Consiglio regionale, Aula: tornelli sui bus e ambulatori pediatrici decentrati

Presto una legge "volta a contrastare chiaramente gli episodi di omotransfobia”


L'Aula del Consiglio regionale toscano si è riunita anche oggi, in seconda battuta. Si è discusso di moltissimi temi. Sulla sanità, l'assessore alla salute propone ambulatori decentrati per diminuire accessi al pronto soccorso del Meyer.

Approvata l'installazione di tornelli elettrici sui bus, per la sicurezza e contrastare i furbetti. Ancora sanità, si è discusso di un percorso diagnostico terapeutico per le pazienti affette da endometriosi. Il ‘cippatino’ usato al posto del glifosato, sì a mozione che porta a un'innovazione in campo chimico in agricoltura. Sarà regolata la pesca dilettantistica nelle acque interne.

Dopo l'aggressione omofoba ad Altopascio nei confronti di un ragazzo di Santa croce sull'Arno è stata approvata una mozione per una nuova legge.

Novità sicurezza e trasporto locale: la polizia municipale toscana viaggerà gratis sui treni. Turismo: garantire informazioni su accessibilità strutture ricettive. L’Aula approva alcune proposte di risoluzione collegate al Piano faunistico venatorio della Toscana illustrato dall’assessore Marco Remaschi. Approvato l’atto presentato da Maurizio Marchetti (FI) che impegna la Giunta ad autocandidare la Toscana per sperimentare il sistema di generazione elettrica integrata da moto ondoso e fotovoltaico. Prosegue l’iniziativa biglietto “Unico metropolitano”. Carnevale di Viareggio: mozione chiede inserimento nel patrimonio culturale immateriale Unesco. Approvato atto a favore dei piccoli comuni.

Agricoltura

Agricoltura: cippatino al posto del glifosato, sì a mozione

Sostituire il glifosato e altri diserbanti nocivi in agricoltura con il “cippatino”, un prodotto formato da scaglie di legno che previene la crescita di erbe infestanti. Via libera alla mozione presentata dai consiglieri regionali del Partito democratico Massimo Baldi, Marco Niccolai, Leonardo Marras e Lucia De Robertis. L’atto impegna la Giunta regionale a sollecitare il Governo “per valutare possibili misure di sostegno economico alla produzione massiccia di ‘cippatino’ da pacciamatura come alternativa ‘green’ all’utilizzo di glifosato nel floro-vivavistico nel rispetto della sostenibilità ambientale e della valorizzazione della risorsa bosco”.  Nella mozione si chiede inoltre, di mettere in atto azioni di sensibilizzazione finalizzate a rendere noti gli effetti positivi di tale materiale.

L’atto prende spunto dalla sperimentazione del progetto Mo.To.R.E. (Montagna Toscana Ricerca Energia), un consorzio formato da 7 aziende, provenienti da diversi settori del mondo produttivo, ma tra loro complementari, con sede a Campo Tizzoro (Comune di San Marcello Piteglio). Questa esperienza si sta facendo notare per la realizzazione di un centro di studi e innovazione dedicato alle energie “green” ed ha già ricevuto un finanziamento di 1 milione di euro da parte della Regione. Tra le realizzazioni del centro studi, quella della produzione di “cippatino” per pacciamatura. I primi risultati della sperimentazione, specie nel settore vivaistico, hanno dato riscontri positivi, tanto che il consorzio sta lavorando alla realizzazione di una nuova linea produttiva, capace di rispondere alle grandi richieste.

Si ricorda che la Regione Toscana sta lavorando alla sottoscrizione di un accordo per la riduzione dell’uso di glifosato, attraverso un protocollo in cui la Regione e il Distretto vivaistico pistoiese prendono l’impegno di porre la sostenibilità ambientale come una propria base fondante.

Tartufaie, il Consigliere regionale Marco Casucci (Lega) ha replicato nell’aula del Consiglio, alla risposta dell’assessore Remaschi all’interrogazione della Lega sulla situazione della raccolta dei tartufi nel territorio regionale

“ La Regione deve impegnarsi per garantire il diritto di libera ricerca ed il ripristino della legalità. Purtroppo, la mappatura delle tartufaie controllate non è tra le priorità regionali: andrebbe fatta, e sarebbe buona azione politica, per definire le percentuali adibite alla libera ricerca -dichiara il Consigliere regionale Marco Casucci (Lega), che ha replicato, nell’aula del Consiglio, alla risposta dell’assessore Remaschi all’interrogazione della Lega sulla situazione della raccolta dei tartufi nel territorio regionale- Il problema di fondo è il rispetto della legalità anche in questa materia. Nell’interrogazione chiedevamo poi di verificare se la Regione si fosse adoperata per un controllo inerente alla legittimità delle tartufaie riservate negli ambiti afferenti al reticolo idrogeografico e le azioni intraprese per sanare eventuali irregolarità. Ci risulta che il 90% delle tartufaie siano nell’ambito del reticolo idrogeografico e mi stupisco che la Regione si sia mossa solo a seguito di segnalazioni”.

Caccia

Caccia: Informativa Giunta, il dibattito e gli atti collegati

L’Aula approva alcune proposte di risoluzione collegate al Piano faunistico venatorio della Toscana illustrato dall’assessore Marco Remaschi.

 Le linee guida individuate nell’informativa preliminare sul Piano faunistico venatorio della Toscana, illustrate dall’assessore Marco Remaschi, sono state oggetto di un dibattito in Consiglio e la futura pianificazione dovrà tenere conto anche di alcune volontà votate dall’Aula. Il principale gruppo di maggioranza intende infatti impegnare la Giunta su un punto specifico: la salvaguardia delle autorizzazioni in essere per quanto concerne i capanni di caccia sul lago Massaciuccoli. Nella proposta di risoluzione approvata e illustrata dal presidente della commissione Ambiente Stefano Baccelli, la Giunta dovrà “valutare le forme più opportune per consentire a cessione in vita o  dopo la morte dei titolari”.

Il Consiglio ha approvato anche alcune proposte delle opposizioni a cominciare da quelle presentate dalla Lega per “incrementare azioni di contrasto alla proliferazione di specie ibride; limitare la presenza del lupo in aree dedite alla pastorizia; proteggere i raccolti e gli animali da pascolo”. Il gruppo guidato da Elisa Montemagni chiede inoltre il “rimborso completo dei danni subiti da agricoltori e allevatori per il sovrannumero di alcune specie animali”.

Votata anche una proposta di risoluzione  presentata da Sì-Toscana a sinistra per l’incremento delle risorse previste a sostegno dei centri di recupero della fauna selvatica. Il Consiglio ha respinto invece gli atti presentati dal Movimento 5 stelle che puntavano all’ampliamento delle fasce di rispetto e di divieto assoluto di caccia in zone adiacenti a quelle colpite da incendi; per vietare la pratica dei richiami vivi e per il superamento delle munizioni contenenti piombo.

In sede di dibattito è emerso il “ritardo” della Giunta nel predisporre la nuova pianificazione. In particolare Montemagni ha ricordato che si parla del Piano “dal 2015. Le colpe della maggioranza penalizzano tutta la Toscana che aspetta risposte da anni”. Secondo la capogruppo della Lega, l’informativa è “solo un contentino per qualche associazione ambientalista in vista del voto per le regionali”.

Per il consigliere del gruppo misto Roberto Salvini, è “inutile parlare di ritardo. Occorre fare un buon lavoro e tracciare indirizzi concreti su produzioni e sicurezza dei territori”. Il vecchio Piano, per Salvini, è “superato” perché “disegnato su una fauna che non esiste più”.

Per la consigliera del Movimento 5 stelle Irene Galletti, la nuova pianificazione dovrebbe essere “più improntata alla tutela ambientale e all’attività agricola. Lo spopolamento – ha osservato – è un altro aspetto da tenere di conto”. Galletti ha riconosciuto la “grave mancanza” dell’esecutivo a guida Enrico Rossi e ha aggiunto che in “cinque anni, e dopo molti atti di indirizzo votati, qualcosa si poteva fare.

