Scuola e lavoro: primi segnali di sostegno al progetto di Ivo Mancini per non far scomparire l'artigianato

Passi in avanti nel tessuto scolastico e istituzionale locale verso l'obiettivo dell'imprenditore 85enne Ivo Mancini, di Fucecchio (Firenze), di avvicinare sempre di più i ragazzi alle aziende dell'artigianato prima che questo scompaia per sempre. L'impegno è emerso nel corso dell'iniziativa, organizzata “in due tempi”, da Mancini stesso e dalla sua azienda Futura Lavorazioni Meccaniche di Santa Croce sull'Arno (Pisa), che ha segnato la conclusione di una settimana di open day dedicata ai ragazzi delle medie inferiori e ai loro genitori, a cui è stato reso possibile visitare l'azienda e la scuola di meccanica di via Colombo e capire come funziona questo mestiere.

La giornata di ieri, giovedì 13 febbraio, si è infatti divisa prima con una tavola rotonda in azienda, a cui ha preso parte l'assessore regionale all'Istruzione, Lavoro e Formazione Cristina Grieco, e a seguire una cena con dibattito al circolo Samo di Fucecchio, dove invece erano presenti il sindaco Alessio Spinelli e la sua vice Emma Donnini, con i dirigenti scolastici Anna Maria Leone del “Checchi”, Alessandro Imperatrice dell'istituto comprensivo di Santa Croce e l'omologa di Fucecchio Marinella Pascale. Le scuole citate, da quando l'imprenditore del settore della meccanica legata al comparto conciario ha inviato appelli pubblici in più occasioni fino a scrivere al Quirinale, da cui ha poi ricevuto risposta e interessamento, hanno avviato infatti dei progetti per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro che, tra le varie visite conoscitive in azienda, prevedono anche incontri con la realtà di Futura, nei limiti della legge odierna. Un primo sostegno dunque a Mancini il quale, a dicembre 2018, ha aperto nella sua azienda, a proprie spese, una scuola di meccanica con macchinari altamente innovativi e un investimento di alcuni milioni di euro.

Oggi Futura ospita un corso triennale IeFP di meccanica assieme all'agenzia Forium di Santa Croce sull'Arno e, alla tavola rotonda, coordinata da Claudio Sottili, hanno partecipato anche alcuni ragazzi del primo corso, dal titolo “Informa”, che si è tenuto nella scuola di meccanica di Mancini. «Sono tutti piccoli passi e apprezzo lo sforzo, nelle loro possibilità, delle istituzioni scolastiche e locali – commenta l'imprenditore fucecchiese – ma credo che questo sia solo l'inizio di un percorso in cui, per salvare l'artigianato preparando nuovi imprenditori e super tecnici, si debba intervenire a livello legislativo per far conoscere le imprese e avvicinare ancora di più i giovani con talento alle aziende, anche dalle scuole medie inferiori con tutte le accortezze del caso. Considero la mia una battaglia senza colori politici e, proprio per questo, desidererei poter portare la questione alle attenzioni parlamentari». Mancini commenta poi gli esiti degli open day: «I genitori sono un po' disorientati tra i cambiamenti che sarebbero necessari nel sistema e le indicazioni che ricevono dalle scuole – commenta – famiglie se ne sono viste ma ancora gli stessi istituti di istruzione possono fare poco per indirizzare i ragazzi in azienda a imparare. Io, per quanto possibile, apro le mie porte ai giovani che vogliono apprendere questo mestiere, sono i benvenuti».

Spiragli sulla concretizzazione del “progetto Mancini” arrivano dall'assessore regionale all'Istruzione, Cristina Grieco: «Serve un modello forte che crei un'alleanza forte tra aziende, scuola e chi fa formazione – è il suo commento – nella misura in cui riesca a cambiare una cultura. Purtroppo nel nostro Paese i mondi di scuola e lavoro sono stati troppo distanti negli ultimi decenni. Questa per l'Italia è diventata un'urgenza, è l'unica via anche affinché le imprese possano proseguire nella loro vita. Questo modello, oltre che a livello territoriale, è auspicabile lo diventi anche di ambito nazionale».

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