Tramvia e ambiente, 9 indagati per frode: abbattuti alberi vincolati

Inchiesta per frode a Firenze. Sono 9 gli indagati al termine di un'inchiesta silenziosa sui cantieri della tramvia in zona Belfiore-Rosselli-Marcello. Durante i lavori, secondo il pm Gianni Tei, furono abbattuti alberi sottoposti a vincolo paesaggistico. Il Comune di Firenze e la Soprintendenza dei Beni paesaggistici sono le persone offese.  A darne notizia la Nazione.

Il reato contestato ai 9  indagati è quello di frode in pubbliche forniture e violazione dei regolamenti paesaggistici in zone vincolate.

Nove tigli e un cedro sono stati abbattuti perché i lavori hanno danneggiato le radici degli alberi vincolati, che sono stati poi abbattuti. Gli alberi erano in zona Porta a Prato tra Belfiore e Rosselli, un tiglio che era in via Benedetto Marcello e il cedro di viale Belfiore. Gli alberi vincolati, poi, non sono stati adeguatamente sostituiti, ma al loro posto sono sorte piante meno pregiate.

Marcheschi: Palazzo Vecchio ha gli occhi chiusi

“E' la dimostrazione che i nostri appelli e le nostre denunce non erano vetero ambientalismo bensì tutela del patrimonio arboreo e della conformazione paesaggistica unica di Firenze. La politica di "albero fobia" del Comune ci ha fatto passare dai viali del Poggi a quelli di Nardella, i quartieri attraversati dalla tramvia sono stati desertificati da alberi e negozi, è stata stravolta la loro identità. Dopo Parcheggiopoli ora l'inchiesta per frode per gli alberi sacrificati per far posto alla tramvia. Palazzo Vecchio ha occhi sempre troppo chiusi, anche in questo caso chi doveva controllare non l'ha fatto. Non deve più succedere!" tuona il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi).

"Chi difende la natura e le alberature storiche della città, viene additato di essere un fanatico, un retrogrado contro quell'opera "magnifica", panacea di tutti i mali, che è la tramvia, fino a quando la Magistratura decide di indagare per la strage di tigli effettuata dalle ditte durante la costruzione della linea nei pressi di Porta al Prato. Quantomeno Fratelli d'Italia e i comitati civici avevano ragione a combattere contro l'aggressione e il deturpamento di un'area vincolata" dichiara il Capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio comunale Alessandro Draghi.

Durante l'amministrazione Nardella sono stati persi 7.288 alberi, in larga parte piante adulte con un volume di chioma di 687 metri cubi. Al loro posto sono state piantate 13.239 piante giovani con un volume medio di chioma di soli 4,5 metri cubi (dati tratti dal bilancio arboreo del Comune nel periodo del mandato amministrativo quinquennale). Si è passati da 5milioni di metri cubi di chioma a 60mila metri cubi, in termini di assorbimento di anidride carbonica (Co2) siamo passati da 1.000 a 40 tonnellate smaltite in un anno. Stesso deficit che si registra anche nell'assorbimento annuo di polveri sottili, biossido di zolfo, biossido di azoto e ozono (dati raccolti e stimati dgli esperti del Comitato degli Alberi di Lungarno del Tempio).

Forza Italia presenterà un’interrogazione urgente

“A seguito di una indagine rimasta sottotraccia per mesi, il pubblico ministero Gianni Tei contesta a nove indagati la frode in pubbliche forniture e la violazione dei regolamenti paesaggistici in zone vincolate, com’è appunto quella dei viali (Belfiore, Rosselli, altezza via Benedetto Marcello. Il Comune di Firenze e la Soprintendenza ai Beni paesaggistici sono le persone offese” ricostruiscono Jacopo Cellai e Giampaolo Giannelli.

“Nel mirino della procura è finito il contratto 60525 relativo alla realizzazione delle due linee tramviarie inaugurate nel febbraio dell’anno scorso – spiegano i forzisti – Nell’area denominata cantiere C4.2, relativo alla "sistemazione urbanistica di Porta a Prato, relativa all’incrocio Belfiore/Rosselli", c’erano otto tigli. Per il pubblico ministero, nel corso dei lavori alcuni muri, necessari per la realizzazione delle vasche, hanno danneggiato le radici delle piante in questione. Questi muri, poi, sono sorti troppo vicini ai tronchi. Il risultato è stato l’abbattimento dei tigli: non erano più sicuri”.