Critico è stato anche il capogruppo di Sì-Toscana a sinistra, Tommaso Fattori: “Il Piano si preannuncia modellato sui desiderata del mondo venatorio. Si dimentica che è previsto da norme nazionali soprattutto per tutelare la fauna selvatica”. A detta del consigliere dovrebbero “tornare centrali le politiche di salvaguardia della biodiversità” e si dovrebbero “estendere le aree protette di Padule del Fucecchio”.

Plauso alle linee guida tracciate da Remaschi è arrivato dai consiglieri Pd Simone Bezzini Andrea Pieroni. Il primo ha rilevato come il Piano sia una “valida cornice” e ha anche ricordato il ruolo strategico del volontariato venatorio: “Non deve essere sottovalutato perché la gestione della fauna passa dalla pratica diffusa del no profit”. Pieroni ha invece giudicato il lavoro della Giunta “serio” e, citando la conferenza sulla caccia svoltasi a Grosseto nel giugno 2019, già ricordata dall’assessore toscano, ha elogiato il lavoro di “confronto e condivisione” giudicandolo un “punto di svolta”. “La strada da percorrere è quella del rafforzamento dell’alleanza tra i diversi soggetti in campo”.

In chiusura Remaschi ha annunciato un intervento della Toscana per sollecitare una revisione della normativa nazionale che sia “funzionale ai cambiamenti avvenuti negli anni”. “La materia è complessa – ha ribadito – ma l’approccio del confronto e della condivisone è la strada giusta da seguire”.

Diritti

Diritti: violenza omofoba, approvata mozione dopo laggressione ad Altopascio  

L’atto presentato da Alessandra Nardini, sottoscritto dal Pd e da Serena Spinelli (gruppo Misto). Il Consiglio esprime “la più ferma condanna” e la solidarietà a “tutte le vittime di violenza e discriminazione in virtù del proprio orientamento sessuale”. La Giunta impegnata con il governo centrale per approvare con urgenza una legge “volta a contrastare chiaramente gli episodi di omotransfobia”.

L’aggressione omofoba avvenuta la notte tra venerdì (10 gennaio) e sabato ad Altopascio, ai danni di un giovane di Santa Croce sull’Arno e dei suoi amici, è al centro della mozione del Pd firmata anche da Serena Spinelli (gruppo Misto), approvata dal Consiglio regionale e illustrata dalla prima firmataria Alessandra Nardini.

Il Consiglio esprime con la mozione “la più ferma condanna contro ogni forma di violenza e discriminazione”, e la propria solidarietà ai giovani aggrediti da “individui che hanno basato il loro atto criminoso sull’orientamento sessuale delle persone”. S’impegna inoltre, “tramite l’Ufficio di presidenza, a deliberare in merito all’esposizione della bandiera Lgbtiqa+” (termine riferito a persone lesbiche, gay, bisessuali e trans gender, ndr) presso la propria sede”. In segno di “solidarietà di tutte le vittime di violenza e discriminazione in virtù del proprio orientamento sessuale”.

Nardini ha richiamato i principi costituzionali di parità e non discriminazione; l’articolo 4 dello Statuto della Toscana, le norme regionali che, fin dal 2004, declinano “la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento  sessuale e della propria identità di genere”. Ma “contro l’omotransfobia c’è ancora un grande vuoto normativo”, ha affermato la consigliera.

La mozione impegna infatti la Giunta a “farsi di nuovo interprete” presso il governo centrale della necessità di approvare con urgenza una legge “volta a contrastare chiaramente gli episodi di omotransfobia che ancora oggi vedono, in Toscana, vittime le soggettività Lgbtiqa+” (termine riferito a persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender).

L’atto, ancora, chiama il governo regionale a proseguire nelle azioni di contrasto di ogni forma di violenza e a promuovere “un confronto costante” con tutte le amministrazioni pubbliche per sollecitarne l’adesione alla Rete Re.a.dy (la Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere). In questa direzione occorre “garantire continuità e appropriatezza al sostegno economico di competenza regionale”, e attivare un “confronto programmatico e operativo” con tutte le associazioni del Comitato Toscana Pride, attraverso tavoli di discussione regionali.

Nardini e Baccelli (Pd): “Solidarietà a tutte le vittime di violenza. La Regione prosegua e incentivi iniziative contro le discriminazioni e il Parlamento approvi legge contro omotranfobia. Necessario combattere con nettezza il fenomeno"

“Vogliamo esprimere anche dai banchi delle istituzioni regionali ferma condanna sull’aggressione omofoba avvenuta nella notte tra venerdì 10 e sabato 11 gennaio in un locale di Altopascio e piena solidarietà e vicinanza al ragazzo aggredito e offeso, Simone Turini, e alle sue amiche e amici coinvolti in questa gravissima vicenda. Abbiamo fin da subito condiviso la vicinanza espressa a livello istituzionale dai due Comuni coinvolti, Altopascio in quanto sede dell’accaduto, e Santa Croce sull’Arno in quanto luogo di residenza del ragazzo, e da altri Comuni come quello di Lucca e quelli della Valdera, che hanno esposto nei rispettivi municipi le bandiere LGBTQ+. Un gesto di grande civiltà, di rispetto e vicinanza che sosteniamo e che ci rende orgogliosi. Chiediamo che anche la Regione Toscana, da sempre impegnata contro le discriminazioni fisiche e verbali di ogni tipo, faccia altrettanto esponendo presso la facciata del Palazzo del Pegaso, sede  del Consiglio regionale, la bandiera rainbow quale segno di solidarietà a tutte le vittime di violenza e discriminazione in virtù del proprio orientamento sessuale”. È quanto hanno chiesto alla Giunta regionale Alessandra Nardini e Stefano Baccelli, consiglieri regionali Pd nella mozione “In merito alla recente aggressione, frutto della discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, avvenuta ad Altopascio il 10 gennaio 2019”, sottoscritta dai consiglieri pisani Antonio Mazzeo e Andrea Pieroni, dalla lucchese Ilaria Giovannetti, dai consiglieri Monia MonniEnrico Sostegni e Francesco Gazzetti , e dai componenti della maggioranza di centrosinistra Serena Spinelli (Gruppo Misto) ed Elisabetta Meucci (Italia Viva) – e approvata durante la seduta del Consiglio regionale di ieri.

“Chiediamo inoltre alla Giunta di perseguire nelle azioni messe in atto nel corso degli anni con la legge 63/2015 finalizzate al contrasto di ogni forma di violenza, considerando anche l’implementazione di progetti di formazione/sensibilizzazione rivolti in maniera specifica al mondo della scuola perché non possiamo ignorare la centralità dell’educazione al rispetto incondizionato delle differenze – continuano Nardini e Baccelli – e di sollecitare le pubbliche amministrazioni all’adesione alla Rete RE.A.DY (rete nazionale della PA anti discriminazioni) e ad attivare un confronto programmatico e operativo con tutte le associazioni che compongono il Comitato Toscana Pride. Inoltre, di farsi di nuovo interprete presso il Governo della necessità di approvare con urgenza una legge contro l’omotransfobia, che colmi il grave vuoto legislativo esistente – concludono i Consiglieri – In tutto il Paese la comunità LGBTQ+ continua ad essere oggetto di atti di violenza e discriminazione, è fondamentale che le istituzioni, a tutti i livelli, dimostrino sostegno alle vittime, mettendo in campo ogni tipo di iniziativa utile a tutelare diritti che non sono di parte, e che invece rientrano a pieno nelle libertà della persona che nessuno può permettersi, in alcun modo, di limitare e intimidire”.

Energie rinnovabili

Aula: Rinnovabili, la Toscana sperimenti lenergia dal mare

Approvato l’atto presentato da Maurizio Marchetti (FI) che impegna la Giunta ad autocandidare la Toscana per sperimentare il sistema di generazione elettrica integrata da moto ondoso e fotovoltaico

Via libera alla mozione di Maurizio Marchetti (Forza Italia) che impegna la Giunta regionale ad autocandidarsi per sperimentare il sistema di generazione elettrica integrata da moto ondoso e fotovoltaico.

