Vittime Eccidio del Padule, la Regione studierà atti legali contro Berlino

La vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, incontrando sopravvissuti e familiari di vittime delle stragi naziste, assicura approfondimento per studiare iniziative legali contro Berlino, in vista dei risarcimenti economici a carico della Germania.

"Sarà mia cura trasferire tutta la documentazione all'ufficio giuridico della Regione perché venga fatta chiarezza e venga data un'interpretazione  delle sentenze in modo da capire , come ha detto il Presidente Rossi, quello che una Regione può fare".

Si è concluso con questo impegno, preso personalmente dalla Vicepresidente della Regione Toscana, Monica Barni, l'incontro,  tenutosi il 13 dicembre, negli uffici della Regione Toscana, con una delegazione dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime di stragi naziste. "Da parte nostra – ha aggiunto la Barni - c'è una totale apertura ad approfondire, anche alla luce di tutto il lavoro che abbiamo fatto negli anni sui temi della memoria".

Gli intervenuti fanno parte di un più vasto gruppo di persone che aveva chiesto un incontro e l’impegno della Regione, dopo che il 1° settembre il suo presidente Enrico Rossi si era espresso con chiarezza per la giustizia in favore delle vittime: «L’Armadio della vergogna c’è. Il nostro paese non si è mosso come avrebbe dovuto. Perché le sentenze, contro i mandanti di quelle stragi, non sono state portate a esecuzione. È una vergogna, questa, che ci portiamo dietro, come Italia. E come Regione Toscana siamo disposti a fare ancora di più per arrivare a una degna conclusione».

Nell’incontro superstiti e familiari hanno chiesto che la Regione Toscana estenda il suo impegno dall’ambito della memoria a quello della giustizia. Hanno sottolineato che l’ambito della giustizia, adesso, è quello civile, cioè dei risarcimenti economici per le famiglie colpite e per gli enti locali. Hanno chiesto che la Regione, autorevole ente territoriale, faccia una vera e propria causa civile contro lo Stato tedesco, come hanno già fatto enti con circoscrizione più limitata, come il Comune di Roccaraso, che ha ottenuto una condanna della Germania per 1.600.000 euro e ha iniziato l’esecuzione su immobili tedeschi. Inoltre hanno chiesto: che la Regione sostenga le spese di cause simili intentate da superstiti e familiari di caduti, venendo incontro alle loro difficoltà economiche; che la Regione informi i Comuni toscani e i familiari delle stragi sulla possibilità di intentare cause contro Berlino; che anche nell’ambito dei gemellaggi in atto con località tedesche sia promossa una sensibilizzazione sul tema.

Nell’incontro è stato ricordato che la Germania nel 2012 ha vinto un processo contro l’Italia, alla Corte internazionale di giustizia, all’Aia, ma che quell’esito non ha effetto in Italia, grazie alla sentenza n. 238 del 2014 della Corte Costituzionale italiana, che ha fatto prevalere i diritti riconosciuti dalla Costituzione. Insomma, si è sottolineato che la strada per la giustizia civile, cioè per i risarcimenti, è tecnicamente aperta, riguarda un numero elevatissimo di famiglie e richiede un impegno concreto della Regione. I superstiti e familiari hanno anche osservato con perplessità che la Regione, che alcuni anni fa si era costituita parte civile nei processi penali ai militari tedeschi, è certamente titolare di un credito proprio, per il danno al territorio e alla popolazione, ma non si è ancora attivata per riscuoterlo.

La vicepresidente Barni ha dichiarato che il tema è caro alla presidenza, e a lei personalmente, ed ha assicurato che per affrontare le specifiche richieste formulate saranno attivati gli uffici legali della Regione.

I partecipanti all'incontro hanno assicurato la loro disponibilità a collaborare a qualsiasi iniziativa contro il nazismo, il fascismo e contro ogni richiamo alla violenza e al razzismo. La vicepresidente ha garantito che la Regione informerà i partecipanti degli esiti dell’approfondimento e degli sviluppi concreti.

 

Fonte: Vittime Eccidio Padule di Fucecchio

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