Covid19 e bus stracolmi, Giani: "Scaglionare gli orari scolastici"

Dopo essersi confrontato in videoconferenza con il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani, ha precisato che  è  importante lavorare sul trasporto pubblico. "È il luogo di maggiore contagio, il luogo dove si creano gli assembramenti e vediamo troppo spesso questi autobus stracarichi. L'idea è quella dello scaglionamento" dell'orario scolastico, "naturalmente non possiamo farlo a livello regionale. Nella riunione in cui era presente, oltre che i governatori delle Regioni, anche il ministro competente Francesco Boccia, io ho chiesto di agire affinché la pubblica istruzione dia disposizioni perché l'ingresso e l'uscita da scuola sia più scaglionata".

"All'inizio dell'anno scolastico non ne avevamo la necessità, perché la mancanza degli insegnanti e l'assestarsi del lavoro nelle scuole portava di per sé a un certo scaglionamento - ha sottolineato Giani -, ma ora che diventa uniforme l'orario di ingresso e l'orario di uscita dobbiamo lavorare proprio sui trasporti pubblici perché magari vi possa essere un ingresso alle 7.30 uno alle 8, uno alle 8.30 e uno alle 9, perché vi possano essere delle attività pomeridiane, insomma si possa scaglionare per garantire l'accesso in presenza nelle scuole".

Al momento nessun lockdown locale

Per quanto concerne i lockdown  regionali, il presidente Giani dichiara: "Non mi risulta che in questo momento vengano presi in considerazione in Italia". In caso di dover attuare misure più restrittive "noi saremmo pronti ad assumerle. Ma non ci sono al momento situazioni che fanno pensare questo".

Per Giani, "dovremmo abituarci con i numeri: è evidente che se passiamo da 11mila a 17.500 tamponi prendiamo atto che saranno anche di più i numeri dei contagiati". Sull'ipotesi nazionale di coprifuoco alle 22, Giani ha espresso i suoi pareri in riunione con i presidenti delle altre Regioni. "Abbiamo fatto presente le varie opinioni di ciascuno al Governo. Non ritengo di dover esprimere una posizione su una materia che è stretta competenza del Governo. Mi sembra ci sia una pluralità di opinioni - ha concluso Giani - sarà il Governo, con il prossimo Dcpm a decidere quali tra queste prevale".

Terapie intensive: in Toscana usate 50 su 375

"Noi siamo tra le Regioni che hanno più dotazioni già potenzialmente funzionanti di terapia intensiva, quindi se in questo momento sono poco più di 50 le terapie intensive utilizzate in Toscana, ce ne sono 375 già pronte, che nell'arco di 48 ore possono arrivare ad essere 500 e in casi successivi, con la flessibilità dei nuovi ospedali, possiamo trasformare quelle che sono le strutture per le patologie ricorrenti in ulteriori spazi di terapia intensiva".



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