Scuola-lavoro, il modello di Ivo Mancini: dalla Versiliana parte l'appello delle istituzioni

Un “open day” nel giro di un paio di mesi, l'invito a partecipare all'edizione 2022 di Fiera Didacta Italia, l'impegno di portare all'attenzione della giunta regionale toscana le istanze affinché si concretizzi il sogno di creare una “cantera” per il settore della meccanica e sopperire all'assenza cronica di tecnici specializzati.

Sono molti i temi in agenda portati alla ribalta nell'incontro di ieri pomeriggio al Caffè della Versilia di Marina di Pietrasanta dove, di fronte a una platea principalmente composta da imprenditori e rappresentanti delle categorie economiche, si è parlato dalla “case history” rappresentata dall'azienda “Futura Lavorazioni Meccaniche” fondata a Santa Croce sull'Arno nel 2018 dall'imprenditore Ivo Mancini, oggi 86enne, con lo scopo di creare una scuola/impresa conto terzista della casa madre, la “C.M. Tannery Machines” specializzata in macchinari per le aziende conciarie.

Per l'occasione oltre all'imprenditore, che per il quarto anno ha scelto la Versiliana per lanciare il tema e riaccendere le luci su un tema troppo spesso dimenticato nelle agende istituzionali, erano presenti Anna Paola Concia, coordinatrice di Fiera Didacta Italia ed ex parlamentare, la consigliera del Miur e componente del Cda di Indire Cristina Grieco, il capo di gabinetto della Regione Toscana Paolo Tedeschi e Daniela Mancini, storica dirigente dell'istituto “Ferraris-Brunelleschi” di Empoli da poco andata in pensione, tutti moderati dalla conduzione di Claudio Sottili.

Tutti hanno espresso un filo comune: serve a livello istituzionale che venga trovato un sistema tale che il progetto della scuola di meccanica di Mancini possa avere gambe a livello legislativo, ovvero che un adolescente possa entrare in azienda per vedere il lavoro e, con tutte le sicurezze del caso, conoscere se fa per lui oppure no, a prescindere dei programmi dell'ex alternanza scuola/lavoro.

"Si legge di oltre 500mila ragazzi in Italia che hanno lasciato la scuola media – ha spiegato l'86enne imprenditore originario di Fucecchio – non sono dei somari, ma giovani che non hanno la predisposizione allo studio. Perché privarli al pomeriggio della possibilità di andare a imparare un mestiere? La loro è una forza lavoro che va recuperata: io ho fatto un esperimento e ho visto come, facendo apprendere l'utilizzo delle macchine a controllo, hanno ripreso fiducia. Infatti tre ragazzi dei percorsi professionali che erano da me, in un paio di mesi lo scorso anno e altri due in quello corrente, hanno acquisito competenze persino per insegnare ai loro professori come si fa a programmare un macchinario. Credo che valga la pena venire a vedere quanto stiamo facendo e per questo motivo, nell'arco di due mesi, intendo organizzare un “open day” in un fine settimana e invitare chi vuole".

Cristina Grieco ha ricordato come Ivo Mancini, investendo in macchinari di industria 4.0, abbia dato la possibilità a scuole e agenzie formative di poter portare i propri studenti a imparare, ma serve ormai trovare un percorso che normi questo tipo di rapporto. Si tratta di un percorso che la Germania ha organizzato da tempo nel proprio sistema duale, come evidenziato da Anna Paola Concia, per questo motivo Fiera Didacta, in programma alla Fortezza da Basso dal 10 al 12 marzo 2022, il tema scuola/lavoro sarà tra i principali e il “Modello Mancini” sarà uno di quelli portati in rassegna tra le eccellenze nazionali, con lo scopo di fare formazione specifica anche nei confronti degli insegnanti. «Ivo Mancini ha fatto tutto da solo ma servono azioni di sistema, deve essere messo nelle condizioni per essere lungimirante», è l'appello di Concia.

Paolo Tedeschi ha promesso di portare la questione all'attenzione dell'assessora regionale competente, Alessandra Nardini (che è succeduta a Grieco nel ruolo, nda) e al presidente Eugenio Giani.

"Il rischio è che progetti come quello di Ivo Mancini muoiano nella culla – sono le conclusioni della dirigente scolastica empolese Daniela Mancini – la causa di fondo è rappresenta dal fatto che in Italia si è negata al lavoro la capacità educativa, puntando tutto sulla teoria. Questa mentalità ci ha portato a questo punto ma dobbiamo affrontare il problema. L'inghippo è rappresentato da un sistema di istruzione troppo rigido, in cui è stato lasciato all'arbitrarietà delle scuole professionali se applicare o meno il sistema duale. Se uno studente per la metà del tempo sta in azienda, i docenti perdono molte ore di cattedra. Per questo è necessaria una nuova cornice legislativa capace di garantire in un istituto professionale almeno per un quarto degli alunni la possibilità di attivare una classe in duale".

Tra i presenti in platea anche i sindaci di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, e di Fucecchio, Alessio Spinelli, il quale si è promesso di riattivare un progetto didattico legato alla scoperta delle professioni ispirato alle azioni di Ivo Mancini ma che si era interrotto a causa della pandemia Covid-19.

Fonte: Ufficio Stampa



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