Chiusura della Vibac e Colorobbia: i commenti dalla politica

Vibac
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A seguito della notizia della chiusura dell'azienda Vibac e Colorobbia, arrivano i primi commenti dalla politica.

Pd Empolese Valdelsa: "Solidarietà ai lavoratori della Vibac e Colorobbia"

Jacopo Mazzantini, segretario del Partito democratico dell’Empolese Valdelsa, e Francesco Marzocchini, segretario Pd Vinci e capogruppo in consiglio comunale dei Democratici per Vinci, intervengono sulle recenti notizie che riguardano le crisi delle aziende Vibac e Colorobbia:

“La nostra solidarietà a nome del partito democratico territoriale, comunale e del relativo gruppo consiliare ai lavoratori e alle loro famiglie, che stanno vivendo questo difficile momento, dovendo, peraltro, distinguere tra due vicende che appaiono diverse tra loro, dal momento che per l’una, la Colorobbia, si annuncia un numero consistente di licenziamenti, pur intendendo rimanere sul territorio e continuare investire, mentre per l’altra, la Vibac, intende addirittura chiudere lo stabilimento senza alcun preliminare contatto con le istituzioni volto a trovare strade alternative o soluzioni meno radicali.

Ci impegniamo a tenere il faro puntato su questa emergenza lavorativa, al fianco del sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, che ha già partecipato ad una riunione con i lavoratori e la Rsu, e degli altri esponenti istituzionali del Pd, per sostenere le ragioni dei lavoratori. Occorre capire, in particolare, le motivazioni che stanno dietro alla decisione di chiudere la Vibac, verificando i bilanci dell'azienda e le possibili prospettive, facendo di tutto, compreso aprire un tavolo istituzionale anticrisi, per evitare una decisione allo stato incomprensibile e inaccettabile che impoverirebbe tutto il nostro territorio”.

Dario Parrini, Pd: "Sarò al loro fianco con tutto me stesso"

Il Senatore del partito democratico originario di Vinci Dario Parrini, ha espresso il suo messaggio di solidarietà tramite un post sul suo profilo Facebook.

"Il profilarsi di un numero elevato di licenziamenti alla Colorobbia e della volontà della Vibac di chiudere lo stabilimento di Vinci sono due brutte notizie. Per le persone che rischiano il posto, per le loro famiglie, per tutto l'Empolese Valdelsa. La risposta dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni, in primo luogo i comuni e la Regione, non tarderà. Occorre una mobilitazione corale, vigorosa e determinata. Io sarò ovviamente al loro fianco, con tutto me stesso e seguendo le due vertenze minuto per minuto. Intanto ho già informato di quanto sta avvenendo il Ministero dello Sviluppo Economico nella persona della sottosegretario Alessia Morani.

Non nascondo che la vicenda Vibac suscita grande sconcerto. Nelle nostre terre esiste una storia di relazioni industriali basate sul dialogo, sulla lealtà, sul rispetto reciproco tra le parti e sulla responsabilità sociale degli imprenditori. Se qualcuno pensa di poter calpestare questa tradizione, si illude, e scoprirà presto che non gli sarà consentito".

Federico Pavese (Fdi): "È vero che la crisi tocca marginalmente l'Empolese-Valdelsa?"

Sempre su Facebook si esprime tramite il suo profilo Federico Pavese, coordinatore Fratelli d'Italia dell'Empolese-Valdelsa.

"Leggo di posti di lavoro a rischio in Colorobbia e Vibac, due importanti aziende produttive di zona, che fanno campare decine di famiglie. A questo punto mi chiedo se sia ancora vero quello che le istituzioni locali ci dicono da sempre, ovvero che la crisi tocca solo marginalmente l'Empolese-Valdelsa".

Irene Galletti (M5S): "Presenteremo mozione per l'apertura del tavolo di crisi"

“ La notizia della chiusura di Vibac e Colorobbia ci preoccupa, soprattutto per le sorti dei lavoratori, a cui esprimiamo la nostra vicinanza”, afferma la consigliera regionale M5S Irene Galletti, apprendendo la notizia della crisi aziendale delle due aziende del comune di Vinci. “Ma questo non basta e soprattutto non risolve la loro situazione, e la Regione deve farsi carico di aprire un tavolo di crisi apposito per vagliare possibili soluzioni con tutte le rappresentanze dei lavoratori e i vertici aziendali. Per questo presenteremo una mozione in Consiglio regionale per l'apertura del tavolo di crisi”.

“La Toscana sta pagando un prezzo troppo alto in termini di disoccupazione, è tempo di muoversi in maniera preventiva nei confronti dell'intero tessuto economico territoriale. Gli strumenti istituzionali, come ad esempio l'OCRI - costituito presso le Camere di Commercio di tutta la Toscana, esistono e devono essere maggiormente utilizzati e integrati nell'azione di contrasto alle crisi aziendali del sistema Regione”.

Il sindaco di Vinci: "Si calpesta il sistema di relazioni industriali del territorio"

La Vibac ha annunciato mediante lettera invitata a Sindacati ed istituzioni la volontà di chiudere il sito produttivo di Vinci, mettere in mobilità oltre 120 lavoratori. Si tratta di un sorta di fulmine a ciel sereno poiché l’azienda, nel 2018, aveva usufruito dei benefici della Cassa integrazione straordinaria proprio per ristrutturare e rilanciare l’attività produttiva. In sostanza con la decisione assunta si calpesta il sistema di relazioni industriali del nostro territorio e si stracciano gli accordi presi con sindacati, istituzioni e lavoratori. In particolare con quest’ultimi che avevano accettato la Cassa Straordinaria nella prospettiva di un rilancio delle attività produttive.
Tutti ricordiamo le promesse di investimenti per oltre 2 milioni di euro oltre alle risorse necessarie per la formazione del personale. Senza dimenticare che quel processo portò a 17 esuberi ed a 18 lavoratori a cui non fu rinnovato il contratto di somministrazione.
Vista la dimensione della crisi e le ricadute sociali ho chiesto alla Regione l’apertura del tavolo di crisi. Il tavolo serve per portare l’azienda a rendere conto di quanto accaduto: ci dovrà spiegare per quali ragioni nel 2018 chiedeva un sacrificio ai lavoratori, attraverso la CIGS, indicando una prospettiva di rilancio del sito produttivo di Vinci, ed oggi si mettono tutti in mobilità.
Non dimentichiamo che il gruppo Vibac è una multinazionale con più sedi produttive in Italia ed all’estero.
Quanto accaduto ha il sapore di una presa in giro di istituzioni, sindacati e lavoratori.
Non nascondo che sono molto preoccupato per il futuro di 120 lavoratori del nostro territorio.
Infine mi piace ricordare alla Vibac che la responsabilità sociale dell’impresa verso il territorio è una cosa seria.

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