Carenza di medici sulla Montagna pistoiese, l'Ordine: "Sì a giovani professionisti formati"

“Come Ordine abbiamo già presente da tempo la criticità emersa nella zona montana del Comune di Pistoia a seguito del pensionamento di un medico di medicina generale e condividiamo la preoccupazione del sindaco Tomasi per l’inevitabile carenza assistenziale alla città. Questa situazione è una conseguenza della cosiddetta ‘gobba pensionistica’ che da anni stiamo ribadendo a tutti i livelli, nazionali e provinciali”.

Così il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Pistoia, dott. Beppino Montalti, nel rispondere e rilanciare le preoccupazioni dell’amministrazione pistoiese sulla carenza di medici di medicina generale in parte del territorio comunale.

“Sono anni che segnaliamo ai responsabili nazionali una riprogrammazione degli accessi alla facoltà di Medicina e Chirurgia – sottolinea Montalti – ma niente di quanto richiesto è stato minimamente attuato, se non incrementi sporadici ed inefficaci anche per quanto riguarda le borse di studio di specializzazione. Una situazione aggravata dall’emergenza COVID-19 che ha portato ad ulteriori provvedimenti emergenziali, senza una prospettiva di sistema per l’inserimento dei giovani professionisti chiamati in corsa”.

COLLABORAZIONE. “Detto questo – conclude Montalti – siamo ben disponibili a collaborare per evitare ulteriori disagi assistenziali a larghi settori della popolazione; ma questa esigenza potrà essere assolta solo con le prestazioni professionali di medici di medicina generale adeguatamente formati attraverso i corsi di specializzazione, rispettando così professionalità e ruolo senza andare a rincorrere soluzioni ‘fantasiose’. Come dimostrato dalla pandemia, il sistema ospedaliero e tutto il SSN non arrivano al collasso solo con un efficiente sistema territoriale assistenziale”.



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