La storia recente della scultura, approfondimento con la Fondazione Marino Marini


La Fondazione Marino Marini di Pistoia organizza nella prestigiosa sede di Palazzo Buontalenti, a Pistoia, una due giorni volta ad offrire un’occasione di approfondimento e un tavolo di confronto sulla storia della scultura della seconda metà del ventesimo secolo, legata nello specifico allo stile e alle tecniche utilizzate per la realizzazione delle opere scultoree in ferro e in bronzo.

L’iniziativa si terrà martedì 3 e mercoledì 4 dicembre nella sede storica della Fondazione Pistoia Musei (Palazzo Buontalenti, Via de’ Rossi 7 Pistoia), e nasce per iniziativa di Barbara Cinelli del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi Roma Tre in collaborazione con Stefania Agnoletti, Opificio delle Pietre Dure, Luciano Pensabene Buemi, Collezione Peggy Guggenheim.

L’obiettivo è quello di offrire un primo contributo per avviare un percorso di ricerca che integri nello studio della scultura la considerazione delle tecniche come parte inscindibile del linguaggio visivo dell’artista.

Le sculture in bronzo di Marino Marini, attentamente studiate durante i lavori per la mostra Passioni visive (Pistoia/Venezia, 2018/2019, a cura di Barbara Cinelli e Flavio Fergonzi) sono caratterizzate da una attenta ricerca degli effetti di superficie, attraverso tecniche complesse arricchite dall’uso di pigmenti, che non hanno finora ricevuto una adeguata attenzione nella loro significativa connessione con gli esiti stilistici ottenuti dallo scultore. Questa considerazione ha sollecitato una riflessione sulla necessità di colmare la separazione tra l’analisi dei linguaggi formali, troppo spesso privilegiata nei contributi sulla scultura contemporanea, ed i caratteri peculiari ai procedimenti tecnici, che viceversa segnano profondamente il rapporto tra l’artista e la sua opera.

Attraverso la discussione di casi concreti, offerti da restauri recenti di opere in ferro e bronzo, di Marino Marini e di altri artisti internazionali del secondo Novecento, - spiega Barbara Cinelli - l’intento è quello di privilegiare competenze finora ritenute separate dalla ricostruzione dello stile, e per le quali vogliamo invece rivendicare un ruolo di insostituibile supporto alla storia della scultura. I relatori coinvolti infatti sono restauratori, esperti di tecniche diagnostiche, collaboratori di fonderie, mentre agli storici dell’arte riserveremo la posizione di discussants attivi”.

“Partendo dalle sculture in bronzo di Marino Marini, mai fino ad ora attentamente indagate – specifica la direttrice del Museo Marino Marini Maria Teresa Tosi - si è giunti all’idea di progettare alcune giornate di studio per approfondire la tecnica scultorea usata da Marino Marini ampliandone l’indagine ad altri artisti del secondo dopoguerra. Questo studio sarà di grande aiuto al lavoro che la commissione scientifica della Fondazione svolge da anni per la tutela delle opere di Marino, visionando di volta in volta le opere che vengono presentate per il rilascio di un certificato di autentica”.

Laura Speranza, responsabile del settore bronzo dell’Opificio delle Pietre dure, e Stefania Agnoletti, restauratrice dell’Opificio delle Pietre dure, rilevano l’unicità dell’evento che offre un confronto e un percorso di studi e ricerca mai analizzato nel rapporto tra tecnica e stile nelle sculture di bronzo e ferro della seconda metà del Novecento.

“Un progetto interessantissimo - aggiunge Laura Speranza - in cui ha dato un contributo importante l’Opificio, nel ruolo di partner dell’iniziativa, la nostra è una realtà che si occupa di restauro che fa ricerca e formazione e ha messo in campo, anche evento che ha un rilievo inedito, aperto a studiosi ed esperti del settore, competenze e professionalità altamente qualificate. Per comprendere l’identità storico-artistica di un’opera è fondamentale entrare nel merito dei materiali esecutivi. Si parla di scultura del secondo Novecento, un argomento poco studiato e di grande stimolo per noi nel campo dell’operatività. Gli artisti di oggi sperimentano e mettono insieme materiali, anche non compatibili fra loro, e la sfida di restaurare questo tipo di opera è un’operazione complessa che invita ad un studio accurato. Sarà un confronto utile a comprendere come un’opera si realizza e di quali materiali è composta, un aspetto scientifico necessario a leggere gli aspetti formali”.

La formula prevista è infatti quella di un seminario che possa indicare vie di sviluppo al tema che ci interessa, piuttosto che di un convegno conclusivo.
Il coinvolgimento dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, presso i cui laboratori sono in corso ricerche sulla scultura in bronzo, offrirà un prezioso contributo alla conoscenza delle tecniche di fusione e delle pratiche di conservazione.

