Apprensione per la vendemmia nel pistoiese: prima la gelata di aprile, ora gli ungulati

Giuseppe Bartolomei

Una gelata ha più che dimezzato la raccolta. Ora occorre difendere i grappoli residui dagli ungulati, che oltre a danneggiare la vigna sono voraci di acini, sempre più dolci e dissetanti.

La vendemmia sarà una passione anche nel pistoiese. Colpa della gelata di aprile che ha ‘seccato’ i germogli. Un fenomeno atmosferico che ha coinvolto l’intero patrimonio viticolo pistoiese che si estende su 1200 ettari. Malissimo i vitigni a bacca rossa (Sangiovese e Merlot), un po’ meglio per i bianchi (Trebbiano e Malvasia).

Giuseppe Bartolomei, agricoltore della rete Coldiretti-Campagna Amica, è uno dei tanti piccoli produttori pistoiesi a vivere il calvario di quest’annata. Conduce il Podere del Tordo, producendo vino Chianti sulle colline pistoiesi e olio (ma ha già rinunciato alla raccolta delle olive, produzione azzerata per clima sfavorevole e ‘mosca’).

Sui suoi 5 ettari a vigneto raccoglierà meno della metà di uva Merlot e ancor meno di Sangiovese, rispetto all’anno passato. La raccolta inizierà entro metà settembre, nel frattempo Giuseppe sta cercando di difendere grappoli e vigneti dall’invasione di ungulati, anche sfruttando le possibilità offerte dalla nuova normativa regionale agli agricoltori muniti di licenza di caccia di intervenire, sotto il coordinamento della Polizia Provinciale, sul proprio fondo per abbattere cinghiali.

I danni della gelata di aprile, rilevantissimi, hanno riguardato tutte le zone della provincia. Dalle colline Pistoiesi, a quelle del Montabano (versante Quarrata e versante Larciano-Lamporecchio): un fenomeno mai visto a Pistoia, con la colonnina che in piena notte ha segnato 6 gradi sottozero.

“Siamo in una fase cruciale per il nostro settore primario - spiega Gianfranco Drigo, direttore di Coldiretti Pistoia -. Da un lato i cambiamenti climatici aumentano i fenomeni atmosferici estremi, dall’altro il protrarsi dell’emergenza ungulati, che rimane tale, nonostante le recenti misure regionali che danno all’agricoltore qualche strumento in più per autotutelarsi”.

“Con una produzione di uva più che dimezzata - continua Coldiretti Pistoia - la tendenza all’aumento dei prezzi è un piccolo segnale positivo per un settore che tra emergenza covid, gelate e ungulati sta vivendo una fase di assoluta difficoltà”.

Fonte: Coldiretti Pistoia - Ufficio Stampa



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