A Sant'Orsola una targa ricorderà l'Esodo degli istriani

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Nel complesso fiorentino trovarono ospitalità 580 famiglie di lavoratori della Manifattura Tabacchi di Pola


Una targa ricorderà nel complesso fiorentino di Sant’Orsola i 580 profughi istriani che lì trovarono accoglienza dopo l’esodo.
“Siamo esuli fiumani, istriani e dalmati attraverso confini di odio e di morte. Siamo case strappate, uomini donne e bambini costretti a diventare stranieri. Ora siamo libertà ritrovata che ricorda che siamo stati e sempre saremo italiani”.
Questo il testo della targa approvato oggi, su proposta del Comune di Firenze, dal Consiglio della Città Metropolitana di Firenze, proprietaria dell’ex convento di Sant’Orsola.
“Siamo tutti migranti e a volte siamo stati costretti a scappare per diversi motivi” ha detto illustrando la proposta di apposizione della targa la consigliera Letizia Perini “è bene ricordare la nostra storia”.
Per il consigliere Alessandro Scipioni “ricordare è una battaglia di civiltà dopo che la materia è stata relegata a capitolo secondario della storia. Ancora oggi la Repubblica italiana non revoca i riconoscimenti dati ad autori di crimini contro l’umanità come Tito.
“Ma la memoria non ha un colore” ha tenuto a sottolineare il consigliere Massimo Fratini. “Oggi diamo un segno di pacificazione. Come con i treni della memoria che ora fanno sosta nei luoghi delle foibe”.
“Condivido l’atto” ha detto il consigliere Enrico Carpini “ma non il giudizio su una figura come Tito e il legare l'esodo giuliano dalmata alle foibe”
L’intervento di Carpini è stato fortemente criticato dal consigliere Paolo Gandola: “Contestare il giudizio negativo su Tito è una forma di negazionismo storico”.
Sant’Orsola operò come centro di raccolta profughi dal 1945 al 1955. Vi confluirono con le loro famiglie 580 dipendenti della Manifattura Tabacchi di Pola assegnate alla Manifattura Tabacchi di Firenze, che dall’Ottocento fino al 1941 aveva avuto sede proprio a Sant’Orsola, nelle cui stanze vennero ricavati con precari separé di legno e cartone legati con lo spago 272 ambienti familiari.

Fonte: Città Metropolitana di Firenze - Ufficio Stampa

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