Tabù e ragazzi di via XX Settembre: 50 anni di musica, teatro e solidarietà

"Ma come passa il tempo dai 20 anni in poi", cantano Maurizio Vandelli, i Dik Dik, Equipe '84 ed i Camaleonti nella famosa canzone che potrebbe essere la colonna sonora di 50 anni insieme e che, non a caso, è passata durante uno dei loro spettacoli. Sì perchè è dal lontano 1969 che i Tabù sono insieme, 50 lunghi anni di musica, beneficenza e, soprattutto, amicizia, l'unico collante che consente di fregarsene del trascorrere del tempo. Il traguardo sarà festeggiato domani (sabato) alle 21.30 alla Casa del Popolo del Pozzale in una serata a metà fra la musica ed il teatro, piena di ricordi, aneddoti, risate, ore passate insieme.
E allora riavvolgiamolo questo nastro tornando ad una Empoli che fu ed alla cantina di casa Pelagotti in via XX settembre, dove questo complesso suona le prime note. Tempi nei quali non ci si ritrovava in chat sui social, ma dal vivo per stare insieme. Poteva essere un bar, l'angolo di una strada, la casa di qualcuno o, appunto, una cantina. Ecco quindi che i Tabù diventano il fulcro di un gruppo di amici che, da lì a qualche anno, si sdoppieranno nei 'Ragazzi di via XX settembre' e che, ancora oggi, sono insieme a divertirsi e ad ascoltare quella musica anche se, come dice scherzosamente una di loro, "alla fine suonano sempre le stesse cose da 50 anni". Fanno parte del gruppo i padroni di casa Mario Pelagotti col fratello Francesco, poi Claudio Becarelli, Domenico Fantò, Andrea Mostardini, nomi a cui si aggiungono nel tempo Franco Carboncini, Giuseppe Gambassi e Marinella Marcacci.
Dalla cantina si passa alle prime feste allo Shalom, alla casa di riposo, al centro disabili di Cerbaiola fino a che il mitico Don Nello non concede uno spazio alla Madonnina del Grappa per fare le prove. Ecco il gran debutto al Pg, addirittura con un complesso statunitense e sin da subito il gruppo misto Tabù-Amici di via XX settembre (quest'ultimo nato anni dopo) mostra una caratteristica che ha ancora oggi, il fare sempre tutto non solo per divertimento ma anche per un fine più alto: raccogliere soldi da donare a chi ha bisogno. Il mix è fra la musica, le immancabili gambe sotto al tavolo ed il teatro, perchè gli Amici di via XX settembre decidono col tempo di salire sul palco con spettacoli scritti in proprio: 'La locanda di nonna Angiolina', 'Il paradiso ha da attendere', 'Viva Maria'. Le prove sono dopocena dalle Suore Domenicane, gli spettacoli allo Shalom o al Momento: è sempre un successo, una straordinaria autoironia, tante risate e, soprattutto, soldi da devolvere perchè, per trovare un biglietto, serve la raccomandazione.
"Al 2011 solo con gli spettacoli teatrali avevamo devoluto più di 25 mila euro a varie associazioni - spiegano - dal 1993 al 2015 abbiamo fatto sempre la pizzata e devoluto il ricavato a padre Diodato in Bolivia ed ai suoi bimbi da sfamare e far studiare. Credo che in totale, in tutti questi anni, abbiamo donato più di 150 mila euro, senza considerare che, con la collaborazione dell'Empoli calcio, vennero anche consegnate a Gino Strada per i bambini afghani tute, palloni e borse". Il tutto senza dimenticare Astro, l'ospedale Stella Maris di Calambrone, gli sfollati per lo Tsunami in Sri-Lanka, il Burundi e tanti altri progetti in giro per il mondo. Pur di aiutare va bene tutto: una pizzata, una cena alla Bartola, un concerto, il teatro. Mai un euro in tasca, tutto alla luce del sole, conta solo stare insieme, divertirsi e tendere la mano a chi ha bisogno. Dopo ogni spettacolo c'è sempre il classico "quest'anno basta, si smette" fino a che qualcuno non ne propone un altro e, fra una brontolata ed un "via giù, basta che sia l'ultimo", si riparte per una nuova avventura.
Alla prossima, in programma appunto domani, non potevano sfuggire, una serata a metà fra musica a teatro per ricordare 50 splendidi anni di vita, amicizia e solidarietà. Sempre lì, sempre insieme in barba al "tempo che se ne frega e passa su di noi". Buon compleanno.

Marco Mainardi

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