Linea telefonica della Fondazione Stella Maris in tilt in piena pandemia, appello della direttrice

Per oltre quindici giorni tutto il complesso di Montalto della Fondazione Stella Maris è stato pressoché isolato telefonicamente. Un disguido gravissimo che ha coinciso purtroppo con un momento molto difficile per la struttura, ossia in piena emergenza pandemica per la positività di 31 ospiti e di altri 18 in quarantena, e il 75% degli operatori nuovi impegnati nei due reparti Covid appositamente allestiti. E’ un vero e proprio appello, quello lanciato alla Telecom dalla direttrice del presidio di Montalto dr.ssa Graziella Bertini, affinché il gestore telefonico provveda anche all’immediata riparazione del guasto al collegamento rete della struttura.

“Isolamento telefonico ha significato non ricevere per oltre  quindici giorni le chiamate dall'esterno sui telefoni di linea fissa - spiega la dr.ssa Bertini - che ha provocato gravi fraintendimenti. Mettetevi nei panni dei familiari che cercano di parlare con la struttura, sentono squillare e dopo che l'operatore dice pronto, cade la linea. Molte famiglie hanno pensato che i nostri operatori non volessero parlare con loro in un momento carico di tensione e preoccupazione, in realtà volevamo parlare con loro per rassicurarli”.

Come il presidio non era raggiungibile dall’esterno, così gli operatori non potevano parlare con l’esterno. “Sempre nello stesso arco temporale dalla linea fissa non era possibile chiamare fuori - prosegue la direttrice - Questo ha esposto i nostri pazienti a rischi elevatissimi per la loro salute: essendo positivi avevamo la necessità di continue chiamate  alla Asl e anche al 118. I nostri medici avevano bisogno di rapportarsi con gli specialisti dell’emergenza, così come avevano l’obbligo di parlare con i familiari e con i tutori per dare le informazioni sulle condizioni di salute dei propri cari”.

“Il collegamento alla rete non funziona a tutt'oggi e questo ha provocato e sta provocando danni a non finire - continua la dr.ssa Bertini - sia in termini economici, ma soprattutto per la grave difficoltà a procedere alle assunzioni così necessarie in questo drammatico momento, in cui maggiore è il bisogno di sostituzioni del personale a casa perché contagiato. Altro danno per l'inserimento nel sistema informatico delle presenze dei pazienti, per comporre le buste paga dei nostri operatori e così via. Siamo stati penalizzati su tutto ciò che era necessario fare per una corretta esecuzione di atti amministrativi che hanno avuto un ritardo di un mese”.

In questo bailamme, sottolinea la direttrice, il tecnico del gestore telefonico “si è visto una sola volta, oltre 10 giorni fa, dicendoci: “Quel che potevo fare qui l'ho fatto ma devono risolvere in centrale”. Ad oggi il collegamento rete va e viene e, faccio un esempio,  purtroppo passiamo mattinate per scaricare i consensi informati necessari alla vaccinazione Covid dei nostri pazienti. Sottolineo che bastano due gocce d'acqua o vento forte perché i telefoni non funzionino più e ciò accade da oltre un anno e mille segnalazioni. Si richiede un intervento globale definitivo”.

Fonte: Ufficio Stampa



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