Almanacco di Sanremo, la storia del festival al 'Pinturicchio'

Marino Bartoletti ha presentato giovedì 16 gennaio 2020 al “Pinturicchio” di Lucca  il suo “Almanacco del festival di Sanremo. Storia del festival alla vigilia della 70ª edizione”.
La musica è infatti l’altra grande passione, insieme allo sport, di questo autentico maestro del giornalismo italiano, adesso anche scrittore di successo (i suoi libri sono in testa alle classifiche di vendita), che ha mostrato ancora una volta tutta la sua competenza, conoscenza, cultura ed ironia.

Nella sala della cultura del “Pinturicchio”, di fronte ad un pubblico numeroso ed interessato, il giornalista romagnolo ha condiviso molte storie, curiosità e retroscena delle 69 edizioni del Festival che si sono svolte dal 1951 al 2019, proprio mentre è alle porte la 70esima edizione che avrà come direttore artistico e conduttore Amadeus.
Intervistato dai giornalisti Giacomo Bernardi e Sirio Del Grande e con il contrappunto musicale del pianista Tiziano Mangani, Bartoletti ha spiegato che la musica italiana, salvo rare eccezioni, è passata tutta da lì:

“Sanremo è stato ed è – ha ricordato – allegria e malinconia, euforia ed amarezza, speranza e declino, gioia e tragedia, conservazione e progresso, giustizia ed errori, concretezza e fantasia”. E il Festival non è mai stato “solo canzonette”: su quel palco si è cantato veramente di tutto. Si sono affrontati anche temi molto seri e chi non se n’è accorto ha probabilmente perso un’occasione anche “culturale”. “Perché la cultura - ha fatto presente – va cercata anche nelle sue manifestazioni apparentemente meno convenzionali, anteponendo perlomeno la curiosità alla puzza sotto il naso”.
Secondo Bartoletti “Sanremo siamo tutti noi: nella nostra a volte caricaturale, a volte umanissima ed apprezzabile italianità”.
Stimolato anche dagli intervistatori e dagli interventi del pubblico, ha parlato dei cantanti, musicisti, conduttori che in 70 anni si sono esibiti su quel palco magico e al tempo stesso terribile: da Nilla Pizzi a Mahmood passando per Domenico Modugno, Johnny Dorelli, Luigi Tenco, Adriano Celentano, Nicola Di Bari, Renato Zero, Mia Martini, Massimo Ranieri, Il Volo e tanti altri personaggi che hanno segnato la storia della musica e dello spettacolo.

Un ricordo particolare e commosso lo ha dedicato però al suo grande amico Lucio Dalla, raccontando di quando, poche settimane prima del Festival 2018, Gaetano Curreri gli fece ascoltare la versione originale del brano “Almeno pensami” cantata da Lucio Dalla. La canzone fu poi presentata sul palco del Teatro Ariston da Ron (“Certamente meritava più del quarto posto”).
Bartoletti ha anche descritto il suo rapporto stretto (“praticamente da quando sono nato”) con Sanremo e le sue esperienze da giurato, opinionista ed anche selezionatore delle canzoni in gara.
Alla fine dell’incontro, tutti i presenti hanno potuto parlare con lui, fare foto ed acquistare una copia del suo libro autografata.

Fonte: Il Pinturicchio read hear fun - Ufficio stampa

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