Nell’atto si ricorda che la piattaforma Inertial Sea Energy, prima al mondo nella generazione elettrica integrata da moto ondoso e fotovoltaico, è già attiva dallo scorso marzo nell'offshore di Ravenna ed è un prototipo interessante per l’energia da fonti rinnovabili. La piattaforma è stata messa a punto da un team con Eni capofila, insieme al Politecnico di Torino e al suo spin-off Wave for Energy (W4E), in partnership con Terna, Fincantieri e Cassa Depositi e Prestiti.

Nella mozione il capogruppo di Forza Italia chiede che la Regione Toscana si candidi per importare anche in Toscana, nel mar Tirreno, l'esperienza ravennate. Il principio di funzionamento dell’impianto è basato su un sistema inerziale che sfrutta il moto ondoso: le onde provocano un movimento dello scafo che si trasmette a un volano che, per effetto giroscopico, produce un moto utilizzabile per generare energia elettrica, in più con capacità della macchina di sintonizzarsi in funzione delle variazioni dello stato del mare. Nell’atto si spiega che l'energia del moto ondoso costituisce la principale riserva energetica inutilizzata, con un potenziale stimato da Enea e Ise a livello planetario in 80mila miliardi di Kw/ora annui, ovvero 5 volte il fabbisogno mondiale di energia elettrica.

Eventi

Carnevale di Viareggio: mozione chiede inserimento nel patrimonio culturale immateriale Unesco

L’atto, presentato da Gabriele Bianchi del Movimento 5 Stelle, è stato approvato dal Consiglio regionale

Inserire finalmente il Carnevale di Viareggio nel Patrimonio culturale immateriale Unesco. Lo chiede, e impegna la Giunta regionale ad attivarsi in tal senso, una mozione che vede come firmatario Gabriele Bianchi (M5S). L’atto, approvato in aula, chiede l’inserimento “considerato che il Carnevale di Viareggio è una manifestazione di importanza nazionale e internazionale, che richiama ogni anno centinaia di migliaia di persone sui viali a mare dove sfilano gli allegorici carri di cartapesta, tradizione che risale a oltre 150 anni fa e che è stata oggetto di numerosi studi, ricerche, tesi di laurea e pubblicazioni”. “E’ da tempo che mi impegno per valorizzare il carnevale di Viareggio –afferma Bianchi – Adesso anche la Giunta regionale dovrà attivarsi in merito. Il Carnevale di Viareggio ha una storia ed un peso culturale straordinario. Il Carnevale ha un grande valore storico e culturale per il territorio - conclude Bianchi - Ha una grande forza di attrazione e coinvolgimento, e soprattutto muove una filiera, un indotto economico, commerciale, turistico attrattivo per i comuni di tutta la regione”.

Istruzione

Istruzione: introdurre in Toscana la “scuola nel bosco”

Lo chiede una mozione, approvata dal Consiglio regionale, che vede come firmataria Irene Galletti del Movimento 5 Stelle.

Inserire nell’ambito dell’offerta regionale toscana la tipologia del modello educativo definito “scuola nel bosco”, un percorso educativo prescolare nato in Danimarca, adottato con successo anche in altri paesi europei e sperimento in Emilia Romagna e nel Lazio per la fascia 3-6 anni. Lo chiede una mozione, approvata dall’aula, presentata dalla consigliera regionale Irene Galletti (M5S), che impegna la Giunta regionale, inoltre, a “pubblicare un bando regionale per il finanziamento delle start-up di avvio rivolto a quei soggetti pubblici o privati che intendono dar vita a questa metodologia di didattica di scuola dell’infanzia”, “costituire un comitato tecnico scientifico a livello regionale sul tema” e a “prevedere lo stanziamento di incentivi e risorse per la promozione di momenti culturali di riflessione e di confronto fra gli addetti ai lavori”.

Scuola materna nel bosco, Irene Galletti (M5S): “Realtà ampiamente diffusa nel nord europa” 

Il progetto di “Asilo nel Bosco” nasce in Danimarca negli anni ’50 ed è adottato successivamente da altri paesi europei come la Svizzera, l’Austria e il Regno Unito. In Italia è sperimentato in Emilia Romagna e nel Lazio per la fascia di età 3-6 anni. “Anche la Toscana finalmente si impegnerà per armonizzare la normativa regionale a questa tipologia di progetto educativo, che persegue l’obiettivo di stimolare processi d’apprendimento efficaci attraverso una quotidianità scolastica che si svolge quasi per intero all’aria aperta. Nella scuola nel bosco la classe vive prevalentemente l’ambiente esterno e i bambini ‘imparano facendo’ attraverso diverse esperienze che stimolano la curiosità, l’immaginazione, l’autonomia e la creatività. Il bosco e la natura restituiscono ai bambini il mondo nella sua ricchezza, così diversa da quella realtà ‘controllata’ che i luoghi pensati artificialmente per i bambini offrono. Partendo dal presupposto che nessun bambino è uguale all’altro, questo metodo cerca di creare dei sentieri di apprendimento individuali che rispettino i ritmi del singolo bambino dove è centrale la relazione tra maestri e bambini. Con la mozione approvata chiediamo alla Giunta regionale di inserire nell’ambito dell’offerta regionale la tipologia del modello educativo definito ‘scuola nel bosco’ ed a predisporre i necessari adeguamenti legislativi e regolamentari a livello regionale. Chiediamo poi che vengano finanziate delle start-up che intendono dar vita a questa metodologia didattica di scuola dell’infanzia. A Riparbella è nato di recente, con il sostegno della Regione Toscana e l'impegno del sindaco, un apprezzato progetto chiamato Scuola InNatura, chiaro segnale di come questo approccio incontri il favore dei genitori. Chiediamo alla regione di fare ancora più sforzi in questa direzione, coinvolgendo anche il Governo in questo percorso. Un ringraziamento al gruppo M5S di Prato che ha condiviso con me questa istanza, raccolta dal confronto con gli educatori locali ma che ha avuto apprezzamenti da parte di tutta la regione".

Lavoro

Approvata mozione a sostegno dei collaboratori scolastici; in Toscana bando del Ministero mette a rischio oltre 200 posti di lavoro

Baccelli (Pd): “La Regione farà di tutto per salvaguardare i livelli occupazionali”

È stata approvata nel corso della seduta del Consiglio regionale di ieri la mozione che il consigliere regionale Pd Stefano Baccelli aveva presentato a seguito della protesta del personale scolastico in appalto avvenuta a novembre a Firenze.

“Con l’approvazione di questa mozione impegniamo la Regione Toscana a mettere in campo con la massima celerità tutte le iniziative utili a mantenere i livelli occupazionali dei collaboratori scolastici nelle scuole toscane. Ricordo che il bando del Ministero per la stabilizzazione di queste figure professionali solo in Toscana mette a rischio oltre 200 posti di lavoro, di cui 52 nella provincia di Lucca, la più colpita. Una situazione insostenibile per le scuole del territorio lucchese potrebbero perdere un terzo del personale in questione”. È quanto dichiara Stefano Baccelli, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della IV Commissione a seguito dell’approvazione della mozione “In merito alle ricadute occupazionali del processo di internalizzazione del servizio di pulizia nelle scuole”.

“La figura del collaboratore scolastico ha compiti di accoglienza e sorveglianza degli studenti, di pulizia dei locali, di cooperazione con i docenti e di ausilio materiale agli alunni portatori di handicap sia per l’accesso alla struttura scolastica sia per l’uso dei servizi igienici. Una professione che in Toscana interessa 823 addetti – continua Baccelli – Con la riduzione dei posti di  lavoro viene danneggiata anche la qualità del servizio scolastico. È inaccettabile vedere come dopo anni e anni di precariato per questa professione si arrivi all’avvio di un processo di stabilizzazione che però riduce sensibilmente i posti di lavoro – conclude Baccelli - Anche il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha proposto al Ministero di farsi promotore dell’apertura di un tavolo interistituzionale in grado di trovare soluzioni adeguate al fine di salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità di reddito di tutti i lavoratori coinvolti. Pertanto è giusto e necessario che anche a livello regionale si faccia ogni sforzo presso il Governo affinché siano tutelati i posti di lavoro, e di conseguenza la qualità dei servizi educativi dei nostri istituti scolastici”.

