Backdoor, Suoni & Parole Selvagge: il programma del festival a Castelfranco

Gli eventi si terranno nella sala sul retro della Casa del Popolo


BACKDOOR Suoni & Parole Selvagge è un festival di un gruppo di amici che amano suoni e parole di artisti che hanno dedicato la loro vita alla ricerca sfrenata della bellezza che è in ognuno di noi. Un’iniziativa no profit e a ingresso gratuito per offrire un rifugio a chi cerca sentieri alternativi dove ricercare, sperimentare, uscire dai sentieri già battuti, con un nome che è già un manifesto, un riferimento alla porta sul retro, quel passaggio che in tanti film è la via per la libertà e che si riferisce anche al luogo che ospiterà gli eventi, la sala sul retro della Casa del Popolo di Castelfranco di Sotto.

Backdoor è questo spazio aperto al cambiamento nella provincia cronica, la via di fuga quando davanti alle altre uscite ti aspetta il baratro della normalità stordente, la porta sul retro che apre a un nuovo inizio.
Il festival nasce in un piccolo paese della provincia pisana e ospiterà musicisti e scrittori portatori di aperture a nuove contaminazioni artistiche ed altre espressioni selvagge. Gli appuntamenti della II edizione - dopo il successo dell’anno scorso, con
ospiti Simon Finn, Buck Curran, Paolo Ciampi, Luca Buonaguidi e Salvatore Setola e la sala sul retro sempre gremita e attenta - sono la proposta ideata da Roberto Banchini, Andrea Lippi, Luca Buonaguidi, Marco Puccioni, Cristian Pardossi, Michele Tromba, Filippo Caroti, Simone Conforti, Alessandro Corsi, Gianni De Angelis, Fulvio Rosselli, Orlando De Angelis e organizzata attraverso l'Arci e la Casa del Popolo di Castelfranco di Sotto.

Si avvale di sostenitori sul territorio e non come Blow Up, La Poerina Zafferano Toscano, Libreria Colibri e Queen Pizza ed i Riserva Indie come media partner, con la trasmissione Magic Sugarcube di Alessandro Hicks nel palinsesto di Contatto Radio Popolare Network.

Programma completo del festival e presentazione dei singoli eventi.

2 febbraio, ore 21.30 - concerto di Sarah Davachi (CA), musicista d’avanguardia che fonde linguaggi che vanno dalla musica ambient all’elettronica, che ha ottenuto importanti riconoscimenti presso le più prestigiose riviste di musica internazionale. Il concerto è in esclusiva sul territorio italiano.

28 febbraio, ore 21.30 - concerto di Joost Dijkema (NH) e Des Moines (IT), un duo di amici che si alterneranno sul palco con musiche sulle tracce del fingerpicking d’autore, con echi di John Fahey, Robbie Basho, Nick Drake e altre contaminazioni d’autore.

22 marzo, ore 21.30 - concerto di Maurizio Curadi (IT), compositore e chitarrista, che ci presenterà il suo ultimo disco “Phonorama”, influenzato da un blues primitivo e una psichedelia spirituale che animano un progetto sonoro fuori dalle rotte abusate.

14 febbraio, ore 21.30 - incontro con l’autore Pippo Russo per il libro Socrates – L’irregolare del pallone (Edizioni Clichy, 2016). "Vorrei morire di domenica, nel giorno in cui il Corinthians vince il campionato".
Questo gigante proveniente dal Brasile, irregolare nel nome, nella vita e nell’uso del pallone, ci ha insegnato come il gioco più bello del mondo possa essere anche un veicolo per la promozione dei diritti e delle azioni politiche per l’allargamento della cittadinanza. Attraverso l’irripetibile esperienza della Democrazia Corinthiana, cui da leader di un gruppo di colleghi diede vita nel Corinthians, ha indicato la via per
un’altra percezione del ruolo sociale, politico e culturale del calcio. In quei tre anni, mentre intorno a loro il paese era oppresso da una dittatura militare ventennale, un gruppo di calciatori dimostrò come il calcio possa essere tutt’altro che un fattore di
spoliticizzazione.

13 marzo, ore 21.30 - incontro con l'autore Andrea Semplici per il libro La rivoluzione perduta dei poeti (Polaris, 2019).Il 19 luglio del 1979, i sandinisti entrano a Managua. Il tiranno, Tacho Somoza, el malo, era fuggito due giorni prima. Fu l’ultima, impensabile Rivoluzione del ‘900: nel Centroamerica, un movimento armato conquistò la libertà in un paese considerato “terra privata” degli Stati Uniti. Fu la Rivoluzione dei poeti. Si dice che in Nicaragua todos son poetas. Qui i poeti hanno sparato, hanno ucciso, sono stati uccisi e hanno fatto parte del primo governo rivoluzionario. Andrea Semplici nel 1980 va in Nicaragua per vedere la Rivoluzione e continua a tornare per raccontare una storia fatta di lacrime e risate, di fallimento e di trionfo, ma soprattutto per farei conti con se stesso. La Rivoluzione perduta dei poeti contiene molti libri in sé e ognuno vive di poesia.

Fonte: Ufficio stampa

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