
Una riflessione sulla sicurezza stradale e sull’istituto della ‘messa alla prova’. È questo il progetto di ‘giustizia di comunità’ promosso dall’associazione “Gabriele Borgogni” che si svolgerà lunedì 25 novembre, a partire dalle 8.30, nell’Auditorium di palazzo del Pegaso (via Cavour 4).
Nel corso della giornata saranno illustrati i contenuti dell’iniziativa ‘Mettiamoci alla prova’, nata in collaborazione con l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna (Uiepe) e polizia municipale di Firenze per stimolare una riflessione sulla normativa che consente, su richiesta dell’imputato, la sospensione del procedimento penale per i reati di minore allarme sociale.
Ricco il parterre dei partecipanti tra cui il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, il sindaco, il prefetto e il questore di Firenze rispettivamente Dario Nardella, Laura Lega e Armando Nanei, il direttore Uiepe di Toscana e Umbria Salvatore Nasca, la presidente dell’associazione promotrice dell’iniziativa Valentina Borgogni.
Tra gli interventi in programma, un focus su ‘Codice della strada e messa alla prova: lettura comparata delle norme’ a cura del giudice del Tribunale di Firenze Marco Bouchard e dell’avvocato del Foro di Firenze Annalisa Parenti. Seguirà la presentazione del progetto. Le conclusioni saranno affidate al direttore generale per l’esecuzione penale esterna e messa alla prova Lucia Castellano.
L’associazione Borgogni nasce in seguito all'omicidio stradale di Gabriele, ucciso da un uomo che, in stato di ebbrezza, non ha rispettato il semaforo rosso. Fondata dalla sorella Valentina Borgogni fornisce, a tutti coloro che sono stati vittime di un incidente stradale, assistenza legale, medica e riabilitativa. La Onlus svolge da oltre dieci anni l’attività di educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado, in collaborazione con le Istituzioni locali e nazionali. Insieme ad altre due associazioni ha contribuito a realizzare la prima bozza della Legge sull'omicidio stradale. Da qualche anno si costituisce inoltre parte civile in molti processi, al fianco di tanti genitori in tutta Italia che hanno perso i loro figli. Nel 2015 ha fatto creare in Toscana l'osservatorio regionale sulla sicurezza stradale, che ogni anno mette in piedi progetti e iniziative sul tema.
Fonte: Consiglio Regionale della Toscana - Ufficio stampa
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