Vigile del fuoco morto, nuova perizia: "Omissione di soccorso ha influito pesantemente"

Nuova svolta nel caso dell’ex pompiere di Pistoia Antonio De Witt trovato morto in un’angusta camera nella sua abitazione nel febbraio 2017. Nel 2018 era stata condannata la moglie per maltrattamenti aggravati, peraltro recidiva, a 18 anni di reclusione.

In primo grado erano state ascoltate solo le perizie di parte che davano pareri contrastanti sul rapporto causa-effetto tra lo stress per i maltrattamenti subiti e la morte.

Per la difesa si era espresso il perito Giuliano Piliero che reputava la morte causata da malattie cardiopatiche di cui il 55enne soffriva da tempo. Il suo collega dell’accusa, Marco di Paolo, sosteneva invece che particolari segni sul muscolo cardiaco fossero una prova certa dell’intenso accumulo di stress. Il consulente nominato dal pm durante il processo di primo grado ha dato ragione all’accusa e la donna era stata quindi condannata a 18 anni.

Ieri mercoledì 15 gennaio la nuova perizia disposta dalla Corte di Assise, secondo quanto riportato da Il Tirreno, ha concluso che non è possibile provare scientificamente se lo stress sia stata la causa della morte dell’uomo ma l’omissione di soccorso da parte della moglie ha influito pesantemente sulle sorti del marito. Infatti,secondo il medico legale Lorenzo D’Antonio che ha svolto la nuova perizia, una chiamata tempestiva del 118 avrebbe dato all’uomo elevate “probabilità di sopravvivenza” .

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