La collaborazione con la Fondazione Peggy Guggenheim che prosegue un rapporto iniziato con la mostra Passioni visive si giustifica per la presenza in collezione delle opere dell’artista pistoiese e per l’attenzione di Peggy alla scultura contemporanea; inoltre nelle due giornate saranno discussi casi di studio relativi ad alcuni bronzi collocati nel giardino della Fondazione, alcuni dei quali seguiti proprio dall’Opificio fiorentino.

Il programma nel dettaglio

Martedì 3 dicembre

Ore 10.00
Saluti istituzionali

Ore 10.30
Barbara Cinelli (Dipartimento di Studi Umanistici, Università Roma Tre), Introduzione ai lavori

Ore 10.40
Karole P. Vail (Direttrice Collezione Peggy Guggenheim, Venezia), Peggy Guggenheim e la scultura del secondo dopoguerra

Ore 11.00, Prima sessione, discussant Laura Speranza (Settore bronzi e Armi Antiche, Opificio delle Pietre Dure, Firenze)
Enrico Salvadori (Salvadori Arte S.R.L.), Evoluzione dei materiali e tecniche per la realizzazione di sculture artistiche col metodo della cera persa
Maria Baruffetti (Dottorato Regionale in Storia delle Arti e dello Spettacolo, Dipartimento SAGAS, Firenze), I canali del bronzo. Diversi interlocutori intorno alla scultura
Mattia Mercante (Conservazione e Restauro, Impresa individuale), Tecnologie 3D al servizio dei beni culturali: alcuni esempi pratici

Ore 13.00 lunch

Ore 14.30, seconda sessione, discussant Luciano Pensabene Buemi (Conservatore Collezione Peggy Guggenheim, Venezia)
Alessandro Ervas (Fucina Ervas, Venezia), Tecniche della carpenteria metallica al servizio della poetica. Riflessioni sulle tecnologie utilizzate su due opere restaurate della collezione Guggenheim di Venezia
Veronica Collina (restauratrice privata), Oltre il visibile. Complessità metodologiche, conservative e studio dell'opera nel restauro dell'arte contemporanea: Takis, Signal, 1958 (Peggy Guggenheim Collection)
Monica Galeotti (Laboratorio Scientifico Opificio delle Pietre Dure, Firenze), Verniciature, patinature, alterazioni, leghe: riflessioni, spunti e sfide delle indagini scientifiche

Ore 16.30 proiezione de “La Campana”, da Andrej Rublëv, di Andrej Tarkovskij (1969)

Ore 17.00 riflessioni conclusive

Mercoledì 4 dicembre

Ore 9.00, prima sessione, discussant Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore, Pisa)
Marcello Oliveri (Fonderia Marinelli, Firenze), Tecniche di patinatura: dalle opere rinascimentali all’età contemporanea
Teresa Bruni (Dottore in Diagnostica e Materiali per la Conservazione e il restauro), L’artista pensa, l’artista fa: il rapporto tra l’artista e la fonderia nella realizzazione delle opere d’arte in bronzo
Barbara Salvadori (ICVBC-CNR, Firenze), Patinature artistiche su opere in bronzo contemporanee: fra estetica e conoscenza, il ruolo delle indagini scientifiche
Stefania Agnoletti (Settore Bronzi e Armi Antiche, Opificio delle Pitre Dure, Firenze), Discorsi di superfici fra scultori del Novecento
Merj Nesi (Ditta AuReA, Firenze), Considerazioni su “Working Model for Oval with Points” di Henry Moore
Ludovica Nicolai (restauratrice privata), Alcuni interventi conservativi su opere di Marino Marini partendo dal suo lavoro in fonderia

Ore 13.30 lunch

Ore 15.00, seconda sessione, discussant Mattia Patti (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere, Università di Pisa)
Filippo Tattini (Conservazione e Restauro, Impresa individuale), I bozzetti in gesso nella realizzazione scultorea: espedienti tecnici in Jacques Lipchitz, Marino Marini e Quinto Martini.
Marianna Cappellina (Oltremodo. Conservazione e Restauro di Bnei culturali), La scultura intellettuale di Alik Cavaliere: la tecnica come mezzo espressivo tra passione e osservazione
Stefano Lanuti (Studio di Restauro Angelucci s.a.s. di Stefano Lanuti), Restauro di “Concetto Spaziale” (1952) di Lucio Fontana della Galleria d’Arte Moderna di Torino

Ore 17.00 riflessioni conclusive

 

Fonte: Ufficio stampa

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