“Stessi problemi poco lontano, nel cantiere C1 – aggiungono Cellai e Giannelli – anche in via Benedetto Marcello c’era un tiglio, le cui radici sono state intaccate dal cordone dello spartitraffico realizzato in quel punto. E pure il cedro di viale Belfiore, a causa di un’operazione di sopraelevamento, è andato. Eppure, in questo angolo di Firenze, sottolinea ancora la magistratura, la tutela dovrebbe essere particolare, anche quando in ballo c’è la realizzazione di un’opera fondamentale come la tramvia. Il crocicchio Belfiore/Rosselli/Marcello, annota ancora il PM, ricade infatti in una zona di "notevole interesse pubblico" riconosciuta dal decreto ministeriale del 25 maggio del 1955. A ribadire la particolare tutela anche l’autorizzazione paesaggistica numero 1500 del primo settembre 2015”.

“Di fatto quindi i lavori della linea 2 e 3 della tramvia non sarebbero stati eseguiti come disposto dall’appalto di Palazzo Vecchio. Le ditte esecutrici avrebbero inoltre abbattuto i tigli, in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, dopo averli danneggiati con le ruspe. E gli alberi che sono stati sostituiti, non sarebbero pregiati come quelli "uccisi" nel corso dei lavori”.

“Bene, uno dei problemi principali, nella realizzazione della Tramvia, ha riguardato proprio la tutela di alberi ritenuti patrimonio paesaggistico – rimarcano – Sono sorti anche comitati spontanei a difesa di queste piante. L’amministrazione aveva sempre spiegato come un male necessario l’abbattimento delle stesse piante, conditio sine qua non all’avvio dei lavori. Bene, secondo il P.M. Tei invece, l’abbattimento delle stesse sarebbe dovuto ad una non adeguata realizzazione nell’esecuzione dei lavori”.

“Ora, se è vero che, secondo Tei, Il Comune di Firenze e la Soprintendenza ai Beni paesaggistici sono le persone offese, ad essere offesa, soprattutto è la cittadinanza. Riteniamo infatti – chiosano – che non vi sia stata una adeguata sorveglianza nell’esecuzione dei lavori da parte dell’Amministrazione comunale, cosa che sarebbe stata fondamentale in un’opera di tali dimensioni ed impatto. Preannunciamo quindi una interrogazione urgente, affinché venga fatta piena luce su quanto realmente accaduto in questi anni”.

“Le notizie di cui oggi hanno dato conto alcuni organi di informazione hanno riacceso i fari sulla tramvia: “La nostra premessa riguardo alla vicenda è molto chiara: siamo garantisti per cultura e non cambiamo certo idea. Quindi massimo rispetto per gli indagati, ma anche per il lavoro che sta facendo la magistratura. Da cittadino e da consigliere comunale di lungo corso – sottolinea Mario Razzanelli di Forza Italia – non posso che essere preoccupato di fronte a certe notizie, soprattutto rispetto ad un tema a me molto caro e anche alla nostra forza politica”.

Spc: “Se ci si decidesse ad ascoltare la sinistra...”

“Quando abbiamo parlato del problema della tramvia, evidenziando come le scelte della Giunta riescano nel disastro di dividere il mondo a favore del trasporto pubblico, ci è stato risposto con sufficienza, in aula, dalla maggioranza. Le notizie di oggi – continuano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – confermano le battaglie della sinistra di opposizione sui cantieri e sugli alberi abbattuti per le modalità di intervento. Abbiamo già depositato interrogazione e richieste sugli alberi monumentali, oggi si rinnova la necessità di pretendere una consapevolezza reale di cosa sia il verde in città e come deve essere trattato. Torneremo sul tema con una domanda di attualità, lunedì.

La qualità è importante quanto la quantità. Non basta elencare gli interventi se poi le nuove piante non sopravvivono che per tempi brevissimi.

C'è poi tutta la parte su cui dovrà arrivare a conclusione la magistratura.

La richiesta di danni biologici e di una maggiore attenzione agli interventi di sistemazione urbanistica – ricordano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – è stata avanzata, durante la consiliatura precedente, più volte. Magari sarebbe l'ora che la maggioranza accettasse di ascoltare e confrontarsi.

Per evitare di accumulare scandali e inchieste, aumentando la sfiducia della città verso le istituzioni e la politica in generale”.

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