Mascherine con certificati falsi, sequestro di 450mila pezzi e dei macchinari

L'operazione Burlamask della guardia di finanza di Pisa ha portato a scoprire certificazioni false sui Dpi e mascherine contraffatte di note marche. Sono stati denunciate 14 persone per contraffazione e frode nelle pubbliche forniture. La centrale della produzione è stata scoperta nel Nord Italia. Sotto sequestro 3.500 mq di tessuto e i macchinari per confezionare le mascherine, oltre a 450mila mascherine e 200mila certificazioni di conformità.

Le indagini sono partite in una piccola sartoria nel Pisano, da lì la società che vendeva a enti pubblici i dispositivi di protezione con certificati falsi.

Dall’esame dei documenti in possesso del negozio, i finanzieri sono riusciti a ricostruire le diverse fasi, risalendo ai grossisti di Ancona, Bologna, Prato e Napoli. Le perquisizioni presso queste società, tutte operanti nel settore tessile, hanno consentito di rinvenire centinaia di rotoli di stoffa marcata Louis Vuitton, Chanel, Fendi e Gucci, ma anche i campionari utilizzati dai rappresentanti per proporre i prodotti contraffatti ai negozi dell’intera penisola.

Nelle attività investigative è stata coinvolta anche una società della Valdera che, in piena emergenza sanitaria e contro il parere dell’Istituto Superiore della Sanità, ha prodotto e venduto mascherine generiche che, corredate di certificati falsi, aveva spacciato per dispositivi medici, in alcuni casi forniti anche a Enti pubblici. L’esame dei documenti acquisiti presso la società ha permesso di ricostruire il volume delle vendite illecite dei prodotti che, solo nel periodo del “lockdown” dello scorso anno, ha fruttato oltre 300.000 euro. Durante le operazioni di perquisizione sono stati rinvenuti presso il deposito e sottoposte a sequestro circa 450.000 mascherine e 200.000 certificati falsi che ne attestavano l’utilizzabilità quali mascherine chirurgiche.

All’esito dell’articolata operazione sono state eseguite 12 perquisizioni nelle province di Pisa, Prato, Ancona, Bologna, Napoli e Lecco, denunciati alla locale Procura della Repubblica 14 soggetti per i reati di contraffazione, commercio di prodotti con marchi falsi, frode in commercio e frode nelle pubbliche forniture.



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