Superlativa Prato. Consiglio regionale si schiera con operai multati e contro decreti Salvini. Approvata mozione di Sì-Toscana a Sinistra.

“In merito alla manifestazione contro il così detto Decreto Salvini prevista il 18 gennaio 2020”, questo è il titolo della mozione approvata dal Consiglio regionale nella quale si esprime vicinanza “ai lavoratori sanzionati per il solo fatto di avere messo in atto una legittima protesta al fine di fare emergere situazioni di oggettiva illegalità e sfruttamento in ambito lavorativo”.

Il testo, proposto da Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì Toscana a Sinistra, è stato approvato dopo essere stato emendato dalla maggioranza. Il Consiglio regionale afferma che “l’applicazione del cosiddetto Decreto Salvini contro le legittime proteste dei lavoratori lede le fondamentali libertà democratiche e contrasta con il diritto di sciopero e di protesta, configurandosi come una pericolosa misura di limitazione del diritto al dissenso ed alla denuncia di condizioni di sfruttamento e dunque come un pericoloso attacco alle libertà individuali”. S’impegna quindi la Giunta regionale a proseguire nelle azioni volte al “contrasto di ogni forma di sfruttamento ed illegalità in ambito lavorativo” e a sostenere le organizzazioni sindacali nelle “iniziative che vorranno intraprendere al fine di contrastare gli effetti negativi e pericolosi derivanti dall’applicazione del decreto Salvini nell’ambito del mondo del lavoro”.

“A pochi giorni dal corteo del 18 la netta presa di posizione del Consiglio regionale è un fatto di grande rilevanza. Il compito delle istituzioni è colpire e perseguire chi sfrutta, non chi è sfruttato” commentano Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra. “I lavoratori multati non possono essere lasciati soli né possiamo accettare che sia limitato il diritto allo sciopero e che venga punito chi si ribella”.

“Le multe agli operai che denunciavano la loro condizione di sfruttamento - continuano Fattori e Sarti - sono un’intollerabile ingiustizia di cui dobbiamo innanzitutto ringraziare l’ex ministro Salvini e i suoi così detti decreti sicurezza. Per noi sicurezza significa assicurare il rispetto dei diritti fondamentali all’interno di tutti i luoghi di lavoro, compresi i capannoni industriali del distretto pratese. Quei decreti, ormai divenuti legge, devono essere immediatamente cancellati assieme alle multe agli operai della Superlativa, indegne di una Repubblica fondata sul lavoro”.

Legalità

Legalità: ricollocare l’edicola rimossa dal Comune di Pisa, approvate due mozioni

Sui due atti di indirizzo, che contestano la rimozione del chiosco di Borgo Stretto diventato simbolo della lotta alla mafia, hanno votato a favore il Pd, Sì-Toscana a Sinistra, M5S e le consigliere Spinelli e Pecori del gruppo Misto. Ha votato contro la Lega, mentre Marchetti (FI) e Salvini (gruppo Misto) si sono astenuti

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza due mozioni collegate che impegnano la Giunta regionale a intervenire nei confronti dell’amministrazione comunale di Pisa per ricollocare nella sua naturale sede o in una nuova e visibile collocazione il “Chiosco della legalità”, cioè l’edicola di Borgo Stretto, confiscata alla mafia nel 2013 e restituita alla cittadinanza nel 2014 che il Comune ha fatto rimuovere per motivi igienico sanitari la mattina del 2 gennaio scorso. Una delle due mozioni è stata presentata dal gruppo del Pd, primo firmatario Antonio Mazzeo, e sottoscritta da Serena Spinelli (gruppo Misto), e Gabriele Bianchi e Irene Galletti del M5S; l’altra mozione, invece, è stata presentata da Sì-Toscana a Sinistra, primo firmatario Tommaso Fattori, e sottoscritta anche da Serena Spinelli (gruppo Misto), Gabriele Bianchi e Irene Galletti (M5S), e Monica Pecori (gruppo Misto). In fase di votazione col sistema elettronico, si sono espressi a favore delle mozioni il gruppo del Pd, del M5S e le consigliere Pecori e Spinelli del gruppo Misto; hanno votato contro i consiglieri della Lega; si sono astenuti il consigliere Maurizio Marchetti (FI) e il consigliere Roberto Salvini (gruppo Misto)

Il consigliere Mazzeo, illustrando all’aula la mozione del Pd, ha ricordato che “il Comune ha rimosso l’edicola, agendo la mattina presto del 2 gennaio e cancellando con un colpo di spugna un simbolo della lotta alla mafia che a Pisa tutti riconoscono come tale”. E criticando l’operato del Comune ha aggiunto: “Un simbolo, anche se la gestione di quello spazio ha avuto difficoltà negli ultimi mesi, vale di più rispetto all’idea di combattere il degrado di una zona della città”. Mazzeo ha chiuso invitando la Giunta a trovare “modo e forma per rimettere in vita l’edicola, come segnale di lotta alla mafia e come battaglia di civiltà che non possiamo non combattere”.

“Quanto è accaduto a Pisa lascia esterrefatti”, ha dichiarato Fattori illustrando la mozione del suo gruppo, “soprattutto in considerazione dei dati che dicono che il fenomeno mafioso è una presenza in crescita in Toscana”. Fattori ha parlato di “pessimo segnale alla società civile” e di “schiaffo vergognoso” all’impegno per la legalità. Perciò ha ribadito che “è essenziale un segnale da parte della Regione”.

Il consigliere Bianchi ha annunciato il voto favorevole su entrambe le mozioni, “perché serve un segnale forte di contrarietà al gesto compiuto dall’amministrazione comunale di Pisa”.

Voto favorevole ai due atti di indirizzo è stato annunciato anche dalla consigliera Pecori, che si è detta “esterrefatta dall’iniziativa del Comune e dalle dichiarazioni rilasciate successivamente dall’onorevole Ceccardi, perché un simbolo non si giudica su canoni estetici”.

“Il riutilizzo dei beni confiscati alla mafia è un processo complesso, ma non si può ignorare davanti a qualche difficoltà”, ha dichiarato la consigliera Spinelli, che ha aggiunto: “In questo processo ci vuole un forte intreccio di volontà e bisogna essere mossi dalla convinzione di restituire un bene alla collettività come impegno all’affermazione della cultura della legalità”.

“Sono tutti principi condivisibili, finché il dibattito non diventa battaglia politica”, ha affermato Elisa Montemagni (Lega), che ha spiegato che l’immobile era in gestione a una cooperativa che ha cessato l’attività e che, “come risulta da una lettera inviata al sindaco dalla Asl, era diventato ricettacolo di deiezioni corporali”. L’Asl, ha ricordato, chiedeva “un intervento di risanamento o la rimozione e il Comune ha deciso la rimozione temporanea dell’edicola, ma ha dichiarato di essere disposto a una sua ricollocazione, tanto che ci sarà un incontro con l’associazione Libera”.

“Anch’io condivido i principi espressi, ma nel caso in questione ci leggo una strumentalizzazione”, ha detto Marchetti, “perché l’abbandono dell’edicola era oggettivamente diventato un problema di igiene pubblica”. La soluzione, ha aggiunto, è quella di riposizionarla in un’area più appetibile dal punto di vista commerciale”.

“Al di là delle osservazioni politiche, spero in un voto favorevole di tutti, perché un voto negativo o un’astensione risulterebbe incomprensibile”, ha osservato Alessandra Nardini (Pd). “L’edicola”, ha ricordato, “è un bene pubblico e il Comune doveva adoperarsi per la sua gestione in quanto tale, non rimuoverlo attraverso un’imboscata”. Augurando una riapertura del dialogo tra tutti i soggetti, Nardini ha auspicato che “l’edicola sia ricollocata al suo posto per affermare che qui la mafia è stata sconfitta”.

Il portavoce dell’opposizione, Jacopo Alberti, ha letto per intero la lettera del Dipartimento prevenzione Ufficio di igiene pubblica della Asl, sottolineando che “la richiesta inviata al sindaco era quella di procedere alla bonifica con ristrutturazione dell’edicola o alla rimozione”.

