Confini/Frontiere: A 100 anni dalla nascita del Passaporto, ciclo di incontri a Palazzo Blu

“L’integrità dei confini è la condizione di esistenza dello Stato”, diceva un secolo fa Lord Curzon. Con senso comune si dice: “buoni confini fanno buoni vicini” quindi favoriscono la pace. Non è vero, dicono i no borders di ogni tempo, le frontiere statuali provocano la guerra, mettono fratelli contro fratelli: “nostra patria è il mondo intero”. E tuttavia chi ritiene di non avere frontiere sicure, o proprio non ne ha alcuna,  fa di tutto per averle. Le frontiere sembrano idilliche invenzioni della natura, seguono montagne e fiumi e mari. Ma spesso sono linee tracciate col righello su una carta geografica, invenzioni autoritarie molto umane. Possono diventare veri muri che tengono fuori o che rinchiudono dentro, muri da abbattere o da costruire. Il tema dei confini rinvia a quello dei loro attraversamenti: da parte di merci e capitali, di idee e di esseri umani. Proprio per gestire al meglio e regolare l’attraversamento di massa dei confini, per consentire alle autorità di frontiera di riconoscere con sicurezza l’identità e la provenienza nazionale delle persone, fu creato giusto cento anni fa il passaporto standardizzato come lo conosciamo oggi. A farlo fu una conferenza della Società delle nazioni, a Parigi nel 1920, che tuttavia non rinunciò a esprimere la speranza – rivelatasi una utopia – che si potesse tornare quanto prima a un mondo pre-bellico in cui non c’erano restrizioni alle frontiere e i passaporti non erano necessari.

Il tema dei confini è sempre con noi e sempre oggetto di accese controversie teoriche e decisamente pratiche. Palazzo Blu propone un ciclo di conferenze, a cura del Professor Arnaldo Testi dell’Università di Pisa, con ospiti autorevoli studiosi per cercare di chiarire i termini storici di alcune di queste controversie. Il primo evento sarà giovedì 13 febbraio, con una riflessione sulle origini e il significato delle frontiere statuali nell’Europa contemporanea, con l’aiuto di Rolf Petri, docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia (ore 17.30, auditorium).

A seguire si parlerà dei tentativi dell’Unione europea di mettere in discussione i confini fra gli stati membri, e quindi degli accordi di Schengen, con Simone Paoli dell’ Università di Pisa (21 febbraio). Sandro Mezzadra, dell’ Università di Bologna, affronterà la questione del destino dei confini formali e del ricrearsi di nuovi confini informali nell’ambito dei processi di globalizzazione (5 marzo). Infine Arnaldo Testi discuterà del caso degli Stati Uniti, dove al tema dei confini si aggiunge quello, con significato diverso e specifico, della frontiera (12 marzo). L’appuntamento con la storia tornerà poi in autunno, con la rassegna ‘Uno scontro di civiltà? L'islam e l'Occidente nella crisi del mondo globale", a cura del Professor Daniele Menozzi.

Gli eventi di Confini/Frontiere sono a ingresso libero, con inizio alle ore 17.30. Per info palazzoblu.it

Fonte: Fondazione Palazzo Blu - Ufficio stampa



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