Rissa tra detenuti, trauma cranico per un poliziotto al carcere di Livorno

Abbiamo appreso la notizia di una rissa tra detenuti, scoppiata nel carcere cittadino nelle prime ore del pomeriggio di ieri – a comunicarlo è la Segreteria Provinciale della UIL PA Polizia Penitenziaria di Livorno –

Nella sezione denominata “Transito”, i fautori del tafferuglio, approfittando dell’apertura delle camere detentive per le attività di socializzazione giornaliere, hanno deciso di aggredire altri due detenuti e da lì si è innescata una rissa.

A pagarne il conto, anche questa volta, è stato un Assistente capo che con coraggio e professionalità, intervenendo prontamente, si è lanciato nella calca con l’intento di dividere gli aggressori dalle vittime. Anche in presenza del collega – aggiunge il Sindacato - nel più totale disprezzo della divisa, imperterriti i facinorosi hanno continuato a vibrare colpi su colpi.

Il corridoio del reparto ormai era diventato un inferno, ma l’obiettivo del Poliziotto era quello di trarre in salvo i mal capitati e riportare l’ordine all’interno del reparto, ma all’ennesimo tentativo di separare la ressa, cadeva a terra e nel battere la testa al pavimento ha perso i sensi! Da li a poco sono giunti i soccorsi che hanno assicurato il trasporto del Poliziotto ferito al nosocomio cittadino, dove è stato accertato un trauma cranico con una prognosi di dieci giorni.

Dall’indagine sanitaria, che di routine viene condotta per verificare lo stato di salute di tutte le persone coninvolte in eventi critici del genere, è risultato che a riportare lesioni più gravi è stato il Poliziotto Penitenziario. Questa volta – incalza indignata la UIL - non si vedranno filmati di “pestaggi”, o presunti tali, nei principali telegiornali nazionali o negli articoli di cronaca delle più importanti testate giornalistiche, che destano tutto quello “scalpore” che nutre l’audience.

“No, questa volta si tratta solo di un Poliziotto Penitenziario, di un servitore dello Stato”! Nonostante la carenza perenne di personale, di turni di servizio massacranti, in assenza di qualsiasi dispositivo di difesa personale, di comunicazione radio, nonostante si operi in ambienti di lavoro aberranti, la Polizia Penitenziaria – sottolinea il Segretario Provinciale Mauro Barile - è li per garantire la sicurezza, quella interna e quella pubblica, e il rispetto della Legge.

Al collega, in primis, va tutta la nostra vicinanza, augurandogli di rimettersi presto in salute, e alla Direzione della Casa Circondariale sollecitiamo di farsi carico definitivamente dell’adeguamento delle condizioni lavorative dei propri dipendenti, della garanzia della loro salute e delle azioni amministrative esperibili, indifferibili, in circostanze come questa, di emblematica portata.

Fonte: Uil Pa Polizia Penitenziaria



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