Il capogruppo del Pd, Leonardo Marras, ha definito “allucinante” l’azione dell’amministrazione comunale, affermando che “serve una coscienza collettiva per contrastare fenomeni pericolosi come quello della mafia e i simboli, qual è l’edicola di Borgo Stretto, servono proprio a questo”. Invece, ha continuato, “il Comune ha operato una scelta ben precisa, il che lascia pensare o che non si ha un’attenzione verso gli spazi pubblici o che non si apprezzi il valore di un simbolo”.

Fattori è intervenuto di nuovo per ribadire che “serve dire da che parte si sta e non si può accettare, com’è stato fatto in aula, l’interpretazione parziale della relazione dell’Asl”.

Gianni Anselmi (Pd) ha esordito dicendo che “questo tipo di discussione nobilita le istituzioni” e ha sottolineato che “la lotta alla mafia si nutre di cultura di legalità e anche di tutti i simboli che possono rappresentarla”. Riferendosi alle questioni di decoro sollevate, Anselmi ha affermato che “il decoro etico viene prima di tutto”.

Lavoro: iniziative contro decreto Salvini, approvata mozione a maggioranza  

Il testo firmato da Sì Toscana a Sinistra, Pd, Monica Pecori e Serena Spinelli (gruppo Misto), impegna la Giunta ad azioni per il “contrasto di ogni forma di sfruttamento e illegalità” e a prendere contatti con tutte le organizzazioni sindacali

La  Giunta è impegnata a proseguire le azioni di “contrasto di ogni forma di sfruttamento e illegalità in ambito lavorativo” e a prendere contatti con tutte le organizzazioni sindacali per sostenere iniziative contro “gli effetti negativi e pericolosi derivanti dal decreto Salvini nel mondo del lavoro, rimandando a una seconda fase di approfondimenti in materia da effettuarsi sempre con le sigle sindacali”. Lo prevede la mozione sottoscritta da Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì – Toscana a Sinistra), Ilaria BugettiMonia Monni e Nicola Ciolini (Pd), Monica Pecori e Serena Spinelli (gruppo Misto), che richiama la giornata di mobilitazione indetta dalle organizzazioni sindacali il prossimo 19 gennaio contro il cosiddetto Decreto Salvini.

Il testo richiama “i recenti episodi riportati dalla stampa locale che hanno visto i lavoratori sanzionati dall’autorità competente per il solo fatto di aver messo in atto una legittima protesta” per fare “emergere situazioni di oggettiva illegalità e sfruttamento in ambito lavorativo”. Prendendo atto “con favore del complesso delle azioni messe in campo dalla Regione” per contrastare questi fenomeni, la mozione rileva che, “come emerso dai fatti espressi”, “l’applicazione del cosiddetto Decreto Salvini contro le legittime proteste dei lavoratori lede le fondamentali libertà democratiche e contrasta con il diritto di sciopero e di protesta”.

Pesca

Pesca dilettantistica nelle acque interne, sì a mozione per regolamentazione

Passa a maggioranza l’atto presentato da Giacomo Bugliani (Pd): “Movimenta annualmente oltre 40mila tesserati che hanno da sempre assolto il ruolo della salvaguardia degli ambienti acquatici”.

Creare una diversa articolazione della Consulta ittica regionale, istituita nel 2005, per favorire il coinvolgimento delle associazioni e trattare con più specificità le politiche attinenti alla pesca nelle acque interne. Questo l’impegno chiesto alla Giunta regionale nella mozione presentata in Aula dai consiglieri Giacomo Bugliani, Leonardo Marras, Fiammetta Capirossi, Enrico Sostegni, Lucia De Robertis del Partito democratico e approvata a maggioranza.

L’atto muove dalla presenza diffusa e molto radicata delle associazioni dei pescatori su tutto il territorio regionale che hanno mostrato, come ha spiegato Bugliani nell’illustrare la mozione, “un notevole interesse ad una gestione complessiva, non soltanto della fauna ittica, ma in particolare anche della pesca dilettantistica”. “La pesca dilettantistica nelle acque interne della Toscana – ha precisato il consigliere regionale – è un tema importante perché movimenta annualmente oltre 40mila tesserati che hanno da sempre assolto il ruolo della salvaguardia degli ambienti acquatici”. Nell’atto si chiede “di incidere sulle funzioni della Consulta ittica regionale, distinguendo le specificità inerenti alla pesca interna e alla pesca marina”.

“Con questa mozione – ha concluso Bugliani – si registra l’interesse forte da parte delle associazioni di pescatori di avere in concessione questi tratti di corsi d’acqua anche per lo sviluppo della pesca dilettantistica con tutte le conseguenze che ne derivano: da una parte per la sicurezza e manutenzione dei corsi d’acqua e dall’altra per lo sviluppo e la promozione del territorio”. Per questo nella mozione si chiede all’esecutivo di “consentire alla Regione di rilasciare concessioni anche per l’esercizio dell’attività di pesca dilettantistica, per promuovere una gestione sempre più efficace della fauna ittica e della pesca nei corsi idrici”.

Piccoli Comuni

Piccoli Comuni: mozione chiede nuove iniziative per il loro sostegno

L’atto, che vede come prima firmataria Alessandra Nardini (Pd), è stato approvato dal Consiglio regionale

Una mozione in merito alle azioni di sostegno ai piccoli Comuni della Toscana è stata approvata dal Consiglio regionale. L’atto, firmato dai consiglieri del Pd Alessandra Nardini, Enrico Sostegni, Marco Niccolai, Fiammetta Capirossi, Simone Bezzini, Andrea Pieroni, Ilaria Giovannetti, Simone Tartaro, Giacomo Bugliani e Lucia de Robertis, parte dalla considerazione del fatto che in Toscana i piccoli Comuni con meno di 5 mila abitanti sono 119 su 273 (il 44% del totale), che l’insediamento nei piccoli comuni costituisce una risorsa a presidio del territorio della Toscana, che è opportuno promuovere l’adozione di misure in favore dei residenti nei piccoli Comuni e delle attività produttive che qui sono insediate.

La mozione impegna dunque la Giunta a sostenere le proposte contenuto nel “Manifesto di Gornate – Priorità dei piccoli Comuni italiani” di Anci presso il Governo e il Parlamento e, per quanto di propria competenza, a “valutare ogni ulteriore iniziativa utile da mettere in atto per sostenere i piccoli Comuni della Toscana, al fine di contrastare lo spopolamento delle aree marginali, garantire un adeguato livello di servizi, supportare le economie locali, valorizzare il patrimonio naturale, rurale e storico-culturale”.

“Non posso che essere soddisfatta per il consenso unanime che questa mozione ha raccolto ieri tra i banchi del Consiglio regionale. Con l’approvazione di questo atto diamo mandato alla Giunta di perseguire presso il Governo e il Parlamento le proposte fatte da Anci a sostegno dei piccoli Comuni, e di mettere in campo ogni ulteriore iniziativa utile a contrastare lo spopolamento delle aree marginali, garantire un adeguato livello di servizi, supportare le economie locali, valorizzare il patrimonio naturale, rurale e storico-culturale. Ricordo che in Toscana i Municipi con meno di 5mila abitanti sono 119 su 273, ovvero il 44% del totale, e amministrando più di un terzo della superficie regionale hanno bisogno di un’attenzione particolare, ad esempio, su servizi, infrastrutture, incentivi alle economie locali per contrastare il fenomeno dello spopolamento. In provincia di Pisa i Comuni sotto i cinquemila abitanti sono: Montescudaio, Monteverdi, Guardistallo, Santa Luce, Castellina Marittina, Casale Marittimo, Montecatini Val di Cecina, Orciano Pisano, Riparbella, Chianni, Lajatico, Terricciola, Peccioli, Palaia, Castelnuovo Val di Cecina e Fauglia". È quanto dichiara Alessandra Nardini, consigliera regionale Pd a seguito dell’approvazione della mozione  “In merito alle azioni di sostegno ai piccoli Comuni della Toscana”.

