Presunti pestaggi in carcere, chiesto processo per dodici persone

Ci sono aggiornamenti sulla vicenda dei presunti pestaggi in carcere a Sollicciano. La pm Von Borries ha chiesto il rinvio a giudizio per dodici persone, ovvero dieci agenti di polizia penitenziaria e due medici.

Le accuse contestate, a vario titolo, sono quelle di tortura e falso in atto pubblico. In particolare, i due medici, in servizio presso la casa circondariale e le cui posizioni nell'inchiesta emergono adesso, sono accusati di aver redatto falsi sulle vittime.

I due dottori della Asl TC sono un 33enne residente a Siena e una 62enne di Prato, accusati di falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, di omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale e di favoreggiamento. Entrambi, in due distinti episodi, secondo l'accusa avrebbero coperto gli autori dei pestaggi omettendo di visitare i detenuti che venivano portati in infermeria dopo le violenze, certificando come lievi lesioni che invece avevano una prognosi reale di oltre 20 giorni.

Sono tre i pestaggi finiti al centro delle indagini, sarebbero avvenuti tra il 2018 e il 2020. Sarebbero opera di un gruppo di agenti comandati da un'ispettrice 50enne di Firenze. Nel suo ufficio sarebbe avvenuto il più violento degli episodi contestati, nell'aprile 2020: in quel caso un detenuto marocchino, colpevole di aver protestato insultando un agent, sarebbe stato portato davanti alla 50enne e poi picchiato da sette agenti con pugni e calci fino a lasciarlo a terra senza fiato e procurandogli la frattura di due costole. Prima di essere portato in infermeria, sarebbe stato inoltre condotto in una stanza di isolamento, costretto a togliersi i vestiti e lasciato nudo per alcuni minuti per umiliarlo.



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