Pci sul caso Montanari-Nardella

Di Sailko - Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=67397893

Una riflessione più a freddo sul ricorso da parte del Sindaco di Firenze Nardella e dei suoi Assessori alla querela per “danno d'immagine per la città” nei confronti del Tomaso Montanari, se si vuole entrare nel merito, porta a fare delle serie considerazioni di fondo sulla deriva politico-culturale, divenuta ormai strutturale, della sedicente “Sinistra" istituzionale.

Lo storico dell'arte fiorentino si è reso "colpevole" di un amaro dissenso pubblico sulla gestione urbanistica della città (per altro alquanto condivisibile), una posizione critica che, pur con toni e terminologie più o meno caustiche, secondo i punti di vista, è rimasta comunque all'interno della dialettica politica.

Al di là della solidarietà personale e a prescindere dalla non condivisione di quel “civismo apartitico” quale panacea per la Sinistra che incarna Tomaso Montanari, è indubbio che la scelta di denuncia alla Magistratura di un'opinione avversa, seppur nettamente accusatoria, si qualifica politicamente in negativo per quello che è. Tuttavia rappresenta un segno dei tempi.

Qui non si risponde contro-ribattendo nel merito a quanto detto, ma si nega l'esistenza e l'esigenza del necessario dibattito su prospettive e progetti di società diversificati, soprattutto se divergenti con la sacralità dei canoni di un neoliberismo ormai assunto come codificato. Lo si trasferisce senza remore, eludendolo, dagli ambiti della politica a quelli giudiziari.

Se si accetta il fatto che un'opinione politica duramente critica possa essere perseguita legalmente in quanto lesiva "dell'immagine della città", passa nel senso comune il concetto che un'istituzione elettiva viene considerata al pari di un'azienda che opera sul mercato e che cerca quindi di tutelarsi dalla pubblicità negativa.

È il risultato tangibile, voluto e ottenuto con le riforme istituzionali avviate trent'anni fa, di come le istituzioni repubblicane elettive siano state trasformate da luogo istituzionale dove portare il conflitto sociale e il confronto tra progetti di società diversi in meri organismi di ratifica delle decisioni prese dall'alto, come un qualsiasi consiglio d'amministrazione aziendale.

È evidente in ultima analisi come i soggetti sociali e politici di riferimento per la suddetta sedicente Sinistra siano ormai il mercato, l'impresa, i capitali e le compatibilità di sistema in genere. Questo deve essere il metro di valutazione discriminante. Anche perché in verità non viene fatto nulla per negarlo, anzi.

Basti pensare al riguardo come stia per aprirsi un nuovo corposissimo capitolo con il progetto di Multiutility, una nuova holding pubblico-privato per la gestione di tutti i servizi in rete a livello regionale.

Ciò richiederebbe una mobilitazione immediata per una battaglia politica e sociale contro quello che, lo si può tranquillamente anticipare, si cercherà di far passare come sempre, vedi tagli alla sanità, come una modernizzazione e un miglioramento dei servizi per i cittadini.

Fonte: Pci Toscana - Ufficio Stampa



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