“La Giunta regionale ha stanziato nel bilancio approvato a dicembre 20 milioni di euro in tre anni che consentiranno di realizzare nuove opere e rafforzare politiche verso le zone marginali. Uno stanziamento importane e atteso dai nostri territori che auspico possa fare da apripista a interventi analoghi per quei Comuni poco sopra i 5.000 abitanti, penso ad esempio a Capannoli, a Calci, Crespina Lorenzana, Pomarance in provincia di Pisa, che hanno praticamente le stesse caratteristiche e le stesse criticità di quelli interessati dal provvedimento, e che non possono e non devono essere lasciati soli – conclude Nardini - A settembre scorso Anci Toscana, anche grazie all'impegno di Sandro Cerri, Sindaco appunto di un piccolo Comune, Montecatini Val di Cecina, e responsabile Anci Piccoli Comuni,  ha approvato un documento che raccoglie le misure contenute nel Manifesto di Gornate – Priorità dei Piccoli Comuni italiani necessarie per dare vita a un controesodo; tra queste: semplificazione delle regole contabili, ovvero meno burocrazia, sblocco della legge sui piccoli Comuni, un fondo nazionale per gli investimenti. La Toscana è tale non solo per l’unicità delle città d’arte, ma anche per la molteplicità che caratterizzano i piccoli centri: un patrimonio da tutelare e da mantenere vivo”.

Sanità

Sanità, ambulatori decentrati per diminuire accessi al pronto soccorso del Meyer

“Il pronto soccorso dell’ospedale pediatrico Meyer accoglie ogni anno circa 42mila bambini. Di questi, circa l’80 per cento non rappresenta un’emergenza urgenza, anche se una buona percentuale presenta la necessità di una visita in pronto soccorso. L’invio dal pronto soccorso verso l’Ambulatorio di continuità assistenziale pediatrico (Acap) nei prefestivi e festivi ha riguardato una percentuale sugli accessi totali che oscilla tra il 5,48 per cento nel mese di settembre al 10,7 per cento nel mese di dicembre”. È quanto ha detto l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Paolo Marcheschi (FdI), che chiedeva di sapere come la Regione intendesse intervenire per potenziare il servizio di Guardia medica pediatrica, per rispondere in modo efficace e diretto alle richieste dei genitori e per garantire continuità assistenziale ai malati pediatrici.

L’assessore ha ricordato che il maggior numero di accessi al pronto soccorso (più 15 – 20 per cento rispetto agli altri giorni) si verifica nei giorni di sabato, domenica e lunedì. E ha aggiunto: “Dai dati dell’invio dei pazienti verso l’Acap emerge senza dubbio come la presenza di un servizio ambulatoriale pediatrico per i codici minori sia di grande aiuto al pronto soccorso. Ma non può essere l’unica soluzione. Perciò il prossimo e decisivo passaggio sarà la sempre e più puntuale condivisione e integrazione dei protocolli assistenziali tra ospedale e territorio, e la possibilità di istituire ambulatori decentrati che permettano al cittadino di rivolgersi agli specialisti con la consapevolezza di essere gestiti allo stesso modo che al pronto soccorso”.

“L’interrogazione riguardava il servizio di Guardia medica pediatrica, ma la sua risposta dimostra, come sosteniamo da tempo, che questo servizio non esiste, provocando purtroppo un ricorso eccessivo al pronto soccorso del Meyer”, ha replicato il consigliere Marcheschi. “Si tratta di una nota dolente del sistema sanitario regionale anche per gli adulti”.

Endometriosi, percorso diagnostico terapeutico per le pazienti. Approvata mozione Sì Toscana a Sinistra

La Regione Toscana predisporrà un apposito percorso diagnostico terapeutico per le pazienti affette da endometriosi, oltre a una specifica formazione dei medici di medicina generale e a campagne di educazione sanitaria.

“L’endometriosi è una malattia cronica invalidante che nel nostro Paese mediamente colpisce oltre 3 milioni di donne. E’ essenziale che la diagnosi sia posta tempestivamente per avere successo con la terapia e scongiurare l’insorgenza di altre patologie correlate”- commentano Paolo Sarti e Tommaso Fattori consiglieri di Sì Toscana a Sinistra - “spesso passano otto/nove anni per fare diagnosi, a causa della scarsa conoscenza fra i medici e la mancanza di un percorso diagnostico terapeutico appositamente predisposto”.

“Con questa mozione” – proseguono Sarti e Fattori – “impegniamo la Giunta a predisporre, tramite il Governo Clinico Regionale e il Centro della Medicina di Genere, uno specifico piano diagnostico/terapeutico. Ma occorre anche per assicurare tempestiva diagnosi, appropriatezza e miglioramento delle cure predisporre una specifica formazione e un aggiornamento del personale medico, a partire dai medici di medicina generale, preposti alla diagnosi e alla cura dell’endometriosi”. “Infine con questa mozione impegniamo la Giunta a predisporre campagne di sensibilizzazione e educazione sanitaria soprattutto rivolte alla popolazione femminile”, terminano Sarti e Fattori.

Sanità, l’ospedale di Campostaggia avrà un nuovo pronto soccorso

Lo ha detto l’assessore Stefania Saccardi rispondendo a una interrogazione dei consiglieri Simone Bezzini (Pd) e Serena Spinelli (gruppo Misto).

“In seguito all’accordo di confine siglato tra Asl Sud Est e Asl Centro, la mobilità sanitaria dei cittadini dell’area fiorentina di confine verso la Asl Sud Est, e in particolare verso l’ospedale di Campostaggia, è incrementata, grazie anche a protocolli e procedure definite riguardanti, tra gli altri, l’Emergenza urgenza 118 Usl Centro, il Pronto soccorso di Campostaggia per i trasporti in emergenza e il trattamento di dialisi. Inoltre, i cittadini della zona Centro usufruiscono senza limiti e vincoli delle prestazioni di laboratorio e per quanto riguarda l’abbattimento delle liste di attesa, l’accordo garantisce loro lo stesso trattamento dei residenti della Valdelsa”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità, Stefania Saccardi, rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri Simone Bezzini (Pd) e Serena Spinelli (gruppo Misto) per conoscere lo stato di attuazione dell’accordo tra Asl Sud Est e Asl Centro, sottoscritto nel 2017 per regolamentare i rapporti di confine e la mobilità sanitaria.

Nella sua risposta, l’assessore Saccardi ha evidenziato che l’afflusso di residenti dell’area fiorentina di confine verso l’ospedale di Campostaggia, in costante crescita dal 2017 al 2019, ha prodotto “alcune criticità strutturali, più che organizzative, la cui soluzione è diventata sostanziale, nella gestione degli accessi, in particolare al Pronto soccorso”. A questo riguardo un documento di fattibilità, elaborato da un apposito gruppo di lavoro, prevede la costruzione di un nuovo Pronto soccorso in un’area attigua all’Ospedale, per una superficie di 1.300 metri quadrati rispetto agli attuali 700. L’assessore ha spiegato che sono in corso delle verifiche tecniche e che intanto il Direttore generale ha adottato una delibera per costituire un gruppo di lavoro che si occupi dell’intervento di riorganizzazione del Pronto soccorso. Il gruppo si è già riunito varie volte e “a breve – ha detto Saccardi – sarà prodotto il documento di programmazione operativa con il quale saranno individuati i tempi e i modi per l’attuazione del progetto”. Inoltre, ha concluso, “per consentire un rapido avvio delle procedure di gara, la Asl Sud Est ha chiesto formale autorizzazione alla Regione per ricorrere a risorse del bilancio aziendale di parte corrente, a valere sul prossimo finanziamento in conto capitale”.

Il consigliere Bezzini si è dichiarato soddisfatto della risposta, considerando “positiva la soluzione individuata per il nuovo Pronto soccorso”, visto che dopo l’accordo tra le Asl “l’ospedale di Campostaggia, nato per servire 60mila abitanti, ha oggi un bacino di riferimento di 180mila abitanti”. Secondo Bezzini, “ora serve accelerare i tempi per giungere al progetto definitivo del nuovo Pronto soccorso e all’avvio delle procedure di gara”.

