Referendum 29 marzo, PCI Empolese Valdelsa per il 'No'

Il prossimo 29 marzo le elettrici e gli elettori saranno chiamati a votare per il referendum confermativo sulla legge che riduce a duecento il numero dei Senatori e a quattrocento quello dei deputati. Di seguito il comunicato del Partito Comunista Italiano - Empolese Valdelsa a tal proposito.

"La posizione del Partito Comunista Italiano in merito ad un provvedimento demagogico, voluto dal M5S e sostenuto, per ragioni diverse, dalle principali forze politiche, è risolutamente per il NO!

La nostra contrarietà deriva dal fatto che tale legge non riforma i poteri della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, riduce gli spazi di rappresentanza, al punto che in diverse regioni sarà impossibile eleggere parlamentari di minoranza. In altre parole, per operare un risparmio di risorse insignificante, si rende la democrazia ancora più debole.

I sostenitori di tale legge, consapevoli di ciò, prospettano una concomitante riforma della legge elettorale e le proposte al riguardo sono molteplici. Diversi soggetti politici sostengono la necessità di un impianto più o meno maggioritario, altri di una legge proporzionale con soglia di sbarramento. Entrambe queste soluzioni contravvengono all’articolo 48 della Costituzione Repubblicana, che recita: “Il voto è personale ed eguale”. Può essere eguale soltanto con un sistema elettorale proporzionale puro, senza sbarramento. Diversamente il voto di milioni di cittadini non avrà una rappresentanza parlamentare, come purtroppo succede ormai dal 1994.

Noi continuiamo ad essere per un sistema proporzionale puro, come prescrive implicitamente la Costituzione, l’unico in grado di garantire il principio di “una testa un voto” ed un Parlamento espressione dell’articolazione della società. Non siamo disponibili a barattare ancora una volta la rappresentanza con la governabilità, quest’ultima deve e può trovare adeguate risposte dopo l’affermazione di un Parlamento espressione della volontà popolare.

Se si fosse davvero voluto ridurre il costo delle Camere sarebbe bastato ridurre l’indennità dei parlamentari, senza ridurne il numero. “Quando si vuole diminuire l’importanza di un organo rappresentativo si comincia sempre col ridurne il numero dei componenti”, affermò il comunista Umberto Terracini, Presidente dell’Assemblea Costituente.

Su questi presupposti la Sezione Empolese Valdelsa del Partito Comunista Italiano ha aderito al Comitato Empolese Valdelsa per il NO al “taglio” del Parlamento".



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