Rsa, adesione convinta al green pass da parte dei dipendenti

La prima giornata di verifica dei Green pass si sta concludendo (il grosso degli addetti è impegnato nel turno mattutino e pomeridiano che inizia intorno alle ore 13.30 - 14) con una adesione convinta e collaborativa del personale e la conferma, ad oggi, della stragrande maggioranza di dipendenti in possesso di Green pass o delle condizioni per ottenerlo.

Nei prossimi giorni si avrà un quadro più completo della situazione che crediamo confermerà la robusta tendenza in atto e l'adesione massiccia dei dipendenti a cui è concesso qualche giorno, ove non scaricato, per dotarsi del Green pass. Nessun rinvio, dunque, dell’iniziativa o passo indietro.

Una scelta, la nostra, irrinviabile dati i 5 mesi trascorsi in attesa (fino ad oggi vana) di dati da parte delle Asl, con i rischi che ciò ha comportato, anche alla luce della diffusione in Toscana della variante Delta, estremamente contagiosa come dimostrano alcuni importanti focolai Covid in Rsa. Il ritardo delle Asl non può ricadere su ospiti e dipendenti vaccinati.

Totalmente non condivisibili le affermazioni del Dr. Berti, che ha radicalmente cambiato posizione dalla sua dichiarazione al Corriere fiorentino – Corriere della Sera di qualche giorno fa (le Rsa hanno ragione) ad oggi (nessun ritardo) aggiungendo di aver ricevuto i dati delle Rsa solo a giugno. Tali elenchi del personale in realtà sono stati inviati dalla pressoché totalità delle Rsa entro i primi di aprile, come previsto dalla legge e da apposita richiesta della Regione Toscana a tutte le strutture, alle quali si comunicava che entro 30 giorni sarebbero stati comunicati i nominativi dei non vaccinati.

C'è evidentemente qualche problema nella comunicazione tra Asl e Regione o nella comunicazione tra gli uffici della Asl. Certamente c’è un ritardo del tutto ingiustificabile da parte di chi era tenuto a verificare, che ha esposto gli anziani nelle Rsa e durante gli stessi ricoveri ospedalieri a possibili contatti e rischi conseguenti con personale non vaccinato.

D'altro canto noi non inventiamo niente, il Green pass nella Rsa è già in vigore da tempo, per disposizione di leggi/ordinanze nazionali e regionali: in Rsa si entra solo con il Green pass, obbligatorio per i familiari e per chiunque entri nel perimetro di una Rsa così come è obbligatoria la vaccinazione del personale che opera all'interno della Rsa a contatto con gli anziani ospiti. Tertium non datur.

Siamo rimasti sorpresi da un comunicato delle organizzazioni sindacali nel quale non troviamo parole di preoccupazione per possibili contagi degli anziani, né di critica per i ritardi della Asl e tantomeno non comprendiamo la virulenza dei toni (inutilmente) minacciosi, posizioni che rischiano oltretutto di apparire, involontariamente, a difesa di una esigua minoranza: il diritto alla salute dei più deboli, anziani gravi, non può passare in secondo piano rispetto alla libera scelta di qualche lavoratore che ha deciso di non vaccinarsi, senza rispetto, oltre che della legge, del dovere primo di chi assiste di non essere causa lui stesso di malattia per il proprio assistito e per gli stessi colleghi.

Abbiamo un grande rispetto per il ruolo dei sindacati e crediamo, al di là di possibili fraintendimenti, che siano come noi convinte della necessità di contrastare i pochi lavoratori che manifestano comportamenti contrari alla legge e disinteresse per i diritti dei più deboli.

Possiamo rassicurare tutti che agiremo a fronte di persone prive dei requisiti per entrare in una Rsa secondo legge e secondo i contratti di lavoro, ma sempre con la priorità assoluta della tutela dei nostri anziani ricoverati.

Fonte: Comitato di coordinamento dei gestori delle Rsa toscane



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