Banca Valdichiana, Tamagnini: "Approvata ipotesi di fusione"

In relazione alle notizie apparse sugli organi di informazione, Fabio Tamagnini, Presidente di Banca Valdichiana, anche a nome del Consiglio di Amministrazione della banca, rende noto quanto segue: "Il CdA di Banca Valdichiana ha approvato l'ipotesi di procedere alla fusione con una banca consorella, facente parte, cioè, del gruppo ICCREA. Tale decisione è assunta nel rispetto delle nuove logiche adottate dalla capogruppo ICCREA che tengono a loro volta conto degli orientamenti comunicati dalla BCE che considera poco efficace la frammentazione del sistema del credito cooperativo in un numero elevato di istituto autonomi. Dopo la deliberazione del CdA  - prosegue Tamagnini - e la comunicazione ai dipendenti, hanno avuto inizio le necessarie interlocuzioni con i possibili partner che sono ancora in corso e si trovano in uno stato particolarmente avanzato con una consorella di cui, per comprensibili motivi di riservatezza, non è possibile, al momento, fare il nome".
"Il Consiglio di Amministrazione - sottolinea il Presidente - sta lavorando molto intensamente ed a ritmo serrato, nel rispetto delle deleghe ricevute dai soci nell'assemblea elettiva. Opera quindi nel pieno delle proprie facoltà, con il solo obiettivo di compiere le scelte migliori per la banca, e declina quindi ogni eventuale forma di condizionamento, di qualunque natura e da qualunque soggetto provenga".
"E' inoltre azzardato formulare giudizi su eventuali partner: tali valutazioni vanno considerate esclusivamente come personali e rischiano pertanto di essere fuorvianti e dannose per le attività in corso. Al contrario, la banca opera nel rispetto del patto di coesione siglato con ICCREA e sotto strettissimi controlli da parte degli organismi europei".
"In questa sede - conclude Tamagnini -  al fine di fugare timori assolutamente ingiustificati e infondati, sentiamo il dovere di affermare che Banca Valdichiana è ben amministrata, ha i conti a posto, continua ad essere una realtà sana e non è "costretta" a procedere ad operazioni di fusione per operare presunti "salvataggi". E' il contesto che impone dette scelte, sempre al fine di irrobustire l'istituto, nell'interesse di soci, clienti e del sistema-territorio. E dunque deliberare una fusione e poter scegliere il partner con  cui effettuarla è operazione che consente di precedere decisioni che altrimenti potrebbero essere assunte dalla capogruppo. Il CdA continua la propria attività, caratterizzata da riunioni molto frequenti, e garantisce a soci e clienti che, non appena vi saranno notizie certe da comunicare (e non fughe di allarmanti non-notizie), procederà ad un'informazione celere e chiara".

Fonte: Ufficio Stampa

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