
La giunta guidata da Simone Giglioli a margine della conferenza del bilancio del 30 dicembre 2019 aveva annunciato “360mila euro (non 150mila come inizialmente affermato, NdR) del bilancio 2020 del Comune di San Miniato saranno investiti per una tensostruttura che nascerà a fianco del PalaCredit Agricole di via Fontevivo, per dare uno spazio per le attività giovanili alle società Etruria Basket e Folgore Pallavolo” somma a tutt’oggi aumentata a 475mila euro ed inserita nel piano triennale delle opere pubbliche.
Non può che far piacere un investimento che riguarda lo sport e i ragazzi in generale, specialmente se queste iniziative nascono da input spontanei nella gestione pubblica, spontanei ma con l’occhio sempre rivolto al bacino elettorale che le società sportive portano, a discapito di quello inferiore che porterebbero le classi scolastiche, ad ogni modo, stessa se non maggiore attenzione dovrebbe essere rivolta a quanto promesso in campagna elettorale, riguardo ai ragazzi che vanno a scuola ed al loro diritto di avere una palestra attigua alla scuola stessa, che, quest’anno, con l’emergenza COVID avrebbe permesso di avere uno spazio da utilizzare più consono alle esigenze sanitarie. Sono 13 anni che la provincia paga l’affitto di una palestra ed il trasporto dei ragazzi, con annessi perdita di tempo e rischio viaggio per i nostri ragazzi. Con i soldi buttati via in tutto questo tempo si sarebbe potuta fare non una palestra ma un intero complesso sportivo a favore dei ragazzi che vanno a scuola e di conseguenza per tutta la cittadinanza, comprese le società sportive. La politica del rattoppo e dell’emergenza si nutre della mancanza di programmazione politica e generazioni di giovani sanminiatesi ne stanno pagando il prezzo.
Lo stesso sindaco S. Giglioli in campagna elettorale aveva dichiarato “Le difficoltà e le vicissitudini che negli ultimi anni hanno colpito il liceo Marconi e l’IT Cattaneo ci impongono di agire presto e bene”, presto e bene in che senso Sindaco? Come mai non c’è traccia nel piano triennale dei fondi destinati a sistemare il versante di Via Catena come promesso, e prima di fare pressing alla provincia per fare chissà cosa? E come mai il tanto designato sito di Ponte a Egola necessita ancora di verifiche? Perché se ricordiamo la vicenda di Fontevivo, viene da pensare che sono 4 anni che vi state ostinando a cercare un sito idoneo dove non c’è, pur di non prendere sul serio in considerazione il ripristino del polo scolastico.
Le motivazioni per non ripristinare il Polo sono tutte confutabili. Terreno non adatto? La tenuta del liceo storico parla da sola. La viabilità? Esistono soluzioni per far defluire il traffico e non congestionare la Tosco Romagnola, vero ed unico problema di viabilità. La mancanza di spazio? Recuperando il versante ci sono a disposizione 13.500 mq, per non parlare delle aree circostanti, che invece di essere cedute ai privati, bisognerebbe prima pensare a quanto frutterebbero per l’uso civico. Il vantaggio di avere un polo scolastico? Rischiamo di sembrare retorici e non sapremmo dirlo meglio di quanto detto dallo stesso PD nel 2015 appena prima che scoppiasse lo scandalo del Liceo in San Donato "Noi lo abbiamo previsto nel regolamento urbanistico - spiega il sindaco -, perché siamo convinti che sarebbe meglio, a questo punto, realizzare una struttura nuova il cui costo è stimato in 15 milioni di euro, anziché perseverare nell'errore di tenere il liceo scientifico a San Donato, in quell'edificio che non solo è ubicato fuori dal contesto di una scuola e che crea problemi anche per lo sviluppo produttivo di tutta l'area dell'interporto, ma è anche inutilizzabile per metà. Se dipendesse dal Comune noi – continua Gabbanini - avremmo già fatto il progetto per realizzare una nuova struttura per portare quegli studenti a San Miniato. Magari serviranno anni, ma lo avremmo fatto, anche perché – aggiunge il sindaco senza mezzi termini – un conto per gli studenti è fare le scuole in un altro posto e un conto è farle a San Miniato. Sono offerte formative diverse, per le possibilità che offre la città in termini di ambienti culturali, di biblioteche e di tutto quello che serve per aiutare i ragazzi ad avere una formazione di buon livello". Avere un polo scolastico a San Miniato, quindi - secondo il sindaco - sarebbe un valore aggiunto per le scuole e non solo per il territorio“.
Rimane nel cittadino qualunque un senso di ingiustizia profondo nel vedere un immobile in piedi da 13 anni completamente in abbandono, promesse elettorali disattese, bugie, scuse e oltre 11 milioni di euro sprecati. Ma noi non ci stancheremo di gridare allo scandalo, la vicenda Polo Scolastico è una pagina nera per il PD di San Miniato.
Raffaella Mallamaci - Comitato Polo Scolastico San Miniato
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