309, il testo unico in materia di  disciplina degli stupefacenti, per togliere alcuni prodotti ritenuti non droganti e la Legge 242, quella che consente la coltivazione delle specie iscritte nell’elenco comune delle varietà arbicole, per quanto riguarda commercializzazione, gestione e produzione dei prodotti derivati dalla filiera della canapa”- spiega Bianchi.

Frutto di un lavoro di condivisione e considerati i ritardi e la scarsa chiarezza del governo, la mozione vuole prima di tutto dare forza alle imprese agricole e a tutta la filiera: “La discussione su un comparto già vasto e con enormi potenzialità a livello europeo e internazionale non può essere ridotto alla polemica sul negoziato che vende derivati della Canapa”.

Disabilità e autismo, approvata all'unanimità la risoluzione

Il Consiglio regionale ha approvato con voto unanime una risoluzione per garantire a ciascuna persona con disabilità e autismo il diritto di avere una vita piena, autodeterminata e libera. Un obbiettivo perseguibile ricercando sistematicamente l’inclusione sociale e la partecipazione, evitando soluzioni che portino la persona ad allontanarsi da esse. Per questo si impegna la Giunta ad “avviare su tutto il territorio regionale la predisposizione dei progetti individuali per le persone con disabilità”, compreso l’autismo, “così come previsto dalla legge”, e ad “intervenire con le Asl e le articolazioni socio-sanitarie territoriali per la piena applicazione della delibera di Giunta n. 1449/2017”, relativamente al “percorso di attuazione del modello regionale di presa in carico della persona con disabilità”. Presa in carico che prevede la definizione del progetto di vita e del budget salute. Quest’ultima indicazione serve a “dare il segno di un reale cambiamento culturale in merito al concetto di ‘progetto individuale di vita’ quale prodotto di un processo di diagnosi multidimensionale, valutazione e programmazione condivisa” che è necessario a promuovere “tutte le opportunità di formazione, abilitazione, apprendimento, partecipazione delle persone con disabilità e autismo”, in ogni fase della vita e in ogni situazione (dalla scuola all’età adulta). Solo attraverso questo percorso, infatti, si può “consentire loro di utilizzare pienamente le risorse culturali e sociali della comunità” e di inserirsi in processi lavorativi, accedere a soluzioni abitative inclusive e non “custodialistiche” e sostenere e potenziare la rete delle loro “relazioni personali e affettive” ed esprimere i loro “talenti, preferenze e desideri”.

Alla Giunta si chiede anche di impegnare i soggetti pubblici del sistema (Asl, Comuni, Società della salute) a concertare progetti di formazione e occupazione con le organizzazioni del terzo settore, le istituzioni scolastiche, agenzie formative, Università e categorie economiche; a promuovere e sostenere progetti abitativi inclusivi; a monitorare, con il supporto dell’Ars e del suo Osservatorio dell’Autismo, “la qualità e i risultati dei percorsi abilitativi, riabilitativi e terapeutici”, mantenendo un costante confronto con le associazioni e le famiglie.

Non è un risultato di arrivo. Questo atto è un punto di partenza. Vorrei che ciascuno di noi si sentisse corresponsabile della sua attuazione nei propri territori. Fuori le bandiere dei partiti, dentro la responsabilità personale. Così Stefano Scaramelli (Italia Viva), presidente della commissione Sanità, ha concluso la sua breve relazione introduttiva alla risoluzione, nata in seguito ad una manifestazione che ha visto sfilare per le vie di Firenze oltre 1500 persone. Volevamo dare una risposta alle persone che convivono con lautismo  ha affermato  Una disabilità che rappresenta un ostacolo al vivere sogni, emozioni, desideri e realizzare il proprio percorso di vita. Volevamo, insieme alle associazioni, dare una risposta per ridurre questo ostacolo, con percorsi individualizzati, in un processo di autodeterminazione. Non vogliamo istituire percorsi riabilitativi nei territori, ma abilitativi, cioè misurandosi, come istituzioni toscane, per consentire di migliorare la qualità della loro vita.

Questa risoluzione non risolve il problema, ma vuole ribadire un concetto, che questa Regione ha il dovere ma anche il diritto, per quello che ha fatto in questi anni, di ribadire  ha affermato Serena Spinelli (Misto) - Al centro ci sono le persone, con le loro caratteristiche e le loro fragilità, e la comunità tutta ha un unico obbiettivo: provare a capire che cosa vogliono fare della loro vita e fare di tutto perché non ci siano scelte fatte contro di loro, o fatte sopra di loro, perché non sappiamo ascoltarli. È difficile, perché parlano un linguaggio che non è il nostro abituale. Se, però, non lo fa la Toscana, se non proviamo a farlo noi a che serviamo?.

