'Vivai e Salute', approvato il progetto di tutela per cittadini e vivaisti a Pistoia

La Regione Toscana (assessorato Diritti di cittadinanza e coesione sociale) e l’AUSL Toscana Centro hanno approvato il progetto “Vivai e Salute” che sarà sviluppato nel triennio 2020-2022 .

Le azioni previste, in collaborazione con ARPAT, ISPRO (Istituto per lo studio la prevenzione e la rete regionale oncologica), ARS (Agenzia regionale di sanità della Toscana) a tutela della salute della popolazione dell’area pistoiese sono focalizzate sul monitoraggio della qualità dell’aria nelle abitazioni, sulla misurazione dei residui dei pesticidi in frutta e verdura di orti in prossimità di aree vivaistiche e sulla valutazione di impatto sulla salute dei residenti. 

Relativamente alla qualità dell’acqua destinata al consumo umano è prevista una revisione critica dei dati disponibili da tutte le fonti (Igiene Pubblica AUSL, ARPAT e Gestore dell’acquedotto) insieme alla valutazione della collocazione dei pozzi privati (in collaborazione con il Genio Civile) in rapporto alla distribuzione delle attività vivaistiche.

La qualità dell’acqua superficiale e profonda e di quella distribuita dall’ acquedotto pubblico sono comunque già oggetto di distinti controlli da parte di Igiene Pubblica AUSL, ARPAT e Gestore dell’acquedotto.

“Nel progetto – spiega il dottor Francesco Cipriani, direttore della struttura di Epidemiologia – è compresa anche la valutazione della salute degli addetti alla attività vivaistiche con uno studio epidemiologico di coorte retrospettivo, al fine di valutare i rischi in base al grado ed alla durata di esposizione. Con la collaborazione dei medici competenti e delle associazioni di categoria del comparto florovivaistico pistoiese sarà effettuata una rivalutazione dei documenti di valutazione del rischio disponibili in ogni azienda vivaistica”.

L’introduzione del Regolamento CE 1272/2008 CLP - Classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose – applicando i criteri internazionali del sistema del sistema globale GSH (Globally Harmonized System of Classification, Labelling of chemicals) dell’ONU, ha, inoltre, armonizzato i criteri europei di classificazione e le norme relative all’etichettatura delle sostanze pericolose al sistema mondiale.

I prodotti fitosanitari, in quanto sostanze chimiche e/o miscele pericolose, sono classificati con questi criteri.  Le schede di sicurezza dei prodotti fitosanitari devono essere aggiornate alla nuova classificazione.

Gli utilizzatori professionali, i distributori e i consulenti ricevono una formazione specifica obbligatoria (di base e di aggiornamento) indispensabile per l’abilitazione all’acquisto/utilizzo, vendita e attività di consulenza. Tale formazione diventa strumento essenziale per la valutazione e gestione dei rischi per i lavoratori e per la popolazione.

L’art.19 del Decreto Legislativo 150/2012 “Attuazione della direttiva 2009/128/CE che istituisce un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’uso sostenibile dei pesticidi ”stabilisce che “Gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari, a partire dal 1 gennaio 2014, applicano i principi generali della difesa integrata obbligatoria …”  che ammette il ricorso, non in via prioritaria all’  “… uso di prodotti  fitosanitari  che presentano il minor rischio per la salute umana e per l’ambiente.”

Ogni azienda con personale dipendente è quindi tenuta alla redazione del proprio documento di valutazione dei rischi.

Il DUVRI (documento di valutazione dei rischi interferenti), regolato dal Decreto Legislativo 81/2008, riguarda esclusivamente la gestione dei rischi interferenti fra la ditta committente e la ditta appaltatrice. Non è applicabile ai rischi per la popolazione.

Il Regolamento di attuazione del Decreto Legislativo 150/2012, PAN (Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari), definisce in quali casi e con quali modalità gli utilizzatori sono tenuti ad informare/segnalare l’effettuazione del trattamento alle persone che potrebbero essere esposte al rischio di dispersione dei prodotti irrorati o che potrebbero accedere in prossimità o nelle aree trattate.

“La contaminazione dell’acqua di pozzi – aggiunge la dottoressa Paola Picciolli, responsabile della struttura di Igiene Pubblica e della Nutrizione dell’area pistoiese -  è evenienza possibile a fronte di trattamenti chimici condotti  non rispettando le  buone prassi ed i divieti normativi e regolamentari. L’elevato numero di opere di captazione presenti ed in particolare quelle non censite e non autocotrollate,  rappresenta un possibile fattore di rischio. Ad esempio di recente – continua - abbiamo avuto un episodio di  contaminazione della falda dovuto ad uno sversamento accidentale di una miscela di fitofarmaci  in un pozzo per il quale è stato avviato un procedimento di bonifica a carico del responsabile”.

Negli accertamenti seguiti ad episodi di contaminazione della falda da sostanze chimiche è stato verificato che l’approvvigionamento per uso umano avviene anche da pozzi non autorizzati a tale scopo e, quasi mai, controllati analiticamente dai proprietari (che ne hanno l’obbligo), per i principi attivi e i loro prodotti di degradazione indicati dalla normativa di riferimento.

Nell’attesa delle iniziative del progetto “Vivai e Salute”, proseguono regolarmente le ispezioni programmate e i sopralluoghi anche a seguito di esposti, in occasione dei quali vengono di norma verificati i registri dei trattamenti, la coerenza con i prodotti presenti in magazzino, le  modalità di conservazione di quest’ultimi, le modalità di esecuzione dei trattamenti stessi e l’eventuale interferenza con punti di approvvigionamento idrico.

Fonte: AUSL Toscana centro - Ufficio stampa



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