Pistoia zona rossa dal 27 febbraio al 7 marzo: le misure

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Pistoia zona rossa, ecco cosa si potrà fare

Da domani sabato 27 febbraio Pistoia e provincia entreranno in zona rossa, come stabilisce l'ordinanza del presidente della Regione Toscana n. 6 del 26 febbraio 2021, firmata nel pomeriggio, per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus Covid-19. Il provvedimento resterà in vigore per nove giorni fino a domenica 7 marzo compresa, eventualmente reiterabili sulla base dell’evoluzione del contesto epidemiologico. Sono quindi adottate le misure previste dall'articolo 3 del Dpcm 14 gennaio 2021 per le zone caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto.

Spostamenti. Ogni spostamento è vietato, sia nello stesso comune che nei comuni limitrofi, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Sono consentiti gli spostamenti all’interno del territorio del comune per sottoporsi allo screening eventualmente organizzato e alle vaccinazioni anti-Covid. Inoltre è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Sono consentiti gli spostamenti strettamente necessari per lo svolgimento della didattica in presenza dove permessa.

Commercio. Sono sospese tutte le attività commerciali, fatta eccezione per quelle alimentari e di prima necessità (ad esempio ottica, ferramenta, vivai, piante e fiori, articoli sportivi). Sono sospesi tutti i servizi alla persona eccetto lavanderie, tintorie, saloni di parrucchieri e barbieri, estetisti. Restano aperti edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie.

Mercati. Nel mercato bisettimanale che si svolge in centro storico e nei mercati di Bottegone e Fornaci potranno esercitarsi le sole attività di commercio alimentare, di vendita di piante e fiori e da parte dei produttori agricoli. Pertanto nei mercati cittadini restano aperti i banchi presenti in Piazza della Sala ed in Piazza San Francesco.

Bar e ristoranti. Le attività di ristorazione (ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, pub) sono consentite solo in modalità di asporto: fino alle 22 per i ristoranti, fino alle 18 per bar e negozi di bevande al dettaglio. La consegna a domicilio è sempre consentita.

Sport. L'attività motoria è consentita solo in prossimità della propria abitazione, rispettando la distanza di un metro con la mascherina. L'attività sportiva è consentita solo all'aperto e in forma individuale.

Scuola. Svolgimento in presenza delle attività didattiche della sola scuola dell'infanzia, primaria e della prima media; mentre le attività della seconda e terza media e delle superiori si svolgono con modalità a distanza al 100%.

Biblioteca San Giorgio e Forteguerriana. I servizi nelle due biblioteche non cambiano e continuano ad essere forniti nelle modalità già in vigore. In particolare nella biblioteca San Giorgio i posti a disposizione degli studenti sono 71 al mattino e 71 nel pomeriggio per permettere le misure di distanziamento. I prestiti sono possibili solo su prenotazione attiva dalle 9 alle 19 da martedì a sabato, dalle 14 alle 19 il lunedì. Inoltre è possibile richiedere il prestito a domicilio. La caffetteria della biblioteca San Giorgio continuerà a fare l’asporto con accesso dal giardino della biblioteca. Anche per l'Archivio storico è confermato lo stesso orario su prenotazione.

Uffici demografici. Per ridurre al minimo gli accessi negli uffici, si invitano i cittadini a utilizzare il più possibile i servizi online (https://pistoia.comune-online.it) e a prendere gli appuntamenti per la carta di identità. Si ricorda che è anche possibile utilizzare il modello di autocertificazione (ad esempio per residenza e stato di famiglia). Si ricorda che gli accessi sono scaglionati e nei singoli uffici non può entrare più di una persona alla volta.

Il testo completo dell'ordinanza del presidente della Regione si trova sul sito istituzionale all'indirizzo www.comune.pistoia.it.


I COMMENTI

Il PD Pistoia: "Indecisione è la scelta peggiore"

I dati di contagio nel nostro Comune e nella nostra Provincia hanno dimostrato che, purtroppo, la zona rossa non era più rimandabile. L’ospedale San Jacopo di Pistoia è in seria difficoltà da tempo: non possiamo che ringraziare medici, infermieri, operatori sanitari tutti che ogni giorno si adoperano per salvarci la vita. Dovremmo ricordarcelo tutti, ogni giorno, quando mettiamo in atto comportamenti sbagliati che favoriscono il contagio. Più contagi portano più ammalati, aumentano i ricoveri, le terapie intensive e, purtroppo, i decessi. I commercianti e i ristoratori, in quest’ultimo anno, hanno messo in campo tutti gli sforzi possibili, investendo e reinventandosi continuamente a prezzo di notevoli esborsi e sacrifici, e pagano troppo spesso per i cattivi comportamenti di pochi. A loro va tutta la nostra vicinanza, mentre al Governo rivolgiamo un forte appello affinché provveda in tempi brevi ai ristori. Il Sindaco Tomasi, nel momento in cui ieri ha comunicato le restrizioni imposte dalla necessità fino al 7 marzo, ha trovato il modo e il tempo di polemizzare, lamentando la mancanza di anestesisti e altre figure professionali: un problema che però non è solo di Pistoia ma comune anche ad altre zone di questa Regione e di questo Paese. A questo punto, ci viene da rivolgere qualche domanda al Sindaco di Pistoia, il garante della salute dei cittadini pistoiesi. Perché il personale della Polizia municipale continua ad essere ridotto all’osso? Come si può pensare che si riescano ad eseguire i controlli per evitare assembramenti, senza che sia stata fatta alcuna assunzione negli ultimi anni? Anche stavolta è colpa di qualcun altro? Quale iniziativa ha intrapreso il Sindaco per provare a contenere il contagio? Avrebbe potuto, ad esempio, chiudere le aree verdi, spesso affollate. Era nelle sue competenze, ma non l’ha fatto. Perché, a differenza dei sindaci di molti altri comuni della provincia, la comunicazione sui contagi e il richiamo all’attenzione sono sempre stati così scarsi? I cittadini pistoiesi sono giustamente confusi, stanchi e arrabbiati. Cerchiamo di non confonderli ulteriormente con polemiche strumentali contro chi, tra grandi difficoltà e prendendosi anche la responsabilità di scelte impopolari, sta facendo la propria parte. Quando si hanno responsabilità di governo, occorre prendersele davvero e fino in fondo. Perché l’unica cosa che non si può fare in politica è lamentarsi senza decidere".