Sanità e energy drink

Quartini (M5S): “Limitare la vendita di ‘energy drink’ ai minorenni”. Approvata mozione in Consiglio regionale.

“Le bevande cosiddette “Energy drink” producono effetti nocivi sulle persone, in particolare sui giovani che, per una serie di motivi sociali e culturali, ne sono grandi consumatori. Per questo, assieme al PD, ho presentato una mozione in Regione affinché la Giunta regionale si impegni ad attivare un tavolo tecnico presso il ministero della Salute per approfondire il fenomeno del consumo degli Energy drink fra i minorenni, e nel caso si riscontri che il fenomeno è problematico e rischioso sia per la salute che per la spesa sanitaria, si devono progettare misure di limitazione della vendita di tali bevande ai minorenni e in determinate fasce orarie. Nel cervello degli adolescenti, esposto a una combinazione di bevande a base di caffeina e alcol, si verificano cambiamenti chimici simili a quelli osservati in chi fa uso di cocaina. I giovani sono esposti a un problema di dipendenza indotta destinata a durare tutta la vita. E’ pertanto opportuno limitarne la vendita ai minori, almeno nelle fasce orarie in cui è vietata la vendita di alcolici.”

Sanità toscana, Quartini (M5S): “Giani ha la memoria corta, non è in grado di risolvere i problemi dei cittadini”.

“Le ultime dichiarazioni stampa sulla riforma sanitaria rilasciate da Eugenio Giani, candidato Governatore del PD, lasciano esterrefatti. Non si capisce bene a cosa si riferisca quando parla di "piccoli aggiustamenti" da fare. Questa legge fortemente voluta dal Partito democratico ha stravolto un sistema sanitario già fragile, aprendo di fatto le porte alla privatizzazione. Ricordo a Eugenio Giani che era già lui Presidente del Consiglio regionale quando con un colpo di mano il PD stralciò ben 57 articoli, dei 151 previsti, pur di non approfondire i gravi problemi che la legge aveva, impedendo così il dibattito democratico in aula. Negli emendamenti da noi proposti, ma mai discussi, tutto quello che lui oggi vorrebbe correggere era già ampiamente annunciato. E probabilmente Giani si ricorda anche di quando la raccolta firme di 55mila cittadini toscani venne vanificata con un "escamotage burocratico". I cittadini gli chiesero, perfino, di farsi garante di tutti i toscani che volevano legittimamente esprimersi sulla legge con un referendum, ma sappiamo bene come è andata a finire. Ci conforta lievemente questa sua tardiva presa di coscienza, ma la questione è un po' meno semplicistica di come viene presentata. Basterebbe uscire dai Palazzi ed abbandonare il taglio dei nastri per un momento, e farsi un giro negli ospedali demansionati, in quei territori periferici dove i servizi sono stati, se non azzerati, fortemente limitati. È difficile pensare che chi è parte stessa del principale problema della sanità toscana sia anche in grado di risolverlo, e sarebbe forse un po' troppo comodo credere che i toscani abbiano la memoria talmente corta da non ricordarsi il ruolo di Eugenio Giani quando la riforma sanitaria è stata varata. Ma nel caso ci siamo qui noi a ricordarlo!”.

Ospedale di Poggibonsi, Bezzini (Pd): “Preoccupazioni recepite. Ora tempi rapidi per l’avvio della  progettazione”

Ieri in aula la risposta dell’assessore  alla Sanità all’interrogazione del consigliere

“Le preoccupazioni espresse nell’ interrogazione in cui chiedevo l’individuazione di un percorso certo e rapido per la realizzazione del nuovo pronto soccorso dell’ospedale di Poggibonsi hanno trovato riscontro in Consiglio regionale dove ieri l’assessore alla Sanità ha chiarito alcuni punti”. Così il consigliere del Pd in Regione Simone  Bezzini commentando la risposta fornita ieri in aula dall’assessore Saccardi alla sua interrogazione che poneva la questione dell’ospedale di Poggibonsi . “Constato- spiega Bezzini- che c’è consapevolezza della situazione e questo mi rassicura. Nella risposta all’interrogazione – riferisce Bezzini- infatti si conferma che l’ospedale di Campostaggia è un riferimento importante per tutti i cittadini della val d’Elsa dell’Area fiorentina di confine. Allo stesso tempo- prosegue Bezzini- viene evidenziata la carenza strutturale dato il numero degli accessi quotidiani, soprattutto del pronto soccorso progettato per garantirne  massimo 15mila l’anno negli anni novanta, cifra che nel 2019 è più che raddoppiata “. I dati parlano di 30mila 688 accessi nel 2019 di cui 7557 dalla zona di confine. “La Giunta ha già inserito  Piano di investimenti l’ampliamento del Pronto soccorso – specifica Bezzini -. Ora è necessario che Giunta regionale e Asl Toscana Sud est creino le condizioni giuridiche e finanziarie affinché in tempi rapidi possa essere formalmente attribuito l’incarico per la progettazione dell’intervento. Continuerò- conclude Bezzini-  a monitorare con attenzione l’andamento della vicenda”

Trasporti

Tpl: tornelli elettrici sui bus, approvata mozione Forza Italia

Presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale, punta a scoraggiare abusivismo e furti.

Tutte le linee di autobus urbane ed extraurbane della Toscana devono progressivamente essere dotate di tornelli elettronici. È quanto chiede la mozione presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale Marco Stella (Forza Italia).

L’atto di indirizzo punta a “ridimensionare fortemente” chi viaggia senza titolo sui mezzi pubblici, ma anche a scoraggiare coloro che salgono a bordo con il solo scopo di mettere in atto furti e borseggi.

Trasporti: proseguire con l’iniziativa biglietto “Unico metropolitano”

Lo chiede una mozione, firmata dai consiglieri del Pd Monia Monni, Fiammetta Capirossi e Stefano Baccelli, approvata in Consiglio regionale.

Dare seguito all’utilizzo del biglietto integrato “Unico metropolitano”, attivandosi nei confronti dei soggetti firmatari dell’accordo sperimentale affinché sia predisposta una convenzione. E’ l’impegno chiesto alla Giunta regionale da una mozione, presentata dai consiglieri regionali del Pd Monia Monni, Fiammetta Capirossi e Stefano Baccelli, approvata durante l’ultima seduta di aula. L’atto ricorda che dal 1 giugno 2019 è valido il titolo di viaggio “Unico metropolitano” relativo al servizio di trasporto pubblico integrato urbano su gomma, treno e tramvia, istituito dalla Regione Toscana in collaborazione con i Comuni di Firenze, Calenzano, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Sesto Fiorentino, Signa e la Città metropolitana di Firenze. I consiglieri ritengono necessario dare seguito all’iniziativa, “al fine di implementare una mobilità sostenibile e una sempre migliore accessibilità urbana all’area urbana e metropolitana di Firenze, attraverso forme di coordinamento e integrazione tra sistemi di accesso ai servizi di trasporto pubblico locale intermodali”.

Sicurezza Trasporti, Municipale gratis sui treni

Treni: accesso gratuito per gli agenti della polizia locale

Lo chiedono due mozioni, una presentata da Maurizio Marchetti (FI) e una da Giacomo Giannarelli (M5S), approvate

Il Consiglio regionale ha approvato due mozioni collegate che chiedono alla Giunta di provvedere con tempestività a integrare la Convenzione con Trenitalia per permettere il libero accesso sui treni degli agenti di polizia locale, così come avviene per gli agenti delle forze dell’ordine e per i militari.

I due atti di indirizzo sono stati presentati dal consigliere Maurizio Marchetti (FI) e dal capogruppo del M5S Giacomo Giannarelli. Quest’ultimo, illustrando l’atto all’Aula, ha sottolineato che “questa misura contribuirebbe a garantire una maggiore sicurezza per i cittadini” che utilizzano il treno.

Nel corso del dibattito, il Pd, attraverso il consigliere Andrea Pieroni, aveva chiesto di emendare il dispositivo finale di entrambe le mozioni, “per aprire una valutazione sulla possibilità di ampliare agli agenti di polizia locale la gratuità e l’incidenza della spesa di tale provvedimento”. Marchetti e Giannarelli hanno però chiesto di procedere al voto sui testi senza emendamenti. “Anche in Emilia Romagna si applica la gratuità”, ha detto Giannarelli.

