SySTEMiC, al via il progetto UniFi sul cambiamento climatico

Più elevata è la variabilità genetica degli alberi di una foresta, maggiore è la capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. Su questo presupposto si basa il progetto SySTEMiC, finanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma LIFE e coordinato dal Dipartimento di Scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze, che si occuperà di sviluppare strumenti di supporto alla gestione sostenibile delle foreste per preservare la resilienza delle foreste.

Il progetto prenderà il via con la conferenza di lancio, in programma lunedì 25 novembre, alle ore 11, nell'Aula Magna della Scuola di Agraria (piazzale delle Cascine, 18), nell’ambito della quale saranno presentati gli obiettivi, le azioni e i risultati attesi.

“L’influenza del cambiamento climatico sulle foreste è ormai accertata e i suoi effetti sono visibili anche sulle foreste europee - spiega Donatella Paffetti, docente di Genetica agraria Unifi e coordinatrice del progetto -. Nell’area mediterranea l’innalzamento delle temperature e la maggiore frequenza di eventi estremi come le tempeste di vento, le ondate di calore e i periodi siccitosi prolungati rappresentano una minaccia per le formazioni boschive e pongono nuove sfide per la gestione sostenibile delle risorse forestali”.

Al progetto partecipano, oltre all’unità del DAGRI - che ha ricevuto un finanziamento pari a 484mila euro - il Parco Regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, l’Unione dei Comuni Montani del Casentino, D.R.E.AM. Italia, l’Istituto Forestale Sloveno, il Servizio Forestale Sloveno e l’Istituto di Ricerche Forestali Croato .

Il progetto prenderà in esame diverse specie arboree: faggio, abete bianco, querce e pini, con l’obiettivo di individuare metodi di gestione sostenibile, capaci di mantenere livelli elevati di variabilità genetica nei popolamenti forestali. Il progetto coinvolgerà anche gli stakeholder - come enti di ricerca, enti gestori o accreditati per la certificazione forestale - per diffondere la conoscenza e l’impiego dei metodi studiati.

Fonte: Università di Firenze - Ufficio stampa



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