Ottomila posti di lavoro nel Pisano, difficoltà per trovare il 33% di occupati

Sono 7.700 le assunzioni previste dalle imprese con dipendenti che operano in provincia di Pisa nei primi tre mesi del 2020. Si tratta, in percentuale, di una leggera flessione (-1%) rispetto al medesimo periodo del 2019 quando gli ingressi furono 7.780. Ad assumere saranno il 21,5% delle imprese con dipendenti della provincia di Pisa, una quota tutto sommato in linea con la media nazionale (22,2%). I dati dell’indagine segnalano la riduzione delle quote di assuzioni per le quali le aziende preferiscono personale under 30 che passano dal 27% del primio trimestre 2019 al 26% del primo 2020. La quota di assunzioni per le quali le imprese prediligono una figura femminile nei primi tre mesi del 2020 tocca il 22%. Tuttavia, l’elemento che desta maggiore preoccupazione, è il permanere di una quota elevata di posti, uno su tre, che le imprese pisane dichiarano di fare fatica a trovare. Permane quindi, nonostante il rallentamento della domanda di lavoro, un gap tra domanda e offerta che è necessario colmare. Questa, in sintesi, l’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati provinciali del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, e relativi ai primi tre mesi del 2020.

Cresce la domanda nel manifatturiero, in calo i servizi

Considerando i settori, tra il primo trimestre 2019 ed il primo trimestre di quest’anno cresce, da 2.492 a 2.950, la domanda di lavoro espressa dal manifatturiero. Aumenta, seppur di poco, la domanda nel turismo (da 930 a 1.020) e nel commercio (da 1.000 a 1.080 unità) mentre arretrano le costruzioni (da 550 a 520) e gli altri servizi (da 2.810 a 2.130).

La domanda di lavoro nel manifatturiero è contraddistinta da un 26% di posti offerti a personale under 30 e da un 19% destinato a donne mentre il 32% dei lavoratori sarà difficile da trovare. Per quanto concerne le costruzioni spiccano anche in questo caso la difficoltà di reperimento (38%) ed il basso livello di posti destinati ai giovani (il 18%). Appena il 4% delle posizioni nell’edilizia, come era lecito attendersi, è riservato a donne. Nel commercio il 31% dei contratti sarà destinato ai giovani, il 21% a donne mentre il 32% sarà difficile da reperire. Per quanto concerne il turismo, risulta decisamente più elevata rispetto alla media sia la quota dei giovani (il 36%) che delle lavoratrici (il 29%). Negli altri servizi il 35% dei lavoratori saranno difficile da trovare.

Domanda di lavoro in provincia di Pisa - I trimestre 2020 
SETTORII trim. 2020Quota difficili da reperireQuota femminileQuota under 30
Manifatturiero               2.95032%19%26%
Costruzioni                  52038%4%18%
Commercio               1.08032%21%31%
Turismo               1.02030%29%36%
Altri Servizi               2.13035%26%23%
TOTALE              7.700 33%22%26%

Fonte: elaborazione Camera di Commercio di Pisa. Unioncamere - ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2020

Ai diplomati il maggior numero di posizioni, maggiori difficoltà a trovare personale laureato

Considerando i titoli di studio richiesti dalle imprese pisane ai lavoratori in ingresso, il primo posto, con 2.720 unità, è destinato a personale munito di diploma. A seguire troviamo quelli in possesso di qualifica professionale (2.030), quelli che hanno conseguito la scuola dell’obbligo (1.700) e, infine, i laureati (1.210 unità). Le quote più elevate di personale difficili da trovare si trovano tra i laureati: qui quasi un lavoratore su due per il quale è richiesta la laurea è difficile da trovare.

Nel dettaglio dei diplomi, prima posizione è per quelli in amministrazione, finanza e marketing (580 ingressi, difficoltà di reperimento al 33%). L’indirizzo meccanica vede l’ingresso di 320 persone, seguito dai 200 ingressi del sistema moda: in questo ultimo caso la difficoltà a trovare il “diplomato giusto” sale al 57%. 160 e 140 ingressi, rispettivamente, per i diplomati in elettronica e quelli ad indirizzo turistico: in questo ultimo caso la difficoltà di reperimento interessa più di una posizione su due.

Tra le qualifiche professionali prima posizione per quelle del settore ristorazione con 460 ingressi. Elevata anche la quota destinata alle qualifiche meccaniche (330) e per l’assistenza alla persona e benessere (170 posizioni offerte). Le qualifiche edili e calzaturiere assorbono, rispettivamente, 130 e 120 posizioni. L’indirizzo segretariale offre 90 posti. Difficoltà a reperire la persona giusta sono elevate per l’indirizzo benessere (49%), ristorazione e meccanica (entrambe al 41%).

Tra i laureati è premiato l’indirizzo economico (260 ingressi) seguito da ingegneria elettronica e dell’infomazione (150) e ingegneria industriale (140). Opportunità anche per i laureati in ingegneria civile e per quelli in lauree scientifiche, ad indirizzo matematico-fisico (80 ingressi per ciascuno).

