Insegnante di sostegno denuncia: "Mi hanno licenziato perché disabile"

Un insegnante di sostegno ha denunciato di essere stato licenziato perché disabile. Il 33enne Marco Di Domenico, fa sapere che il motivo del licenziamento sia da addurre alla sua disabilità, una miopatia muscolare, perché renderebbe insicuro il suo stesso lavoro. A stabilirlo sarebbe stata la commissione medica a cui lui stesso si è sottoposto, senza tuttavia immaginare che l'esito della visita lo dichiarasse "perennemente inidoneo all'attività di sostegno nella scuola" Scrive così nel suo post: "Perché sono disabile (miopatia muscolare, cammino lento, sono debole, non sollevo pesi, ho difficoltà in certi movimenti e non riesco a salire le scale). Siccome disabile, non posso seguire i ragazzini con disabilità che hanno il sostegno, per motivi di sicurezza". L'ex prof. fa sapere che il suo contratto a tempo determinato alla scuola media Ivana Marcocci, iniziato a settembre, avrebbe dovuto scadere a giugno, ma è stato interrotto a cavallo delle feste di Natale.

Marco aveva preso servizio il 13 settembre 2019 come supplente di Sostegno in una scuola Media di primo grado di Prato. Contratto a tempo determinato, supplenza annuale. Dovevo lavorare fino al 30 giugno.

Il 33enne, è un precario e in quanto precario "non ho diritto ad essere assegnato ad un'altra mansione- scrive-. Né ad avere il punteggio della supplenza per salire in graduatoria."

Un'alternativa ci sarebbe perché Marco potrebbe fare l'insegnante curricolare, ma senza punteggio nel mondo della scuola, non si sale in graduatoria "Mi trovo ad avere uno svantaggio oggettivo rispetto ai colleghi normodotati, che nella mia stessa condizione lavorativa continuano a prendere quei santi 1.600 euro al mese e continuano a salire in graduatoria".

"Nel lavorare su Sostegno ho cominciato anche a capire più a fondo il valore sociale dell'inclusione, soprattutto quando si tratta di vere marginalità.
L'inclusione è la riorganizzazione di un sistema, la sua ricombinazione per fare posto a tutti. E niente, il sistema non ce l'ha fatta. Espulso da un posto che serve all'inclusione. Discriminato di fatto".

Marco Di Domenico farà ricorso e dovrà sottoporsi a una nuova visita con un'altra commissione del Ministero della Difesa.

 

 



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