È un passaggio molto importante. Sta dando la giusta attenzione a questi temi, in modo anche umile  ha aggiunto Leonardo Marras (Pd)   Non è un atto formale quello che facciamo, dopo aver ascoltato chi rappresenta questo mondo, i genitori in primo. In generale, cè un senso di disarmo, a volte, perché non capiamo fino in fondo di cosa cè bisogno. Come possiamo, cioè, costruire un sistema  di protezione  sociale, che non dia risposte standardizzate.

Cè un cambiamento di paradigma  - ha sottolineato Andrea Quartini (M5S) -  Le persone con disabilità vogliono essere chiamate persone con disabilità, perché è così che a queste persone si riconosce un pieno diritto di cittadinanza, un diritto fondamentale delluomo.

Sono orgoglioso di aver inserito il budget di salute  ha rilevato Paolo Sarti  (Sì-Toscana a sinistra)  E linsieme delle risorse (economiche, strumentali, professionali, umane) necessario per fare tutto questo.

Se non ci pensa la politica, chi ci pensa?  si è chiesto Jacopo Alberti (Lega), annunciando il voto favorevole sulla risoluzione.

Capirossi (Pd): “Regione incentivi pubblicità su fondi per interventi sull’impiantistica sportiva”

Pubblicizzare in modo capillare l’opportunità per Enti locali ed istituti scolastici e universitari di partecipare ai bandi volti ad assegnare fondi appositamente stanziati in materia di sostegno a interventi nell'ambito dell'Impiantistica sportiva, valutare, in relazione alle disponibilità di bilancio, la possibilità di implementare questi fondi per incentivare lo sport per tutti nell’area della disabilità come sta facendo il centro "Stefano Borgonovo" a Figline e Incisa Valdarno. È quanto chiede Fiammetta Capirossi, consigliera regionale Pd, con la mozione In merito a Sport e Disabilità, portata avanti insieme al collega Quartini del Movimento 5 Stelle.

“Quando è stata presentata la mozione dal collega eravamo partiti per bocciarla perché l’invasione nell’autonomia comunale era veramente eccessiva. Visto l’importanza che l’associazione svolge per un’intera area e avendo ascoltato l’amministrazione comunale che aveva già investito oltre 200.000 euro nell’impianto per interventi volti a migliorarne la fruibilità. Ricordiamolo, un impianto che accoglie per i loro allenamenti di tennis 16 ragazzi disabili con le loro sedie a rotelle e per questo è centro di riferimento dell’intera provincia ed oltre. Alla luce di tutto questo, abbiamo lavorato insieme e tirato fuori una mozione che pone al centro l’importanza di questi impianti sia per il valore sociale che sportivo. Un esempio concreto che quando si lavora su cose reali e c’è la volontà di mettere al centro i problemi dei cittadini, in questo caso dei cittadini disabili, si possono ottenere risultati importanti per il bene comune di tutta la comunità. Ora l’auspicio è che la Fun Tennis A.S.D. che gestisce il Centro Sportivo “Stefano Borgonovo” possa presto fare i suoi allenamenti invernali in un campo coperto e che si moltiplichino per la toscana esempi come quello di Figline e Incisa Valdarno.

Sostegni (Pd), “Si rimette al centro la persona, con progetti di vita per sviluppare bisogni e aspirazioni”

"Il senso di questa risoluzione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale è che l’autismo e la disabilità non sono le caratteristiche di una persona ma degli ostacoli, e come tali vanno rimossi".

A dirlo è il consigliere regionale Enrico Sostegni (Pd), membro della commissione Sanità, che ha curato la redazione della risoluzione approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale assieme ai colleghi Paolo Sarti e Serena Spinelli.

Per Sostegni, assente al dibattito in aula a causa di un sopralluogo con il presidente Rossi nell’Empolese Valdelsa sui luoghi colpiti dal maltempo dei giorni scorsi, «si rimette insomma al centro la persona, affermando il diritto di ciascuno ad avere una vita piena, autodeterminata e libera».

«Ma con questo atto – prosegue il consigliere – siamo voluti andare oltre le dichiarazioni formali e di intenti e lo abbiamo fatto anche grazie alla collaborazione ed al confronto con le associazioni regionali che si occupano di autismo, composte soprattutto da genitori, che hanno sollecitato la risoluzione e vi hanno dato un contributo fondamentale. Ci sono impegni concreti, come l’avvio su tutto il territorio regionale alla predisposizione dei progetti individuali per le persone con disabilità e la piena applicazione della delibera 1449 del 2017, che prevede l’attuazione del “Progetto di vita”, ovvero un percorso che accompagna la persona in tutto il suo ciclo di vita, seguendone la modificazione dei bisogni e delle aspirazioni nelle diverse fasce di età e consentendogli di utilizzare pienamente le risorse della comunità. Ciò dovrà avvenire attraverso l’accesso a percorsi lavorativi idonei e a soluzioni abitative inclusive, ma anche alla possibilità di sviluppare la rete delle relazioni personali e affettive e di esprimere il talento e le proprie aspirazioni. Il tutto – conclude Sostegni –passerà attraverso il coinvolgimento concreto delle Asl, delle Società della salute e dei Comuni».

