Ripartenza scuole, la dirigente Mazzoni (Empoli Est): "Per noi una rivoluzione"

Grazia Mazzoni
Grazia Mazzoni

Mancano poco meno di tre settimane dal ritorno in classe e molti cambiamenti sono avvenuti per le scuole empolesi. A parlare per gli istituti del comprensivo Empoli Est la dirigente Grazia Mazzoni, con il punto su cosa è stato fatto, cosa manca ancora e quali novità attendono i giovani alla prima campanella.

Innanzitutto i banchi, su cui la polemica è stata a livello nazionale: "Abbiamo rinnovato gli arredi con banchi 50x70, ne abbiamo avuti oltre 200 acquistati dal Comune di Empoli". Ci saranno i famosi banchi con le ruote? "Ne abbiamo chiesti pochi per dei gruppi di lavoro in giardino alle scuole Vanghetti, li fornirà il Ministero. I dirigenti potevano chiederli, solo per le scuole medie o superiori, per le elementari non vanno bene per i bambini più piccoli. Il ministero li avrebbe forniti solo se il Comune non riusciva a fare acquisti ma a EMpoli si sono mossi subito con impegno".

Poi le aule. Anche all'interno cambia tutto: "Le custodi stanno facendo un gran lavoro sia per la sistemazione dei banchi, che per gli attaccapanni da mettere fuori dalle aule, così come gli armadietti. Considerate questo per le 90 aule del comprensivo Empoli Est".

Quali sono state le scuole più in difficoltà? "Abbiamo grandi criticità alla scuola di Cortenuova, già sotto attenzione del Comune e che sarà messa in sicurezza quanto prima. Sono già stati fatti ampliamenti alla 'Peter Pan' del centro di Empoli, altri ampliamenti dovranno essere fatti alla 'Carducci' e anche a Ponzano".

Ci sono stati problemi per quanto riguarda la rimodulazione delle classi? "Intanto abbiamo mantenuto gli iscritti delle classi già avviate, cioé dalle seconde in poi. Le classi prime le avevamo già formate dopo le iscrizioni a febbraio-marzo. A oggi la scuola media è quasi piena, non possiamo avere altri iscritti".

È stato difficile questo avvio di anno: "Quando abbiamo chiuso per il lockdown, abbiamo cominciato a pensare come riaprire. Il nostro pensiero era di cambiare il meno possibile. Però per dare i soliti orari e i soliti rientri, ha richiesto all'interno una rivoluzione".

Elia Billero



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