
A Pisa al nido comunale 'I Passi' figli di medici, infermieri e operatori sanitari in prima contro il Covid-19 non possono entrare. Alcuni genitori sono stati chiamati dal personale della struttura e invitati a tenere a casa i loro figli. La denuncia arriva da un gruppo di genitori e subito si sono levate proteste anche dal mondo della politica.
Rossi: "Odioso aspetto discriminatorio"
"Leggo che a Pisa i figli del personale che opera in sanità sarebbero non graditi negli asili nido. Non posso credere che questa sia un’iniziativa del Comune di Pisa, guidato dalla destra, e spero che il sindaco smentisca e si attivi subito per riparare. In questa decisione di fare stare a casa i figli degli operatori sanitari per paura del contagio, all'odioso aspetto discriminatorio, c’è pure una abissale ignoranza della realtà.
Infatti, la comunità sanitaria è misurata e pesata continuamente per positività covid 19 e risulta meno siero positiva della comunità "laica" di riferimento nel territorio. Senza se e senza ma, i figli dei sanitari siano accolti subito ai nidi. Non voglio ancora crederci: saremmo davvero uno strano e pericoloso paese che in poche settimane trasforma gli eroi in untori. Da dove è uscita una cultura tanto egoistica, ignorante e discriminatoria?". Lo ha scritto su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.
Gelli: "Questa è ignoranza"
“È del tutto inutile celebrare in maniera retorica l'operato dei nostri 'eroi' che combattono in prima linea contro la pandemia se poi, di fatto, li si rende oggetto di vere e proprie discriminazioni come questa". Così il presidente della Fondazione Italia in Salute, Federico Gelli, commenta la notizia dei genitori operatori sanitari impegnati nella lotta al Covid-19 che sono stati contattati dal Comune di Pisa per fa sì che non portino i loro bambini nell'asilo nido I Passi.
"Un comportamento del genere non può neanche considerarsi dettato da motivi precauzionali. Si tratta di ignoranza. Proprio gli operatori sanitari impegnati contro il coronavirus, infatti, sono tra le categoria professionali più controllate. Gli altri bambini non correrebbero quindi alcun rischio inutile. Speriamo che il clamore nato intorno alla vicenda sia di aiuto per porre immediatamente correttivi ad una situazione altrimenti inaccettabile", conclude Gelli.
L'assessore Munno: "Lacuna normativa"
"Ho parlato direttamente con la mamma interessata, che è un medico - ha dichiarato l'assessore pisano alle politiche educative, Sandra Munno - e abbiamo concordato con lei che con un'integrazione il problema sarebbe stato superato: ovvero dichiarando che sul lavoro adotta sempre tutti i dispositivi di protezione previsti dalla legge. Tuttavia quel decreto presenta una lacuna normativa grave che lascia agli operatori in prima linea l'onere di trovare una soluzione ed è tanto più grave se si pensa che il documento di indirizzo ministeriale è stato adottato dopo avere acquisito tutto le consulenze necessarie da un comitato tecnico scientifico composto da soli medici e che avrebbe dunque dovuto prevedere anche quanto accaduto a Pisa".
FdI-Pisa nel cuore: "Accuse strumentali"
Una questione, quella relativa all'ingresso a scuola dei figli dei medici, che è stata chiarita e risolta dal Comune di Pisa nel giro di 2 ore da quando è sorta, con un intervento dell'assessore Sandra Munno, che è tempestivamente intervenuta andando a colmare una grave lacuna normativa del Ministero. Nonostante la questione sia stata prontamente affrontata, chiarita e risolta, il PD attraverso i suoi esponenti non ha perso tempo per dare dimostrazione della totale assenza di argomenti e di senso di responsabilità, arrivando a chiamare in causa, come sempre quando manca la sostanza, il fascismo (?) e arrivando a utilizzare slogan da terrore giacobino come "Giù le mani dai bambini", con tanto di sponsorizzazione del post su facebook.
Notizie correlate
Tutte le notizie di Pisa
<< Indietro