Annunciando il voto favorevole del suo gruppo, Luciana Bartolini (Lega) ha ricordato che anche la Regione Lombardia, dal 31 dicembre scorso, prevede l’accesso gratuito degli agenti di polizia locale sui treni.

Giannarelli (M5S Toscana): “Da oggi grazie alla nostra mozione anche la polizia municipale toscana viaggerà gratis sui treni”. 

Grazie alla mozione presentata in Consiglio regionale dal presidente del MoVimento 5 Stelle Giacomo Giannarelli ed approvata ieri in Aula, sono state eliminate le disparità che sino ad oggi escludevano dal trasporto gratuito sui mezzi Trenitalia gli agenti della polizia municipale in servizio.

E’ inaccettabile che sino ad oggi agenti in servizio impegnati nella tutela della sicurezza dei cittadini siano stati esclusi da tale possibilità – dichiara Giannarelli - La mozione da me presentata impegna la Giunta regionale ad attivarsi con celerità e senza ulteriore indugio nel voler inserire nella convenzione della Regione Toscana con Trenitalia, quali soggetti beneficiari, anche gli appartenenti alla polizia locale, al fine di evitare disparità di trattamenti così come per garantire più sicurezza sui trasporti per i cittadini. Altre Regioni hanno già legiferato in materia, è tempo che anche la Toscana si attivi in merito.

Sicurezza Trasporti, Marchetti: "Vittoria della giustizia e del buon senso per chi tutela l’ordine pubblico"

Anche gli agenti delle polizie locali potranno salire gratuitamente sui treni e verranno inclusi nelle convenzioni come quella fra Regione e Trenitalia al pari degli altri corpi di pubblica sicurezza: merito della mozione approvata ieri dal Consiglio regionale della Toscana e presentata dal Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti. «Ho inteso rimediare – spiega – a una disparità generata dalla Regione che aveva lasciato questi tutori dell’ordine pubblico fuori dalla convenzione con Trenitalia. E invece la questione è facile facile: se gli agenti di polizia locale hanno compiti di pubblica sicurezza per la legge, allora devono anche essere inclusi nei rapporti convenzionali stretti per il resto dei corpi di pubblica sicurezza. L’Assemblea toscana mi ha dato ragione e così abbiamo sanato questa ingiustizia facendo vincere il buon senso e l’equità».

«Gli estremi giuridici ci sono», osserva Marchetti anche nel suo atto. «La legge regionale 12/2006 attribuisce alle polizie locali funzioni di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria. Poi ci sono la legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale del 1986, il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, il codice di procedura penale… Ebbene – prosegue Marchetti – malgrado ciò la convenzione sottoscritta nel settembre 2019 da Regione Toscana e Trenitalia escludeva le polizie locali dalla possibilità di viaggiare gratuitamente a bordo treno almeno durante il servizio in divisa o in borghese».

Una lacuna adesso colmata con il via libera alla mozione Marchetti che impegna la giunta toscana in questo senso, ovvero «a provvedere con la massima tempestività ad integrare la convenzione stipulata tra Regione Toscana e Trenitalia garantendo anche gli agenti della polizia locale, quanto meno durante il servizio sia in divisa che in borghese, il libero accesso sui treni regionali».

«Con nota del 25 settembre u.s. la Giunta Regionale annunciava di aver rinnovato per il 2020 la convenzione con Trenitalia “per consentire agli agenti di pubblica sicurezza il libero accesso sui treni regionali in cambio della loro disponibilità a qualificarsi come membri delle forze dell'ordine ed intervenire in caso di minacce alla sicurezza dei passeggeri o del personale in servizio», includendo nella stessa «cinque corpi di pubblica sicurezza toscani (Polizia dello Stato, Carabinieri, Carabinieri Forestali, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria)”», ricorda l’atto di Marchetti. «Dalla convenzione sottoscritta – sottolinea la mozione – risultano dunque esclusi gli agenti di polizia locale pur se nell’esercizio delle funzioni di pubblica sicurezza loro attribuite dalla legislazione vigente. Altre Regioni (es. Lombardia, Emilia Romagna, Campania, Liguria, Lazio…) hanno incluso nelle convenzioni stipulate per la gratuità di accesso a bordo treno anche gli agenti di polizia locale, al pari degli altri corpi di pubblica sicurezza. Si ritiene quindi doveroso che anche il rapporto convenzionale stipulato tra Regione Toscana e Trenitalia includa gli agenti della polizia locale insieme agli altri corpi di pubblica sicurezza».

Motorizzazione Livorno, Galletti (M5S). “La Regione si attiverà per impedirne la chiusura.” Approvata mozione in Consiglio regionale.

Il Consiglio approva la mozione presentata da Irene Galletti per la messa in sicurezza dell’edificio e per risolvere le problematiche dell’utenza civile e professionale.

Sulle condizioni delle gravi carenze strutturali dell’edificio che ospita gli uffici della motorizzazione di Livorno e i conseguenti disagi per l’utenza civile e professionale deve intervenire la Regione. Lo chiede la mozione presentata dalla consigliera del Movimento 5 stelle Irene Galletti e votata dall’aula nel corso della seduta di ieri. Nell’atto di indirizzo la Giunta è chiamata ad assumere tutte le iniziative necessarie per risolvere la situazione e per dare tempi certi alla messa in sicurezza dell’edificio prevedendone, comunque, la riapertura. Si chiede inoltre di impedire aggravi di spesa non attribuibili a negligenze da parte degli utenti.

“La Motorizzazione di Livorno è in difficoltà, e prima di essa quella di Pisa, e di conseguenza quella di Lucca: un intero sistema che dovrebbe essere al servizio dei cittadini e delle imprese è al collasso.

Il ridimensionamento e spostamento della sede di Pisa infatti aveva fatto ricadere una massa di pratiche negli uffici delle due Motorizzazioni limitrofe, e con la chiusura di Livorno la situazione è precipitata nel caos. Con la chiusura della motorizzazione di Livorno, cittadini ed imprese dovranno convergere tutti su Lucca, con altre 150 persone al giorno che vedranno un aggravio di tempo e di costi. La Regione si attivi, anche con il Ministero dei Trasporti, per trovare intanto una soluzione ponte e ripristinare la funzionalità dei locali. Dopo il forte ridimensionamento della motorizzazione di Pisa, per la quale stiamo continuando a impegnarci, questo sarebbe un altro brutto colpo per la cittadinanza e le tante imprese che sul territorio hanno necessità di questi uffici. Chiediamo alla Regione il massimo impegno di fronte a un problema che sta investendo gran parte delle province con ripercussioni sul tessuto economico locale. La ministra De Micheli dovrebbe già essere stata sollecitata nella sua recente visita in Toscana, spero che le abbiano fatto presente che non si può attendere ancora nel dare soluzioni immediate alla cittadinanza.”

Turismo

Turismo: garantire informazioni su accessibilità strutture ricettive

Il Consiglio approva la mozione presentata dal Movimento 5 stelle, prima firmataria Irene Galletti.

Il turismo accessibile in Toscana sia correttamente informato e la lista presente sulla piattaforma digitale regionale. E’ quanto chiede la mozione presentata dal Movimento 5 stelle, prima firmataria la consigliera Irene Galletti, approvata dall’Aula, che punta a “garantire la fruibilità delle informazioni sulle strutture ricettive dedicate alle persone con disabilità”.

Nel testo si ricorda il progetto ‘Costa Toscana’ di cui si è fatta promotrice la Giunta a guida Enrico Rossi  per la diffusione di un marchio di qualità che “non può prescindere – si legge – dalla diffusione e condivisone delle informazioni sull’accessibilità di territori, servizi e strutture”. “Valorizzare un’idea di turismo innovativo e sostenibile promuovendo innanzitutto l’accessibilità può rappresentare – secondo quanto scritto nella mozione - un valore qualificante per le imprese e un’opportunità per aumentare la competitività nel settore”.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Uffici Stampa



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