Figlio con un 15enne, l'imputata si difende

La 35enne di Prato che ha avuto un figlio da un ragazzo a cui dava ripetizioni, minorenne, è stata interrogata oggi, 20 gennaio, nel processo in cui è imputata per violenza sessuale su minore. La donna si è difesa durante l'udienza a porte chiuse, dicendo che la relazione sessuale col ragazzo è avvenuta quando lui aveva più di 14 anni e che i rapporti erano consenzienti. Interrogata per circa tre ore, avrebbe avuto momenti di commozione e pianto ripercorrendo la vicenda della relazione con il ragazzo, conoscente di famiglia e al quale dava ripetizioni di inglese oltre a frequentare la stessa palestra di Prato.

A un certo punto si sarebbe persino scusata con il tribunale. Il ragazzo sarà sentito di nuovo durante la prossima udienza del 17 febbraio.

La difesa vuole dimostrare che i rapporti sessuali tra la 35enne e il giovane ci sono stati dopo che questi aveva superato i 14 anni. Il motivo è che sotto questa soglia di età la legge non ammette che vi possa essere consenso causa l'immaturità psicologica di soggetti tanto giovani.

Secondo la procura invece i rapporti sessuali con l'allievo sarebbero iniziati quando il ragazzo aveva appena 13 anni.

Il marito della 35enne è stato esaminato dalle parti, nel processo lui è imputato per il reato di alterazione di stato civile, ipotizzato per aver detto alle autorità di essere lui il padre del bambino nato dalla relazione della moglie con il minorenne.

L'uomo sostiene di aver appreso di non essere il padre del bambino quando è stato fatto il test del Dna disposto in questa inchiesta. Fino a questo momento, riteneva di essere padre di due figli (la coppia aveva già un bambino prima di questa vicenda).

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