Successo per la mostra di Nilo Capretti a Empoli

Si è chiusa con successo la mostra di Nilo Capretti, intitolata “IN-PORTU insolitus”, allestita nella Chiesa di Santo Stefano agli Agostiniani fino venerdì scorso. Uno sguardo insolito sulla città di Empoli che ha richiamato non solo gli empolesi ma tanti visitatori ‘fuori’ porta. E’ stato un vero boom di presenze: oltre 2.500.

La mostra è stata realizzata con il contributo del Comune di Empoli, l’associazione Archeologica Medio Valdarno e Fondazione Sesa: un racconto attraverso scorci di un viaggio nel sottosuolo della bella Empoli, che nel corso dei secoli si è sviluppata al di sotto di ciò che oggi è visibile e tangibile.

Nilo Capretti spiega come è stato possibile raggiungere con non poca difficoltà passaggi carichi di polvere e illuminati dal solo fascio delle torce, dove anche i detriti diventano testimoni che lì sotto vita non c’è, ma solo tracce e solchi di quello che un tempo è stato.

L’artista ha voluto dare visibilità e voce ad uno dei luoghi sicuramente più ‘intimi’ di Empoli, i quali diversamente sarebbero stati taciuti ai tanti che vivono la città con interesse ed attenzione e ha già in cantiere altre due grandi mostre sempre con l’occhio puntato sulla città.

IL SOTTOSUOLO ‘VISIBILE’ – La Fontana del Pampaloni in Piazza farinata degli Uberti; il sottuosolo ex palazzo Pretorio; l’ex convento degli Agostiniani locali dell’ex cucina; chiesa di Santo Stefano degli Agostiniani, cappella Compagnia della Croce; sottosuoli ex Mointe dei Pegni di Empoli, attuale Palazzo comunale; sottuosolo dell’ex convento delle suore Benedettine, attuale sede del Trovamici; corridoio dell’ex convitto dell’Ospedale San Giuseppe; cisterna della Villa Castellani; l’ex sede storica Comune di Monterappoli, locali sottosuolo e sottostrada.

Fonte: Comune di Empoli - Ufficio stampa

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