Uniti per Serravalle fa chiarezza sulle indennità: "Un pallottoliere per il Pd"

Era il 1879 quando Bernardino Grimaldi pronunciò in Parlamento la frase “l’aritmetica non è un’opinione”. Grimaldi era Ministro delle Finanze del governo di Agostino Depetris. Era un uomo di sinistra, che la matematica la capiva.

Spiace constatare, che gli attuali politici serravallini di sinistra, a meno che la loro non sia solo una scusa per fare della becera polemica, non abbiano fatto tesoro delle parole di Depetris studiando un po’ di matematica, almeno quella base delle scuole dell’obbligo.

È infatti esplosa, negli ultimi tempi, una polemica sulle indennità ed i costi dell’amministrazione comunale guidata da Piero Lunardi. Polemica partita da un post facebook del Partito Democratico, i cui vertici a quanto pare sono ancora storditi dalle migliaia di voti persi negli anni che quando si parla di numeri, i numeri li danno.

Ma andiamo per gradi e riavvolgiamo il nastro.

È la primavera del 2017 quando la lista guidata da Piero Lunardi si candida a governare il Comune, mettendo nel programma un taglio dei costi per le retribuzioni di sindaco e assessori del 10%.
Piero Lunardi e la sua squadra, il 12 Giugno 2017, per la prima volta nella Storia strappano Serravalle alla guida settantennale di Pd e alleati. Pochi giorni dopo si insedia la giunta, formata da sindaco e cinque assessori, contro i quattro assessori della precedente giunta Mungai. La scelta mira a dare in giunta la più ampia rappresentanza possibile a livello di territorio e competenze. Contemporaneamente, e prudenzialmente, viene deciso di tagliare le indennità lorde (che sono solo una parte dei costi totali per gli amministratori) di sindaco e assessori del 25%.
Così si procede fino a dicembre 2019, ovvero a metà mandato. A tal punto interviene una sorta di “premio” di legge del 5%, che viene riconosciuto solo in alcuni casi alle amministrazioni che hanno fatto un uso parsimonioso e attento delle tasse prelevate dalle tasche dei cittadini. Insomma, anche i parametri delle leggi riconoscono all’amministrazione Lunardi di lavorare bene, mantenendo più basse possibili le tasse e facendo un uso corretto dei soldi nelle casse comunali. È di fatto un altro merito che Lunardi ed i suoi possono attribuirsi. Si deve procedere dunque a rivedere tutte le voci che concorrono alle spese per sindaco e giunta, incluse le indennità lorde, e a conti fatti si verifica che quel 25% prudenzialmente tagliato per garantire un risparmio del 10% finale è eccessivo, pur avendo la giunta Lunardi un assessore in più della giunta Mungai.

Vengono dunque riallineate alcune voci delle indennità lorde, seguendo ed applicando tutte le leggi in vigore, e con l’attenzione a garantire quel 10% di risparmio promesso ai cittadini.

Ma si va ben oltre: infatti, il lettore che vorrà prendersi qualche minuto per andare a leggere con attenzione i dati, scoprirà che l’indennità totale a fine mandato percepita da Piero Lunardi sarà del 12,61% minore di quella del suo predecessore Patrizio Mungai, e che addirittura il costo medio per amministratore della Giunta Lunardi sarà inferiore del 15,65% di quello della Giunta Mungai, e del 21,30% inferiore di quello della seconda Giunta guidata da Renzo Mochi.

Insomma, non solo Lunardi e Uniti per Serravalle mantengono le promesse sui risparmi, ma vanno ben oltre a quanto garantito agli elettori in campagna elettorale.

I dati ed i numeri sono pubblici, basta saper fare i conti.

Amici del Partito Democratico, speriamo che sotto l’albero qualcuno vi abbia regalato un pallottoliere e un libro di matematica, giusto per far contento il vostro Bernardino Grimaldi. E che magari, in futuro, possiate contribuire alla vita politica del nostro territorio con proposte concrete, idee migliorative, critiche costruttive.

Elia Gargini e Francesco Bugiani - Uniti per Serravalle

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