Domanda di lavoro in provincia di Pisa per i principali titoli di studio - I trimestre 2020
 valoreQuota difficili da reperire
Livello universitario       1.210 46%
Indirizzo economico          26036%
Indirizzo ingegneria elettronica e dell'informazione          15066%
Indirizzo ingegneria industriale          14057%
Indirizzo ingegneria civile e ambientale            8082%
Indirizzo scientifico, matematico e fisico            8053%
Livello secondario e post-secondario       2.760 33%
Indirizzo amministrazione, finanza e marketing          58033%
Indirizzo meccanica, meccatronica ed energia          32040%
Indirizzo sistema moda          20057%
Indirizzo elettronica ed elettrotecnica          16055%
Indirizzo turismo, enogastronomia e ospitalità          14036%
Qualifica di formazione o diploma professionale       2.030 36%
Indirizzo ristorazione          46041%
Indirizzo meccanico          33041%
Indirizzo assistenza e benessere          17049%
Indirizzo edile          13027%
Indirizzo calzature          12037%
Indirizzo amministrativo segretariale            9011%
Scuola dell'obbligo       1.700 21%

Fonte: elaborazione Camera di Commercio di Pisa. Unioncamere - ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2020

La top ten delle professioni

Le dieci professioni/mestieri più ricercate dalle imprese pisane nei primi tre mesi del 2020 rappresentano il 28% della domanda di lavoro complessivamente espressa dal sistema: segno che la domande delle imprese è molto variegata. Al primo posto, con 460 assunzioni, troviamo gli addetti ai servizi di pulizia: il 47% sarà offerto a donne e per il 60% a persone con più di 29 anni, appena il 10% dei posti sarà difficile da occupare. Secondo posto, con 260 ingressi, per i camerieri di bar. Questa professione vede una difficoltà di reperimento molto bassa (appena l’1%), una netta prevalenza uomini (il 68%) e una forte domanda di over 29 (il 68%). Terza piazza per gli addetti all’amministrazione (230 persone) per i quali la difficoltà di reperimento si ferma al 19%. Anche in questo caso si preferisce personale più maturo (il 62% oltre 29 anni) mentre la “quota rosa” delle assunzioni tocca il 52%. 220 sono invece i commessi di negozio che saranno assunti nei primi tre mesi del 2020: in questo caso si rileva una certa preferenza per giovani (46%) e per le donne (46%) mentre le difficoltà di reperimento si fermano al 7% degli ingressi. 180 i camerieri di sala richiesti dalle imprese turistiche della provincia, nel 64% dei casi under 30. Il turismo mette in luce la difficoltà nel trovare la persona giusta per il ruolo disponibile: il 52% dei posti è difficile da coprire. Centottanta assunzioni anche per i conciatori: nel 61% si preferisce una figura maschile, nel 49% dei casi un under 30. Le difficoltà di reperimento si limitano al 19%. Netta preferenza per un lavoratore uomo (l’89%) per quanto concerne le 170 assunzioni di conducenti di mezzi pesanti. Nel 65% delle posizioni si preferiscono gli over 29. La difficoltà di reperimento dei camionisti risulta particolarmente elevata: il 63%. Buona la domanda di muratori (160): si tratta nella quasi totalità dei casi di uomini con una buona fetta (il 70%) di personale con più di 29 anni. La difficoltà di reperimento per questo mestiere si ferma al 12%. Le imprese pisane, nei primi tre mesi del 2020, assorbiranno anche 150 addetti alla contabilità. Nel 63% dei casi la preferenza sarà per personale over 29 mentre nel 39% sarà donna. La decima posizione, in termini di domanda, è occupata dal manifatturiero con le confezionatrici di capi di abbigliamento  tutte di genere femminile e con esperienza: per l’87% dei posti disponibili è richiesto essere over 29. La difficoltà di reperimento è contenuta al 13% degli ingressi.

Fonte: elaborazione Camera di Commercio di Pisa. Unioncamere - ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2020

Domanda di lavoro in crescita a Santa Croce

Considerando le aree di competenza dei Centri per l’Impiego, un aumento della domanda si rileva solo a Santa Croce sull’Arno che passa da 1.870 assunzioni di inizio 2019 alle 2.060 di inizio 2020. L’altra area industriale, Pontedera passa invece da 2.230 a 2.190 ingressi, mentre Pisa, il territorio che assorbe la quota maggiore di manodopera, scende da 3.220 a 3.110 assunzioni. Nell’area di Volterra vi sono 340 contratti offerti contro i 360 di inizioe 2019.  Problemi a trovare personale più alti rispetto alla media si registrano a Pontedera (37%) mentre il livello più contenuto si registra a Volterra dove appena il 25% dei posti è ritenuto difficile da coprire.

Domanda di lavoro in provincia di Pisa per Centro per l'Impiego - I trimestre 2020
 valoreQuota difficili da reperire
Pisa      3.11033%
Santa Croce sull'Arno      2.06031%
Pontedera      2.19037%
Volterra         34025%
TOTALE      7.70033%

L’indagine

I dati provengono dall’analisi della Camera di Commercio di Pisa sui dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, sulla base delle entrate previste dalle imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi nei primi tre mesi del 2020: un’indagine che ha coinvolto in provincia di Pisa un campione di 1.526 aziende in diverse tornate di indagine mensili. Le informazioni sui flussi di entrate programmate dalle imprese riguardano le attivazioni di contratti di lavoro (a tempo indeterminato, a tempo determinato, stagionali, a chiamata, apprendistato, in somministrazione, di collaborazione coordinata e continuativa ed altri contratti non alle dipendenze) della durata di almeno un mese solare (pari ad almeno 20 giornate lavorative) per il trimestre oggetto di indagine.

 

Fonte: Camera di Commercio di Pisa



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