Salvini (Lega): "Giù le mani dalle tasse dei cacciatori"

"Le strutture pubbliche che dovrebbero immettere fauna sul territorio sono ferme da anni. I finanziamenti prendono tutt’altre direzioni, compreso il pagamento degli stipendi delle guardie venatorie".

Ha dato battaglia il consigliere regionale Roberto Salvini (Gruppo misto) oggi in Commissione agricoltura e attività faunistico venatoria sulla proposta di legge 314 presentata da Tommaso Fattori (Sì Toscana a Sinistra). Fattori ha infatti chiesto di tagliare completamente i contributi destinati alle associazioni venatorie, contributi che fino a oggi sono pagati solo dai cacciatori stessi con le tasse di concessione sulla caccia.

"Stiamo a guardare l’8% e non si guarda il 92%? – tuona Salvini – Fattori vuole forse che non vengano più stanziati i soldi che la categoria dei cacciatori paga per far sì che sia irradiata e si riproduca fauna nobile sul territorio, anche con il supporto delle associazioni venatorie ma al contempo si accusa quella stessa categoria di depredare il territorio. I parchi, le riserve, le zone di ripopolamento servono a irradiare fauna nobile, non per mera bellezza; ma oggi non lo si fa più. Nelle nostre campagne ci sono solo predatori, ungulati e animali alloctoni che snaturano gli equilibri".

"Quando con la legge 157 del 92 si introdusse la tassa di concessione regionale, lo si fece con la finalità di incrementare la fauna nobile stanziale: fagiani, lepri, starne eccetera e di costituire dei depositi (zone di ripopolamento e cattura, zone di rispetto venatorio) che servivano a irradiarla per il resto dell’anno – spiega il consigliere tutore del mondo venatorio – E fu la sinistra stessa, ai tempi, che spinse in questa direzione, perché definiva le riserve di caccia “privilegi dei padroni”, di chi aveva i latifondi e se li allevava. Perciò questa legge serviva perché la fauna che si diffondeva sul territorio doveva essere prodotta dal mondo venatorio. Oggi invece, quella stessa sinistra vuole sfruttare i cacciatori come bancomat e prendere i soldi di 80mila licenze venatorie toscane, senza dare niente in cambio, mandandole a caccia in una regione dove non vengono più mantenute le strutture pubbliche finalizzate alla riproduzione della fauna".

Fonte: Ufficio stampa

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