Sport, Quartini (M5S): "Promuovere l'accessibilità per tutti"

“Promuovere l’accessibilità allo sport e comunque ad attività ricreative alle persone con disabilità deve implicare un impegno perché l’accesso sia semplice ed effettivo, per non rimanere – come spesso accade – una bella formula vuota. Socializzare, integrarsi, sono passi già di per sé difficili, che divengono sogni irrealizzabili se non è possibile accedere liberamente, come chiunque, senza vincoli, senza dover preavvisare, ai luoghi dove questo deve avvenire. Nessuna barriera, e condizioni positive di accesso, un invito a partecipare, e non moduli complessi da riempire. L’unico modo perché la promessa divenga realtà è finanziare tutti gli interventi necessari negli impianti sportivi. La nostra mozione vuole che questo divenga la regola: nel Centro Sportivo “Borgonovo” come in tutti gli altri luoghi che ne abbiano bisogno.”

Mozione di Quartini (M5S) e Capirossi (Pd): "Implementare i fondi per incentivare lo sport per tutti nell'area della disabilità"

La Giunta deve pubblicizzare “in modo capillare la possibilità, per Enti locali e istituti scolastici e universitari, di partecipare ai bandi”, che vengono promossi dall’assessorato alla Salute, sulla base del Piano regionale per lo sport, con la finalità di sostenere interventi nell’ambito dell’impiantistica sportiva che prevedano la messa a norma e/o l’abbattimento delle barriere architettoniche. Alla Giunta deve inoltre valutare “in relazione alle disponibilità di bilancio, la possibilità di implementare i fondi per incentivare lo sport per tutti nell’area della disabilità”. Sono i due punti dell’impegnativa contenuti nella mozione su sport e disabilità presentata dai consiglieri Andrea Quartini (M5S) e Fiammetta Capirossi (Pd) che il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità.

Nella narrativa dell’atto di indirizzo, i proponenti ricordano che l’Osservatorio sociale regionale sulla disabilità già nel 2016 indicava che “lo sport rappresenta un importante elemento socializzante e integrante nel percorso di vita e riabilitativo di una persona con disabilità” e citano come esperienza positiva quella Centro sportivo “Stefano Borgonovo”, di proprietà dell’amministrazione comunale di Figline e Incisa Valdarno e gestita dall’Associazione Fun Tennis Asd, nata per garantire il tennis per tutti, anche per chi si muove su sedia a rotelle.

Il passaggio del testo in commissione ha permesso di valorizzare linvestimento di 200mila euro fatto dal Comune  ha sottolineato Andrea Quartini (M5S)  Il centro sportivo Stefano Borgonovo è un punto di riferimento per le province di Arezzo, Siena, Firenze.

Quando la politica si confronta con i problemi reali e si mette dimpegno  ha affermato Fiammetta Capirossi (Pd),  la soluzione si trova, e non a vantaggio della politica, ma dei cittadini, in questo caso di cittadini disabili.

Jacopo Alberti (Lega) ha annunciato il voto favorevole del gruppo sulla mozione.

Interrogazione in aula su crisi idrica e 'autostrada dell'acqua"

L'assessore Federica Fratoni risponde a Pecori (Gruppo misto-Tpt) e Tommaso Fattori (Sì)

Un’interrogazione in merito alla crisi idrica in Toscana e al progetto dell’“autostrada dell’acqua” è stata presentata dai consiglieri regionali Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt) e Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra). Nell’atto si ricorda che l’assessore regionale all’Ambiente, Federica Fratoni, aveva garantito che una risposta strutturale al problema della crisi idrica sarebbe arrivata con l’intervento denominato “autostrada dell’acqua” della Lunigiana e della Versilia, fino all’interconnessione con i sistemi livornesi e pisani, ma che non ci sono notizie a riguardo. Da qui la domanda su quale sia lo stato di avanzamento del progetto denominato “autostrada dell’acqua”, se il bando di gara di Gaia per l’acquedotto di Fosdinovo sia riconducibile al progetto e, se sì, sulla base di quale documentazione si possa fare tale affermazione.

Partendo dall’espressione “autostrada dell’acqua”, l’assessore Fratoni ha ricordato che l’intervento ha come obiettivo di “individuare la maggiore quantità possibile di risorse idriche disponibili per l’approvvigionamento delle varie aree servite, e interconnetterle tra loro”. “Ad oggi l’intervento non è finanziato”, ha sottolineato l’assessore, anche se Gaia sta portando avanti alcune misure in area Apuo-versiliese e nella Lunigiana.

“Ringrazio per la risposta, ma non sono soddisfatta”, ha dichiarato Monica Pecori: “Rimane il dubbio che l’autostrada dell’acqua possa stravolgere la proposta di legge del gruppo Sì-Toscana a Sinistra e da me sottoscritta, che garantisce l’approvvigionamento per bacino idrografico”.

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