Pistoia in AZIONE: "Si poteva fare di più"

Da Sabato 27 Febbraio purtroppo la zona rossa incomberà di nuovo su Pistoia e la sua Provincia. Sulle persone, sulle loro attività e sulla vita quotidiana di tutti. D’altronde era inevitabile dato l’80% di incremento dei casi Covid a settimana (il più alto d’Italia) dell’ultimo periodo. Nonostante qualche esponente della maggioranza nei giorni scorsi continuasse a definire inattuabile la Zona Rossa locale.

Partiamo da un dato certo. Leggiamo cose che non ci piacciono, e ci riferiamo in particolar modo all’accanimento di una certa parte nei confronti del Sindaco Tomasi.

Dare dell’assoluto incapace, dell’irresponsabile o utilizzare anche termini meno consoni ad un dibattito politico e civile è qualcosa che a Pistoia in Azione non appartiene.

Di sicuro però, l’Amministrazione ha commesso alcuni errori. Non ha, secondo noi, messo in atto tutte le azioni in suo potere. Non sappiamo se oggi la situazione sarebbe stata diversa se ci fosse stata più fermezza nelle decisioni, di sicuro, il tergiversare e l’attendere gli eventi non ha giovato. Ma vediamo di cosa parliamo:

  • Mancanza di comunicazione: il più grave degli errori, a nostro avviso. E quello più semplice da non commettere. Con la prima ondata il Sindaco e tutta la giunta comunale avevano dato segnali costanti di presenza, vicinanza alla cittadinanza. Anche ricordando i comportamenti da tenere e quelli da evitare. Un martellamento continuo che aveva portato a mantenere alta l’attenzione da parte dei pistoiesi. Da mesi su Palazzo di Giano è calato il silenzio. Quel silenzio che inconsciamente può aver generato una sensazione di pericolo scampato o quanto meno diminuito nei cittadini
  • Mercato mal gestito: un punto delicato, perché stiamo parlando di lavoro e della vita delle persone che vivono di questo, è rappresentato dal mercato di Pistoia dove ogni settimana si riversano i pistoiesi e gli abitanti delle frazioni limitrofe. A partire da metà Dicembre abbiamo assistito ad una forte ripresa delle attività nel nostro centro storico, (e menomale), una breve ripartenza che ha ridato un po' di ossigeno ai commercianti e un po' di serenità ai cittadini. Rivedere le strade vissute, le vetrine illuminate e sentire le voci degli ambulanti, è stato sicuramente un tuffo in quella normalità ormai lontana. Purtroppo però ci sono stati momenti in cui si sono creati assembramenti. Forse sarebbe stato opportuno prendere in considerazione l’ipotesi di spostare per questo periodo di transizione, la sede del mercato in altre zone della città già utilizzate in passato, per garantire la piena operatività in totale sicurezza sia per gli ambulanti che per i clienti. Se l’Amministrazione ci ha pensato e ha deciso di non procedere in tal senso, ne prendiamo atto.
  • Pochi controlli in città: A poco sono servite le scarne dichiarazioni del Sindaco sulla presenza delle forze dell’ordine. Oggettivamente pochi sono stati i controlli in città. E non ci riferiamo ai posti di blocco lungo la rete stradale, sempre presenti o le multe a qualche esercizio, ma alla presenza delle forze dell’ordine nei luoghi ove il rischio di assembramento era ed è da sempre più alto. Parchi, giardini, alcune zone della città. Questo ha portato al non rispetto delle regole. E le conseguenze più grosse le hanno pagate i bar e i ristoranti che da mesi sono chiusi o aprono a singhiozzo, perché si è instaurato il solito gioco bieco della caccia al colpevole o all’assembramento.

Il dato di fatto è che siamo nuovamente in zona Rossa e l’incubo non finisce. Sappiamo tutti che l’unica soluzione è rappresentata dai vaccini, ma proprio perché questi tardano ad arrivare, restiamo convinti che l’unica via, peraltro già sperimentata durante la prima ondata, sia quella del rispetto delle regole, dei comportamenti virtuosi, del controllo da parte delle istituzione e dalla comunicazione nei confronti dei cittadini. Senza questi accorgimenti è inutile poi chiudere le stalle, è già tardi.

Ci preme dare un forte abbraccio virtuale e tutta la nostra solidarietà a coloro che da domani dovranno ancora una volta tirare giù il bandone e restare in attesa sperando di avere la forza di andare avanti.

Una cosa chiediamo con forza al Sindaco. Sarà opportuno che il Comune comunichi quanto prima, vista la situazione anomala, chi si dovrà far carico, come e quando dei ristori nei confronti delle categorie sopra citate.

Aspettiamo il 7 Marzo e che la pazienza sia con noi

 

 

Fonte: Ufficio Stampa



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